Vaccinogate: io, operatore sanitario, non vaccinato

L'AQUILA - Continuano le segnalazioni sulle dosi avanzate di vaccino che verrebbero somministrate, per non farle sprecare, a persone fuori dalle liste di priorità, anche parenti e amici di personale sanitario. La testimonianza di un operatore sanitario in prima linea.

L’AQUILA – Continuano le segnalazioni alla nostra redazione sulle dosi avanzate di vaccino che verrebbero somministrate, per non farle sprecare, a persone fuori dalle liste di priorità, anche parenti e amici di personale sanitario. La testimonianza di un operatore sanitario in prima linea.

Nuovo capitolo dell’inchiesta de IlCapoluogo.it sulla gestione dei vaccini anti Covid 19, nella prima fase riservati solo agli operatori sanitari. Dopo le segnalazioni relative a dosi residue che sarebbero state inoculate a persone che non rientravano nelle liste prioritarie, per evitare che le dosi avanzate venissero sprecate, arriva la testimonianza di un operatore sanitario, che scrive a IlCapoluogo.it.

Non si tratta di una testimonianza anonima, ma a tutela della fonte non verranno specificate le generalità.

“In base al vostro articolo sulle vaccinazioni Covid 19 a persone esterne al servizio sanitario, – ci scrive l’operatore – volevo aggiungere la mia storia: sono un operatore sanitario in prima linea e quindi mi sono iscritto alla Piattaforma per le vaccinazioni il 31 dicembre 2020; non essendo stato contattato, mi sono poi riscritto a gennaio e mi avevano dato un giorno della scorsa settimana come data per la vaccinazione”.

Sembrava essere andato tutto bene, ma poi la sorpresa: “Sono stato ricontattato due giorni prima e mi hanno detto che le vaccinazioni erano sospese; ho richiamato e mi hanno detto che al momento non le fanno, quindi devo aspettare non si sa fino a quando. I vaccini, come avete fatto presente voi, sono stati fatti a persone che non ne avevano diritto e io, che sono un operatore sanitario in prima linea, non l’ho potuto fare. A rischio della mia salute, continuerò nel mio lavoro come ho sempre fatto”.

Si tratta solo dell’ultima testimonianza in ordine di tempo. Ma già nei precedenti capitoli dell’inchiesta questo aspetto era stato sottolineato da un altro operatore sanitario in prima linea: “La cosa che fa rabbia, e che mi porta a denunciare, è questa mancanza di senso civico nei confronti di chi davvero è in prima linea per la lotta contro il virus. Chi si occupa di fare le liste, pur non essendo in una categoria a rischio, è riuscito a farsi vaccinare e invece mancano all’appello ancora tanti sanitari”.

La Asl ha già rassicurato sulla regolarità delle procedure, precisando che sono state rispettate le priorità. Ad ogni modo, ci sono operatori sanitari della ASL che non riescono ancora a vaccinarsi, mentre già sono iniziate le vaccinazioni all’interno delle RSA.