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Velino, quattro escursionisti dispersi: ipotesi travolti da una valanga

Il Capo Stazione del CNSAS, Fabio Manzocchi: "L'ipotesi, purtroppo drammatica, è quella che la valanga possa averli travolti. Noi però stiamo lavorando per trovare quattro persone vive".

Velino, si ipotizza che i quattro escursionisti dispersi siano stati travolti da una valanga.

Con il passare delle ore prende corpo tra i soccorritori l’ipotesi che i quattro escursionisti dispersi da ieri sul Velino, possano essere stati travolti da una valanga, data l’orografia dell’area nella quale è stata già individuata una slavina.

A confermare la tragica ipotesi è Fabio Manzocchi, Capo Stazione del CNSAS di Avezzano.

“L’ipotesi, purtroppo drammatica, è quella che la valanga possa averli travolti. Noi però stiamo lavorando per trovare quattro persone vive, che al momento sono disperse”.

Queste le dichiarazioni rilasciate da Manzocchi a Il Messaggero, in un’intervista.

I 4 avezzanesi, tre giovani e un 60enne, tutti di Avezzano, sono dispersi da ieri sul Massiccio del Velino, in Val Majellana. Questa mattina grazie a un elicottero della GDF è stato possibile agganciare una cella telefonica e stringere il campo sulla zona delle ricerche, a quota 1750 metri.

Ricerche interrotte dal primissimo pomeriggio, a causa di una bufera di neve.

Dispersi sul Velino, ricerche interrotte a causa del maltempo

 

Il campo base, allestito a Forme di Massa d’Albe, resta attivo per il coordinamento delle operazioni. Arrivata anche una squadra del 9° Reggimento Alpini da L’Aquila.

Non si sa ancora se le attività di ricerca con le squadre da terra riprenderanno alle 18 o direttamente all’alba di domani.

Velino, il maltempo ha portato all’interruzione delle ricerche

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A causa della neve, della nebbia e del forte vento, che soffia da nord ovest e sta causando accumuli di neve e numerosi e continui smottamenti sul Velino, le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico e quelle della Guardia di Finanza hanno dovuto al momento sospendere le ricerche dei dispersi, che ieri mattina erano partiti a piedi dal rifugio Casale da Monte per una passeggiata a Valle Majellama, non si sa ancora se diretti verso punta Trento o punta Trieste, le due cime del massiccio del Velino.

Un ulteriore possibile indizio è il segnale di uno dei telefoni cellulari dei quattro, localizzato dalla Guardia di Finanza a quota 1.800 metri – come riportato dalla redazione del Capoluogo – in prossimità del luogo dove stanotte le squadre di soccorso hanno identificato una valanga, all’incrocio tra la Valle Majellama e quella del Bicchero.

Valanga che potrebbe essere anche dei giorni scorsi e segnale che non dimostra comunque che i quattro fossero esattamente lì in quel momento.

Non è possibile il sorvolo con gli elicotteri a causa delle proibitive condizioni meteorologiche e della scarsa visibilità. È molto difficoltoso raggiungere la quota anche a piedi. Il dispositivo di soccorso, composto dai nuclei specializzati dei VVF, GDF, Soccorso Alpino, oltre che dai Carabinieri, Polizia e Protezione Civile, rimane pienamente operativo ed è coordinato presso il PCA – Posto di Comando Avanzato dei Vigili del fuoco, posto nell’area del centro sportivo della frazione di Forme di Massa d’Albe.

Le ricerche sono scattate ieri intorno alle 19, quando il padre di Valeria Mella, una delle persone disperse, ha lanciato l’allarme per il mancato rientro di sua figlia.

Il gruppo di quattro escursionisti è partito nella mattinata di domenica 24 gennaio, per un’escursione sul Velino.

Non si conosce con esattezza la destinazione dei quattro. Le auto sono state lasciate al Rifugio Casale da Monte.

Da lì i soccorritori hanno battuto le possibili direzioni prese dagli escursionisti, verificando se il gruppo fosse riuscito a trovare riparo in tutti i rifugi e bivacchi presenti sul territorio.

Le ricerche sono partite ieri, quando stava già scendono il buio. 11 uomini del Soccorso Alpino hanno raggiunto il Rifugio, ma sono dovuti riascendere dal Velino dopo le 23, a causa del buio e dell’impossibilità di continuare nell’attività di ricerca. I controlli sono andati comunque avanti grazie a un elicottero dell’Aeronautica Militare, arrivato da Pratica di Mare. L’unico mezzo in grado di svolgere ricerche notturne, poiché dotato di particolari sensori.

All’alba di questa mattina, lunedì 25 gennaio, sono ripartite le ricerche, con il Soccorso Alpino e la Gdf, i Vigili del Fuoco, il CAI, i Carabinieri e la Protezione Civile. Arrivata sul posto anche una squadra del 9° Alpini L’Aquila, per le attività di coordinamento e logistica nello svolgimento delle ricerche.