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Crisi di Governo, incarico a Draghi: no di FdI, ‘nì’ della Lega

Mentre proseguono le consultazioni, si definiscono gli schieramenti rispetto all'incarico di Governo a Mario Draghi. Nel centrodestra FdI all'opposizione, aperture dalla Lega.

Mentre proseguono le consultazioni, si definiscono gli schieramenti rispetto all’incarico di Governo a Mario Draghi. Nel centrodestra FdI all’opposizione, aperture dalla Lega.

“Per FdI la via maestra è una sola, quella delle elezioni anticipate“. Lo sottolinea al microfono de IlCapoluogo.it il coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, Etelwardo Sigismondi, che sottolinea: “Questa è stata sempre la nostra posizione e se ci avessero ascoltato quando nell’agosto 2019 cadde il Governo Conte 1 non avremmo perso tutto questo tempo. M5S, PD e Italia Viva, e voglio ricordarlo soprattutto ai rispettivi rappresentanti regionali, hanno fatto perdere tempo al Paese, se è vero come è vero che su Recovery non sono riusciti nemmeno a trasmettere le proposte dell’Italia alla Commissione europea, senza parlare della gestione assolutamente inadeguata della pandemia”.

“Grande rispetto istituzionale per Draghi, – precisa Sigismondi – personalità di grande profilo, ma sarà costretto a un governo con forze che programmaticamente non hanno niente in comune, con il rischio all’interno dei ministeri ci possano essere figure dell’ultimo governo Conte, se non lo stesso ex presidente. Significherebbe ripescare chi ha fallito e rispetto a questo FdI mantiene la propria linea coerente, sostenendo che l’impasse che si è venuta a creare sarebbe facilmente risolta dagli italiani con il semplice ritorno al voto, dando vita a una maggioranza coesa, con un programma coerente. I sondaggi dicono che se si dovesse tornare al voto con questa legge elettorale, tra l’altro non voluta da FdI, il centrodestra avrebbe tranquillamente la maggioranza per fare riforme importanti e dare risposte alla nazione; in momenti di difficoltà ci vogliono coalizioni compatte e governi autorevoli”.

Quindi, “tutto il rispetto per Draghi ma non voteremo la fiducia a un suo eventuale Governo, fermo restando che siamo dei patrioti e se e quando ci saranno interventi per dare risposte all’Italia, daremo il nostro contributo”.

Lega, apertura di Bagnai ma Salvini avverte: “O noi o i 5 Stelle”.

Dopo un primo momento di netta chiusura, invece, qualche spiraglio per l’appoggio a Draghi arriva dalla Lega, con il senatore eletto in Abruzzo, Alberto Bagnai, che in un’intervista a La Stampa sottolinea: “Da parte nostra non ci sono preclusioni, pregiudizi sul nome, ma desideriamo che ci sia consentito di portare avanti alcuni progetti, a partire dal ripristino della legalità costituzionale. Basta con la stagione dei Dpcm”. Quindi, ancora sì alle elezioni, ma “dopo aver messo in sicurezza alcune questioni come i ristori, il piano vaccinale e la gestione degli aiuti europei contenuti nel Recovery Plan, da scrivere bene. A questo aggiungiamo l’esigenza urgente di riaprire rapidamente i cantieri delle opere pubbliche”. Intanto però Matteo Salvini avverte Draghi: “O con noi o con i 5 stelle”.