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Crisi, Draghi dice sì: governo di alto profilo ma serve maggioranza politica

Mario Draghi ha accettato l'incarico del Presidente della Repubblica Mattarella per la formazione di un governo "di alto profilo". Adesso serve una maggioranza.

Mario Draghi ha accettato l’incarico del Presidente della Repubblica Mattarella per la formazione di un governo “di alto profilo”. Adesso serve una maggioranza.

Si può fare. Mario Draghi ha detto sì al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione di un governo di “alto profilo”, dopo le dimissioni di Giuseppe Conte e “l’esplorazione” fallita del presidente della Camera Roberto Fico. Adesso toccherà all’ex governatore della Banca d’Italia e della BCE catalizzare attorno a un programma condiviso la più ampia maggioranza possibile. Rigide le posizioni del M5S, che con Vito Crimi ha fatto sapere che non appoggerà il progetto di Draghi. Richiedono a gran voce le elezioni FdI e Lega, anche se almeno Salvini ha precisato: “Non chiudo a nessuno”. Pronte a dare il proprio contributo, invece Forza Italia e PD, che però naturalmente vogliono prima conoscere le intenzioni di Draghi.

Nazario Pagano

Mario Draghi, Pagano (FI): “La personalità che serviva”.

“Noi di Forza Italia abbiamo sempre detto che, in questo momento di tragica situazione legata alla pandemia, occorreva rivolgersi all’Italia migliore, con un governo di alto profilo, esattamente come richiesto dal Presidente Mattarella”. Così a IlCapoluogo.it il senatore Nazario Pagano, che sottolinea: “Aver affidato la composizione di questo governo all’uomo di maggior prestigio che abbiamo in questo momento in Italia, che è appunto Mario Draghi, va proprio in questa direzione, anche se il nostro presidente, Silvio Berlusconi, ha precisato che prima del giudizio definitivo vogliamo incontrarlo e sentire come intende portare avanti il progetto e con quali uomini”.

E sulle possibili alleanze Pagano sottolinea: “Il Presidente della Repubblica ha parlato di un governo che non sia riconducibile a formule politiche, quindi si tratta di un governo di salute pubblica e non ci sarebbe nulla di male se, non dico tutte, ma la maggior parte delle formazioni politiche appoggiassero il Governo, anche perché il Paese non si trova in un momento di normalità, ma di patologica difficoltà. In una logica di questo tipo, ci possono stare tutti i partiti. Mi auguro che anche la Lega si convinca”.

Stefania pezzopane

Governo Draghi, Pezzopane: “Non ci tiriamo indietro”.

Ad essere già convinto, nel frattempo, è il PD, che con la deputata aquilana Stefania Pezzopane sottolinea: “Draghi dovrà iniziare un dialogo con le forze politiche e dovrà ottenere un consenso, quindi la politica è ancora predominante anche se Draghi non è propriamente un politico, come non lo era Conte, ma rappresenta una personalità del mondo economico di primissimo piano a livello internazionale. Il suo nome girava da tempo e non a caso, perché noi abbiamo riconquistato una posizione europea molto forte e la partita del Recovery è ancora tutta da giocare in Europa. Quello di Draghi è un nome di qualità e utile in questo momento. Il PD aspetterà di essere chiamato per comprendere cosa intende fare ma come partito al discorso di Mattarella abbiamo detto: ‘Noi ci siamo, non ci tiriamo indietro'”.

Inevitabili le critiche agli ex alleati di Italia Viva: “Siamo pieno della crisi sanitaria diventata anche crisi economica e sociale ma c’era la prospettiva di una fase nuova di rilancio con il Recovery; aver aperto una crisi politica in questo contesto fa di Renzi una figura politica molto criticabile, con punte di inaffidabilità molto elevate. D’altra parte la crisi si è svolta con continui rilanci, la mia sensazione è che sia stata aperta non per un rilancio dell’azione di governo, ma per non chiuderla, nonostante gli stessi colleghi del M5S abbiano avuto un comportamento estremamente responsabile nel tavolo coordinato dal presidente Fico”.

(Foto di copertina Ansa)