Rigopiano, 4 anni dopo arrivano i primi aiuti di Stato: a marzo il processo

Sono stati versati nei mesi scorsi i primi 'ristori' per gli eredi delle vittime della tragedia di Rigopiano: erano stati annunciati nel gennaio del 2019. Quattro anni fa la tragedia che causò 29 vittime.

Sono stati versati nei mesi scorsi i primi ‘ristori’ per gli eredi delle vittime della tragedia di Rigopiano: erano stati annunciati nel gennaio del 2019 dall’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini e, in poco meno di due anni, i primi aiuti sono arrivati ai parenti delle 29 vittime del resort di Farindola, quando una valanga staccatasi dalla montagna travolse l’hotel e uccise 29 persone.

Era il 18 gennaio 2017, quando Rigopiano fu sconvolto.

Per Rigopiano è solo una tranche dei 10 milioni previsti, elargiti attraverso un bando come aiuto, e non come sorta di risarcimento, sulla base di un protocollo che fu ideato per la strage del treno Corato-Andria nel 2016, quando nell’incidente ferroviario perirono 23 persone. Una gabbia che ha tenuto conto di parametri che fin qui hanno permesso di assegnare 6 mln: lo ha deciso una commissione fatta dei sindaci dei Comuni delle vittime con i funzionari del Viminale. La restante cifra verrà versata successivamente ed è allo studio se al fondo possono accedere anche i superstiti.

Al momento per ogni vittima è stata stabilita una cifra intorno ai 200 mila euro: anche la restante cifra complessiva verrà assegnata con un bando. Non sono ancora stati stabiliti né i ristori Inail per i lavoratori morti sul lavoro, né le altre posizioni parentali. La partita dei ristori, e cioè del destino civile della vicenda, segue una strada parallela rispetto al penale. Il processo riprenderà il prossimo 5 marzo a Pescara, e dopo la deposizione delle trascrizioni del cosiddetto depistaggio, ormai inserito nel fascicolo principale, inizierà la vera parte dibattimentale.

Il processo di Rigopiano a quel punto entrerà nella parte viva, dopo le velenose e archiviate vicende delle denunce dell’ex capo della Mobile Muriana, contro i carabinieri forestali autori delle indagini, finite in una bolla di sapone. Il nulla di fatto delle denunce rafforza le indagini che vedono a questo punto 30 iscritti sul registro, per sette reati che vanno da disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, fino all’omissione d’atti d’ufficio e all’abuso in atti d’ufficio. A questi si aggiungono altri vari reati ambientali.

Rigopiano, l’intervento del Presidente della Regione Marco Marsilio

«Oggi non è il giorno per sollevare le polemiche. Oggi ricordiamo le vittime e testimoniamo la vicinanza delle istituzioni alle loro famiglie e ai sopravvissuti”. Così il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervenendo questo pomeriggio a Rigopiano (Farindola) alla cerimonia, svolta in forma privata, per la commemorazione delle 29 vittime della tragedia del 18 gennaio 2017.

marsilio cerimonia Rigopiano 2021

Presenti anche l’assessore all’ambiente Nicola Campitelli, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il direttore regionale della Protezione Civile Mauro Casinghini.

«Speriamo che una tragedia del genere non accada mai più e stiamo lavorando in tale senso. In particolare, nelle prossime settimane – rivela Marsilio – concluderemo finalmente il lunghissimo iter della carta valanghe, che è uno dei presupposti per evitare che sul territorio possano accadere disgrazie in maniera improvvisa e imprevedibile. Speriamo che dal prossimo anno si possa commemorare, come accaduto negli anni passati, anche con la partecipazione dei tanti amici e delle tante persone. È una tragedia che – ha concluso Marsilio – non ha colpito solo i diretti interessati e le loro famiglie, ma un’intera comunità, quella abruzzese»

Rigopiano, il ricordo del commissario alla Ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini

“Ricordiamo l’immane tragedia di Rigopiano, l’enorme valanga di quattro anni fa che causò 29 vittime, e ci stringiamo nel dolore e nel ricordo ai famigliari, che attendono verità e giustizia. Il 17 e 18 gennaio del 2017 furono giorni drammatici, il terzo atto della sequenza di forti scosse sismiche che nei mesi precedenti avevano sconvolto il Centro Italia”.

A dirlo è il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini.
“Il ricordo dei morti innocenti di Rigopiano, come quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata, deve rappresentare un ammonimento costante“, aggiunge il commissario. “Sarà la giustizia a stabilire la verità su Rigopiano, chi ha perso i propri cari e tutta la comunità ne hanno diritto – sottolinea -. Le Istituzioni e coloro che le rappresentano hanno comunque il dovere di evitare che, per responsabilità degli uomini, i fenomeni naturali si trasformino in tragedie come quelle del Centro Italia e di tanti altri territori del nostro meraviglioso Paese. È per questo – dice ancora – che abbiamo assunto l’impegno per una ricostruzione sicura e sostenibile“.

Rigopiano, il ricordo del sopravvissuto Giampaolo Matrone

Una toccante poesia, un breve video e un palloncino speciale, rosso e a forma di cuore, accanto ad altri ventotto di bianchi, per ciascuna vittima. E una promessa: far uscire la verità e condannare i responsabili. Così Giampaolo Matrone, il sopravvissuto simbolo della catastrofe di Rigopiano, e la figlioletta Gaia, di 9 anni, hanno voluto ricordare, rispettivamente, la moglie e la mamma Valentina Cicioni, in occasione del quarto anniversario della più grave tragedia sulla neve mai successa in Italia, consumatasi il 18 gennaio del 2017 e costata la vita appunto a 29 persone nell’hotel travolto dalla valanga.

L’oggi trentasettenne pasticciere di Monterotondo, che in quel resort è rimasto sepolto per 62 lunghe e interminabile ore, uscendo miracolosamente vivo ma a carissimo prezzo – oltre ad aver perduto la sua compagna di vita, ha riportato menomazioni gravi e invalidanti agli arti -, nella lirica che ha composto esalta la figura di mamma di Valentina, che prima di volare prematuramente via ha fatto a tempo a lasciare in dono “la cosa più bella che ci sia”, la piccola Gaia, rimasta orfana a soli cinque anni e a cui papà Giampaolo sta cercando di assicurare una vita il più serena possibile, guardando avanti, come Valentina avrebbe voluto, per quanto dimenticare sia impossibile e la sua perdita sia dura da sopportare, ogni giorno.

Matrone, in occasione della giornata in cui ricorre l’anniversario della tragedia – siamo già arrivati alla quarta -, non intende dare altro spazio se non al ricordo, ai sentimenti intimi e personali, né entrare nelle tante polemiche legate alle responsabilità di una “strage di Stato”, ai ritardi, dopo quelli dei soccorsi, di un processo che non ha ancora superato la fase dell’udienza preliminare, alla teoria del “terremoto” che gli imputati vorrebbero usare per dimostrare l’“imprevedibilità” dell’evento, al risarcimento statale che tuttavia, al momento, non prevede nulla per i superstiti.

Una cosa, però, Matrone la promette alla sua Valentina: una lotta senza sosta, assieme alle famiglie delle altre vittime e con Studio3A, che lo assiste, per far emergere tutta la verità su Rigopiano e per far sì che chi ha sbagliato e omesso di compiere i propri doveri paghi. Un impegno non limitato all’ambito strettamente giudiziario e che l’ha portato, anche per fissare meglio i ricordi di quelle ore, di quei momenti, alla decisione di mettere tutto nero su bianco in un libro di prossima pubblicazione.

“Vale lo sa bene, da lassù, che sarà sempre nel cuore, mio e di Gaia” conclude il trentasettenne, che ha così voluto chiudere il suo breve filmato liberando nel parco dell’Amore di Monterotondo, che tante volte ha frequentato con la sua compagna, 29 palloncini: 28 bianchi, con il nome di tutte le vittime, più uno rosso a forma di cuore. Quello per Valentina.

Rigopiano e le idee fiction

Quella fiction non s’ha da fare: a due anni di distanza dai progetti preannunciati e a quattro dalla tragedia dell’hotel di Farindola (18 gennaio 2017), non riescono ancora a vedere la luce le due idee messe in campo con tanto di sceneggiature scritte e diritti opzionati e chissà mai se verranno realizzati.
Per girare fiction su Rigopiano si erano resi disponibili sia Pietro Valsecchi con la Taodue, che Roberto Sessa con la Picomedia. L’enorme impatto mediatico e la tragica spettacolarità della vicenda avevano stimolato le ipotesi cinematografiche ben oltre la realizzazione di documentari con materiali reali, come fu fatto da Michele Santoro per il servizio pubblico.