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La protesta

Noi, precari cronici: da 12 anni ostaggio dell’Usrc

Siglato un documento per la stabilizzazione dei precari dell'Usrc di Fossa, ma non tutti sono d'accordo. "Noi strumento di scontri politici. C’è qualcuno che vuole ostacolare le stabilizzazioni, per difendere delle bandierine politiche".

Dodici anni ad aspettare stabilizzazioni che non sono mai arrivate. I precari dell’Usrc di Fossa ostaggio di una precarietà senza fine e di un lavoro senza la minima garanzia. “Prima mancava una legge: ora la legge c’è, le stabilizzazioni no. Noi strumento di scontri politici. C’è qualcuno che vuole ostacolare le stabilizzazioni, per difendere delle bandierine politiche”.

52 precari della ricostruzione potranno finalmente essere stabilizzati dal Comune dell’Aquila. Fine dell’incubo per i dipendenti: 39 assunti presso l’ente comunale, 13 che fanno capo all’Usra. Fuori dalle stabilizzazioni, però, rischiano di restare 20 precari in servizio all’Usrc di Fossa.

“Siamo impantanati in una situazione lavorativa che ci impedisce di fare qualsiasi programmazione di vita. Un matrimonio, un figlio, una casa…Senza un lavoro fisso come possiamo costruire la nostra vita?”. Al Capoluogo la protesta dei lavoratori Usrc, esausti per una situazione che si trascina da 12 lunghissimi anni.

Precari Usra e Usrc, cos’è successo

Mentre a L’Aquila il Comune spinge per concretizzare la stabilizzazione ufficiale di 52 dipendenti della Ricostruzione, i precari dell’Usrc di Fossa sono ancora una volta preda dell’incertezza. Nonostante il Decreto Agosto consenta di procedere alle stabilizzazioni di precari, mancano le necessarie coperture finanziarie per concretizzare le stabilizzazioni.

In soccorso ai 20 lavoratori, però, è arrivato il Comune dell’Aquila che, in una riunione, ha chiaramente manifestato la disponibilità a farsi carico dei precari di Fossa, ma inspiegabilmente non tutti erano d’accordo. “Abbiamo già comunicato formalmente di essere pronti a ricoprire il ruolo di soggetto attuatore anche per la stabilizzazione del personale, 20 unità, in servizio all’Usrc, purché vengano assegnati i fondi necessari. Persone in servizio presso il Comune di Fossa, le cui strutture tecnico-amministrative e le capacità in termini di risorse finanziarie non sono adeguate per procedere alle stabilizzazioni”.

Sembrava tutto, finalmente, risolto: ma non è stato così. L’accordo sottoscritto da: precari, alcune sigle sindacali, sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e Paolo Federico, coordinatore area omogenea numero 6 con delega al Personale, ha visto il mancato assenso di CGIL e UGL. Unici a non aver firmato il documento con cui si chiede al presidente della Regione e ai parlamentari eletti nel collegio Abruzzo, di sollecitare il Dipartimento della Funzione pubblica a dare immediata attuazione all’articolo 57, del decreto legge del 14 agosto 2020. Tradotto: stabilizzazione del personale precario.

I lavoratori questa volta hanno deciso di alzare la voce, esasperati da uno stallo che adesso “sembra assumere connotazioni di lotte politiche”.

“Siamo prigionieri di un lavoro instabile da 12 anni, non da 12 giorni o da 12 mesi! Non veniamo stabilizzati, nonostante ci sia una legge che lo permette. Perché? Il tempo delle chiacchiere è finito da tempo: pretendiamo rispetto e tutele”. Ci scrivono i precari dell’Usrc di Fossa.

“O manca una seria volontà di stabilizzarci, o a questo punto c’è qualcuno che vuole arrivare al traguardo delle stabilizzazioni in altri modi, per il semplice gusto di mettere la propria bandierina sopra a una vittoria che dovrebbe essere esclusivamente di noi lavoratori. Siamo noi ad aver pagato lo scotto di 12 anni di incertezze, costretti a una vita condizionata da un lavoro precario”.

“I sindacati in questi mesi sono stati totalmente assenti. Ci siamo sentiti invisibili. Chi deve tutelarci? Non vogliamo essere strumento di beghe politiche“.

Tanti lavoratori hanno gettato la spugna. C’è chi ha tentato la fortuna altrove ed è andato via o lo farà a breve. Perché lavorare lontano ma non da precari diventa, purtroppo, preferibile al diritto conquistato di lavorare vicino casa, da eterno precario.

Lavoratori che, assumendo ruoli altrove, presso altri enti, hanno perso o perdono a tutti gli effetti i diritti del lavoro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione di Fossa. In fuga da una precarietà che ha la strada della soluzione davanti, ma che non tutti vogliono imboccare.

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