Capitale della Cultura 2022, per il Corriere della Sera vince anche L’Aquila

Capitale della Cultura, con la vittoria di Procida vince il Mezzogiorno, ma "ha vinto anche L'Aquila". Il giornalista Antonio Polito incorona la città sulle pagine del Corriere della Sera.

L’AQUILA – Capitale della Cultura 2022, con la vittoria di Procida ha vinto anche il Mezzogiorno e non solo. “L’isola è una meta speciale, diversa da Capri e Ischia. Incredibilmente affascinante. Nonostante tutto e nonostante io sia un ragazzo del Golfo di Napoli, la mia simpatia era per L’Aquila”. Così il giornalista Antonio Polito, sul Corriere della Sera.

L’Aquila fa ancora parlare di sé, dopo il verdetto ufficiale della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022. E lo fa anche sui quotidiani nazionali. Antonio Polito scrive: “Questa città, così scolpita dal terremoto dodici anni fa e così capace di rimettersi in piedi, mi ha sempre commosso per la sua bellezza e la sua – come si direbbe oggi – resilienza. Tanto che penso meriti un premio di consolazione, una specie di medaglia al valore, anche per venire la delusione di non essere arrivata prima”.

“Da quel 6 aprile del 2009 – continua Polito – in cui il sisma seppellì una città d’arte sotto 33 milioni di tonnellate di macerie, L’Aquila, anche grazie ai suoi amministratori, ha fatto grandi passi. Non sempre spediti, siamo in Italia, ma certo molto più di quanto è toccato in sorte ad altri luoghi dimenticati, dopo terremoti anche più recenti. In 12 anni sono state presentate quasi 30mila pratiche per la ricostruzione di edifici privati e ne restano da istruire solo un migliaio. Il restauro della basilica di Collemaggio, dove è nato il primo Giubileo della storia, con la Bolla del Perdono di Celestino V, nel 1294, è stato premiato dalla Commissione Europea, e la Perdonanza proclamata dall’Unesco ‘Patrimonio immateriale dell’umanità’. Penso, dunque, che non dispiacerebbe se oggi, insieme a loro, si festeggiasse anche un’altra capitale della cultura italiana: L’Aquila“.

Tutto ciò, senza nulla togliere alla vittoria di Procida. Polito sottolinea nel suo corsivo pubblicato sul Corriere della Sera, “Procida, l’isola di Arturo. È una delle nostre isole, territori che pagano un prezzo più alto alla mancanza di servizi e trasporti moderni. Un’isola diversa, un po’ ‘sprucida’, scontrosa, ma per questo tanto più fascinosa”.