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Abruzzo in zona gialla, ma il Covid è sempre in agguato

Con la zona gialla in Abruzzo i cittadini possono riappropriarsi di parte della libertà che il virus ci ha tolto, ma bisogna stare attenti e rispettare le regole.

Con la zona gialla in Abruzzo i cittadini possono riappropriarsi di parte della libertà che il virus ci ha tolto, ma bisogna stare attenti e rispettare le regole.

Abbiamo appreso con grande soddisfazione che da oggi, lunedì, l’Abruzzo torna in zona gialla. È una occasione che offre sollievo ai cittadini, almeno sotto il profilo psicologico. Una specie di apertura mentale che, anche se con le dovute precauzioni, consente di riappropriarsi di una parte della libertà che il virus ci ha tolto. Le autorità preposte alla gestione dei controlli raccomandano la massima prudenza. Proprio la cautela potrà consentirci di tornare alla normalità, non in tempi brevi, speriamo in un futuro abbastanza prossimo. Il tutto è legato, indubbiamente, alla nostra correttezza e al rispetto delle regole. Da oggi ci potremo muovere un po’ di più, ma esclusivamente nell’ambito regionale.

È vero che l’indice RT è passato dal valore 1,05 a 0,81, consentendo all’Abruzzo l’attribuzione di essere una Regione con rischio complessivo di contagio abbastanza modesto.

Sorge, però, qualche perplessità che dovrebbe richiamare l’attenzione degli Enti preposti intorno al mondo della scuola. È aumentato sensibilmente il contagio dei ragazzi con età inferiore ai 19 anni, con dati numerici che destano preoccupazione e, nello stesso tempo, richiedono adeguata attenzione. Superano di poco il migliaio, fino a questo momento, i ragazzi e il personale scolastico sottoposti all’obbligo della quarantena.

Infatti, oltre 130 classi in tutta la Regione sono state dispensate dalla frequenza scolastica per osservare il periodo di isolamento prescritto dalle vigenti norme. Scolari, studenti, insegnanti e personale scolastico potrebbero rappresentare un importante veicolo per la diffusione del virus e del conseguente contagio. Bene ha fatto il Comune dell’Aquila, come pure altri Comuni, a sottoporre la popolazione scolastica ad un preventivo tampone, onde evitare la formazione di possibili focolai. Come si evince, però, dai dati recentemente pubblicati, il contagio tra gli scolarizzati appare quanto mai degno di attenzione, trovandosi in fase di forte ascesa. Forse, sarebbe necessario far ricorso all’adozione di ulteriori urgenti provvedimenti che consentano di individuare preventivamente, in tempi brevi, gli eventuali portatori del virus. Abbiamo fatto una veloce ricerca sui vari DPCM, sulle Ordinanze ministeriali e quelle Regionali e abbiamo riscontrato che si è parlato dello scanner per la misurazione della temperatura, ma non con l’incisività che l’argomento avrebbe meritato. È vero che i genitori, prima di uscire da casa, dovrebbero misurare la temperatura ai propri figli. È altrettanto vero, però, che la fretta di uscire, gli adempimenti da effettuare, varie circostanze che si presentano all’ultimo momento, non consentono di effettuare correttamente la misurazione della temperatura. Allora si ricorre al vecchio sistema di poggiare la mano sulla fronte o di sfiorarla con le labbra per verificare una eventuale alterazione. Non sempre l’empirico sistema consente un corretto accertamento.

Se vogliamo realmente effettuare un razionale accertamento delle condizioni di salute degli scolari, degli insegnanti e del personale scolastico, bisognerebbe cambiare metodo e sistema. Occorre dotare le scuole, di ogni ordine e grado, di un adeguato termo scanner da posizionare all’ingresso per una generale e corretta misurazione della temperatura corporea. I soggetti non rispondenti ai parametri fissati non dovrebbero essere ammessi all’interno della struttura scolastica, allo scopo di evitare, per quanto possibile, ogni possibile forma di contagio. Se si rimanda il tutto alle informazioni che gli interessati comunicheranno nei giorni successivi, l’espansione dei contagi appare quanto mai incontenibile.

Per realizzare questa circostanza sarebbe opportuno che i Ministeri della Scuola e della Salute, la Regione e, per quanto possibile, anche i Comuni, provvedano a dotare le scuole della predetta indispensabile, urgente e indifferibile attrezzatura.