Disney plus censura Dumbo e Peter Pan: contenuti razzisti

Disney plus cancella dalla sezione bambini Dumbo, Gli Aristogatti e Peter Pan perchè colpevoli di diffondere messaggi "dannosi e denigratori".

Disney plus prosegue la sua campagna di ‘cancel culture’ e censura tre pietre miliari tra i film d’animazione: “Dumbo”, “Gli Aristogatti” e “Peter Pan”.

Cosa hanno fatto di male e cosa accomuna Romeo e Duchessa, l’elefantino dagli occhi dolci e il leader dell’Isola che non c’è?

Per il colosso Disney plus, da tempo impegnato in una sorta di personalissimo revisionismo storico, i tre cartoni animati diffondono messaggi sbagliati e “stereotipi dannosi”.

Per questo, il colosso ha cancellato tre dei film più iconici di sempre dalla sezione per bambini di Disney + lasciandoli, con avvertenze e vietati ai minori di 7 anni, nella sezione per adulti.

Nella versione disponibile nella sezione per adulti c’è una nota introduttiva che spiega come i programmi “includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture” e quindi “piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo”. 

Perchè Disney plus ha “bannato” Dumbo, Peter Pan e Gli Aristogatti?

La “cancel culture” che ha alimentato diverse polemiche sui social e così definita dai più scettici, che ne contestano le scelte “falsamente moraliste”, è iniziata nel 2019.

Il primo film a finire sotto la scure del proibizionismo targato Disney plus  è stato “Lilli e il Vagabondo”. Nello specifico vennero cancellati dalle scene del remake i due mici Si e Am, “troppo stereotipati” e “offensivi per il pubblico asiatico”.

Ad essere incriminata, nel caso degli “Aristogatti“, la scena in cui compare il gatto Shun Nonu, che sunava il pianoforte e una batteria fatta di pentole. Con gli occhi a mandorla, i denti spioventi e le bacchette, “bannato” perchè indurrebbe a una forma di “Discriminazione razziale nei confronti degli asiatici”.

A “Dumbo” invece vengono contestati i versi di una canzone, a quanto pare irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni.

“E quando poi veniamo pagati, buttiamo via tutti i nostri sogni”, cantavano gli amici alati dell’elefantino, demonizzati dal politically correct al punto da essere stati presi come esempio dannoso per i più piccoli.

“Peter Pan” invece è diventato razzista, dal momento che avrebbe denigrato i nativi americani chiamando i membri della propria tribù Giglio Tigrato “pellirosse”, un titolo considerato offensivo.

“Cancellarli, fingendo che non siano mai esistiti, che non ci sia stato un prima e un dopo, una cultura strettamente connessa al sostrato storico e sociale della quale è stata figlia, è quanto di più pericoloso ci possa essere”, si legge su Vanity Fair.

“Perché l’uomo del domani è la risultante di quanto successo ieri, e la storia, per poter svolgere il proprio ruolo ed essere maestra, ha un bisogno disperato delle proprie dimensioni temporali”.