Preturo, troppi incidenti mortali: una strada da rifare

Dopo l'ennesimo incidente mortale a Preturo, il presidente dell'Aduc Antonio Nardantonio chiede interventi di riqualificazione del manto stradale. "Le frazioni sono abbandonate".

“Dopo l’ennesima tragedia sul rettilineo di Preturo, è ora di trovare soluzioni efficienti con un progetto strutturale che metta finalmente la sicurezza al primo posto”.

Questo il commento del consigliere comunale dell’Aquila, Antonio Nardantonio, e presidente dell’Aduc di Preturo, dopo l’ennesimo incidente mortale a Preturo dove a perdere la vita è stato un aquilano di 38 anni.

Ghiaccio, pioggia e con molta probabilità anche la velocità, tra le cause del grave incidente che si è verificato all’altezza del Cervo Bianco. 

Incidente mortale a Preturo

“Su questa strada il traffico è aumentato a dismisura – spiega il consigliere al Capoluogo – soprattutto per la presenza del progetto Case. Da anni inoltre non vengono fatti interventi sul manto stradale che a oggi è ridotto a un colabrodo”.

Incidenti a Preturo, “Servono i dissuasori e una rotatoria per limitare la velocità”.

Le problematiche sono state portate sollevate da tempo dall’Aduc di Preturo, ma a oggi nessuna risposta o soluzione.

“Parliamo di una strada pericolosissima, dove la macchine sfrecciano a tutta velocità e ben nota per incidenti molto gravi. Come Aduc avevamo proposto di realizzare a spese nostre una rotatoria all’altezza dell’aeroporto che avrebbe in qualche modo consentito di far defluire il traffico e aiutato per quanto riguarda la velocità”.

“L’unica cosa che abbiamo ottenuto dalla Provincia è stato di poter mettere dei lampeggianti che servono a poco, non ci è stato consentito nemmeno di posizionare ad esempio dei dissuasori sulla via del paese che avremmo acquistato sempre a spese nostre”.

“L’unica speranza adesso, dopo l’ennesima tragedia, è che si prendano decisioni nel breve periodo. Non si può, a gennaio, pensare di ‘mettere una pezza’ spargendo il sale alle 8.30 del mattino quando la gente già è uscita di casa”.

“Il sale non basta, bisogna operare sul manto stradale. Fare investimenti seri e che durino. L’ultimo intervento risale ad anni fa e su un tratto di appena 700 metri. La riqualificazione di un capoluogo di regione passa anche dalla qualità della vita nelle frazioni che sono sempre più popolate”.

“Non possiamo vivere in uno stato precario e di abbandono, la sicurezza stradale dovrebbe venire prima di ogni cosa. Qui non c’è solo il problema delle strade. Non abbiamo le fermate degli autobus segnalate, la mattina presto, quando si muovono i pendolari, è pericoloso anche solo fermarsi al ciglio della strade “, conclude.