Inquinamento, male l’Italia: L’Aquila tra le città europee con l’aria più pulita

Inquinamento, male l'Italia: maglia nera per le città di Brescia e Bergamo. Male anche Pescara. L'Aquila tra le città meno inquinate sui principali centri urbani europei. Lo studio.

Quanto incide l’inquinamento sulla qualità della vita? Qual è l’impatto dell’inquinamento sulle morti premature? L’Aquila promossa: ottimo piazzamento per il capoluogo d’Abruzzo, con dati che testimoniano come sia tra le città meno inquinate, tra i centri urbani europei valutati nello studio. Male Pescara. In Italia allarme a Brescia e Bergamo.

Solo due le città abruzzesi analizzate nello studio della nota rivista medica ‘The Lancet Planetary Health’, pubblicato solo pochi giorni fa. Si tratta di: L’Aquila e Pescara, che vedono, però, risultati nettamente differenti.

Lo studio fa riferimento al numero di morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico che si sarebbero potute evitare, rispetto ai due principali inquinanti presi in esame, il particolato sottile (PM2.5) e il biossido di azoto (NO2), sulla base della popolazione e del tasso di mortalità di ogni città. È stato curato da un nutrito gruppo di ricercatori di diversi enti di ricerca di varie nazionalità.

L’Aquila si piazza al 660esimo posto nella classifica che analizza l’inquinamento dovuto alle polveri e tra le città meno colpite in assoluto – 826esimo posto – per l’inquinamento da biossido d’azoto.

Nonostante questo, a L’Aquila si sarebbero potute evitare fino a 46 morti premature, con livelli di inquinamento ancor più bassi di quelli effettivamente rilevati.

A preoccupare, invece, è l’altro versante d’Abruzzo, quello che fa capo alla città adriatica di Pescara. Secondo l’analisi emersa nello studio, nel 2015 si sarebbero potute evitare tra le 52 e le 162 morti premature. La causa di questi decessi prematuri sembrerebbe risiedere proprio nelle polveri ultrafini PM2,5 e nell’inquinamento da biossido d’azoto. La città di Pescara si colloca, infatti, al 149esimo posto su 858 centri urbani europei considerati e analizzati, per quanto riguarda le polveri ultrafini. Sull’altro fronte, invece, quello dell’inquinamento da biossido d’azoto (il secondo contaminante analizzato) Pescara fa registrare la 241esima posizione.

Inquinamento, molte le città italiane nei primi dieci posti per livelli di inquinamento

Sono purtroppo diverse le città italiane in testa alla classifica per le morti premature legate all’inquinamento atmosferico. La classifica comprende circa 1000 città europee.

Le due città in testa alla classifica di morti premature, per l’inquinamento da PM2.5,  sono Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno. I dati più alti sull’inquinamento da NO2 sono registrati a Torino (terzo posto) e Milano (quinto).

In Italia, rispettando gli standard previsti dall’OMS, si potrebbero evitare ogni anno quasi 15 mila morti premature.

Inquinamento, le principali fonti di inquinamento per PM2.5 (particolato sottile) e biossido di azoto (NO2)

In Italia – secondo un recente studio realizzato da Greenpeace, in collaborazione con l’Ispra – il riscaldamento e gli allevamenti intensivi sono responsabili in totale del 54% del PM2.5. In particolare, il contributo degli allevamenti è strettamente legato al gran numero di animali allevati e ha continuato a crescere, passando dal 7% del 1990 al 17% nel 2018. Un contributo ancora più rilevante nelle zone ad alta concentrazione di allevamenti intensivi, come il bacino padano, dove si trovano le due città italiane ai primi posti di questa classifica e dove anche la mortalità da Covid-19 è stata particolarmente alta.

Per quanto riguarda, invece, il biossido di azoto, viene largamente prodotto, in Italia, dal settore dei trasporti che, oltre all’impatto sulla qualità dell’aria, è anche responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra in Italia.