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Velino, obiettivo: trovare i dispersi, non c’è un tempo limite

Non c'è un tempo limite per le ricerche. L'obiettivo è quello di trovare gli escursionisti dispersi sul Velino. Parlano i soccorritori: oltre 300 quelli che sono intervenuti finora nella Valle Majelama.

“Il nostro obiettivo è quello di trovare gli escursionisti dispersi sul Velino. Non c’è un tempo limite”.

È molto chiaro  Daniele Perilli, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, nella conferenza stampa interforze convocata per fare il punto delle ricerche. Un incontro con la stampa per dare informazioni chiare e specificare che le forze in campo sono tutte unite verso un solo obiettivo: ritrovare Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Valeria Mella e Gianmarco Degni, dispersi da domenica scorsa. 

velino conferenza stampa

“Hanno collaborato finora oltre 300 persone sul campo, insieme alle unità cinofile” ha detto Perilli in apertura dell’incontro con la stampa. “Soccorritori e professionisti venuti da moltissime regioni italiane, che ringraziamo. Sono state utilizzate anche tecniche finora mai usate in Abruzzo, come la bonifica con microvalanghe della zona”,

“C’è un’ingente massa nevosa” sottolinea il maresciallo Paolo Passalacqua, della Guardia di Finanza. La vera incognita dell’operazione è il meteo: “Domani è previsto un miglioramento e quindi verranno ritrasportate in quota squadre di soccorritori anche per la bonifica, già effettuata per un paio di giorni grazie alle condizioni meteo favorevoli. Il lavoro andrà avanti nei prossimi giorni. Grazie anche a Enti locali e alle persone che ci hanno supportato con gesti di solidarietà che ci hanno consentito di andare avanti in questa operazione”.

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velino conferenza stampa

A dare qualche dettaglio in più sulle operazioni svolte finora il responsabile comunicazione dei Vigili del Fuoco Enzo Albanese: “Il meteo è quello che è e da questo dipende l’esito dell’operazione. È una operazione faraonica: non breve e non facile”.

“Il vallone è lungo 2 chilometri, largo 100 metri, con diversi metri di neve all’interno. Ci sono punti in cui la neve raggiunge i 9 metri di profondità. È stato autorizzato l’elitrasporto di un apripista dalla vicina stazione sciistica di Ovindoli. È tutto pronto per il trasporto e domani presumibilmente, se le condizioni meteo si confermeranno migliori di oggi, avverrà il trasporto con un S64, denominato “la gru del cielo”. La movimentazione di questo macchinario è molto delicata. Questo apripista consentirà però lo spostamento maggiore di neve, rispetto a quanto si possa fare manualmente”

A partecipare alle ricerche anche le unità cinofile del centro addestramento alpino di Moena: ” Siamo partiti subito, il tempo di organizzarci, circa due ore, e abbiamo messo in moto la nostra macchina” spiega Paolo Borgonovo. “Portiamo esperienza e aiuto: è una grossa valanga. Conta molto la collaborazione. Ci vuole tempo: se necessario, faremo arrivare nuovo personale. Ringraziamo per l’ospitalità di tutti: la comunità subito si è resa disponibile”

In prima linea nelle ricerche i Carabinieri. Parla il Maggiore Ballan, del reparto impiego montano dell’Arma. “Siamo in prima linea insieme ad altri, ma se possibile, lo siamo ancora di più perchè la figlia di un nostro maresciallo è fra gli escursionisti dispersi. Daremo un pizzico di cuore in più, per quanto possibile”

Fondamentale il supporto logistico del 9′ Reggimento Alpini dell’Aquila: “Abbiamo risposto subito alla chiamata del Prefetto” spiega il col. Laurencig, comandante del Nono. “Sottolineo una cosa, fondamentalmente: il coordinamento che abbiamo manifestato, la sinergia e l’unità di intenti dimostrata. La cabina di regia funziona. e si va in una unica direzione. Il soccorso Alpino militare ha grandissime professionalità e abbiamo messo a disposizione della macchina dei soccorsi anche il nostro supporto logistico e le tende”

Interviene poi Mauro Casinghini, direttore della Protezione civile Abruzzo: “Rinnovo il grazie a tutte le forze intervenute finora. È la rappresentazione del sistema nazionale di Protezione Civile: complesso, policentrico, fatto da strutture operative che devono collaborare. Non c’è stato un solo momento senza la condivisione di strategie e problematiche”.

Domani, quindi, l’arrivo di un apripista che consentirà di spostare, meccanicamente, una massa maggiore di neve. “Il georadar non ha dato i risultati sperati” spiega Albanese. “Si basa sull’analisi delle riflessioni di onde elettromagnetiche trasmesse nel terreno, va a leggere delle forme: non ha dato grossi risultati. Lo spazzamento meccanico è un’altra cosa, ci aiuterà molto”

Quel che è chiaro è che l’obiettivo di tutti, sul Velino, è trovare i dispersi. Non c’è un limite temporale alle ricerche.

“Abbiamo un piano preciso e condiviso: intanto, abbassiamo il livello della neve per lavorare meglio. Siamo qui per questo”

La conferenza stampa nel video di Kristin Santucci