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Crisi di Governo, un ‘gabinetto di guerra’ contro il Covid 19

Un Governo di emergenza con il contributo di tutte le forze politiche per superare la pandemia e poi tornare alla normale dialettica politica. L'intervista al senatore Gaetano Quagliariello sulla crisi politica.

Un Governo di emergenza con il contributo di tutte le forze politiche per superare la pandemia per poi tornare alla normale dialettica politica. La ricetta del senatore Gaetano Quagliariello per uscire dalla crisi.

Sherpa al lavoro nei palazzi romani alla ricerca di una soluzione per uscire dalla crisi politica aperta da Matteo Renzi e culminata nelle dimissioni di Giuseppe Conte. In queste ore si susseguono le consultazioni formali, come gli incontri informali, per ricomporre un quadro ormai compromesso. Da una parte, PD e M5S chiedono un reincarico per il premier dimissionario, sostenuto da gruppi politici “in formazione” e “responsabili” sparsi. Dall’altra, Lega e FdI chiedono a gran voce le elezioni. A dettare la “terza via”, il senatore Gaetano Quagliariello, per cui la soluzione della crisi passa per un Governo di emergenza per gestire la pandemia. Un Governo di emergenza con il contributo di tutte le forze politiche.

“Stiamo attraversando un momento eccezionale, – spiega il senatore Quagliariello a IlCapoluogo.it – il piano vaccini non è partito, i morti aumentano, c’è il Recovery da consegnare e molte categorie economiche sono in ginocchio. È il momento di costituire un gabinetto di guerra: ogni parte politica mette a disposizione i suoi uomini migliori su un programma limitato e quando l’emergenza sarà superata si potrà tornare alla normale dialettica politica”.

D’altra parte Giuseppe Conte nei giorni scorsi ha lanciato un messaggio chiaro su Facebook: “Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo di salvezza nazionale“, che abbia un’impronta europeista. E proprio sugli europeisti si sono aperte le grandi manovre che hanno portato alla formazione di un nuovo gruppo parlamentare, Europeisti Maie Centro democratico, a sostegno di Conte. Insomma, più che un governo di salvezza nazionale, sarebbe piuttosto un Conte ter, con una stampella. Ma per il senatore Quagliariello non è quella l’opzione praticabile: “Stiamo chiedendo di far cadere i veti e certo non è un bene metterli, d’altra parte è anche vero che le formule politiche si portano dietro delle persone ed è un dato di fatto che Conte abbia già interpretato due formule politiche“. Anche sulle “grandi manovre al centro” che hanno portato alla formazione di un nuovo gruppo parlamentare, il senatore Quaglieriello è critico: “Siamo in un momento particolare del Paese e questa crisi è già considerata un ‘fuor d’opera’, le preoccupazioni dei cittadini sono altre. Secondo me sarebbe stato opportuno sospendere qualsiasi tipo di manovra parlamentare, come atto di serietà. Diversamente i cittadini appaiono sconcertati di fronte a senatori che cambiano parere due volte in una notte; l’immagine della politica diventa sempre più degradata”.

Insomma, la ricetta sarebbe quella di un “gabinetto di guerra” composto dagli uomini migliori di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ma a guidarlo non dovrebbe essere Giuseppe Conte. D’altra parte l’alternativa non manca: “Se il confronto parlamentare fallisce, – conclude il senatore Quagliariello – in democrazia le elezioni non sono certo un crimine“.