L’Aquila non sarà Capitale italiana della Cultura 2022

È ufficiale: L'Aquila non sarà Capitale italiana della Cultura nel 2022. Vince Procida. L'annuncioin diretta.

L’AQUILA – Il capoluogo abruzzese non è stato dichiarato Capitale italiana della Cultura 2022. Lo sarà Procida.

Non sarà L’Aquila Capitale italiana della Cultura per il 2022, ma Procida. Lo ha stabilito la giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni. L’annuncio è arrivato in diretta streaming sul canale YouTube del MIBACT. Dopo i saluti di rito, la decisione è stata inviata via WhatsApp dal presidente Curioni al ministro Dario Franceschini che l’ha letta in diretta.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha convocato per la tarda mattinata una conferenza stampa per commentare la scelta degli esperti del MIBACT, intanto ha commentato: “Congratulazioni a Procida, al suo sindaco e alla sua comunità, per aver ottenuto il titolo di Capitale Italiana della cultura per il 2022. Complimenti a tutte le finaliste. Il percorso che abbiamo compiuto insieme è stato lungo e complesso. Ma soprattutto pieno di cose belle, ci siamo uniti intorno a un progetto comune che rappresenta un inizio. Sono stati straordinari l’affetto e il sostegno di tutta la popolazione abruzzese e dell’Italia. Alle 12, dall’Auditorium del Parco, terremo una conferenza stampa di commento all’esito, con tutte le istituzioni formative e culturali del territorio. L’Aquila, non perdiamoci d’animo e diamo forza ed energia a tutto quello che abbiamo costruito nella storia e in questi ultimi mesi”.

La cultura lascia il segno: questa la frase che ha accompagnato in questi mesi la candidatura dell’Aquila. Un percorso lungo che non poteva non partire dal terremoto, dalle cicatrici di quelle scosse che alle 3:32 di 12 anni fa hanno cambiato la nostra città: ma non l’hanno fermata. Una crepa, simbolica, sulla Basilica di Collemaggio che simboleggia però anche un fulmine, una scarica vitale di energia come solo la cultura può essere: il simbolo della candidatura ad Aq2022 è entrato nel vissuto quotidiano degli aquilani che negli ultimi giorni, sui social network e in particolar modo su Facebook , sostengono la candidatura dell’Aquila aggiungendo quel fulmine come motivo alla propria immagine profilo.

Dieci le città finaliste che la scorsa settimana, nel corso delle audizioni a distanza, hanno promosso le loro candidature al Mibact: alla giuria presieduta dal prof. Baia Curioni il compito di valutare il progetto più idoneo che sarà reso noto stamattina alle ore 10.00 alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

L’Aquila capitale italiana della cultura 2022: il dossier

La candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura 2022 è stata annunciata dal sindaco Biondi il 23 novembre 2019, al momento della sottoscrizione della Carta dell’Aquila, il manifesto delle città medie delle aree interne. Da allora si è lavorato a lungo e intensamente, coinvolgendo il territorio circostante, le categorie produttive, il mondo universitario e della ricerca, culturale, sociale e associativo.

“Non è la candidatura dell’Aquila intra moenia – ha specificato il primo cittadino nel corso dell’audizione al mibact dello scorso 14 gennaio – il riconoscimento sarebbe rivolto all’intero territorio, andando a recuperare la tradizione della storica nascita dell’Aquila, cioè la sua fondazione voluta dai famosi 99 Castelli”

Per dare origine ad un nuovo ciclo di sviluppo, il dossier per L’Aquila Capitale italiana della cultura traccia il percorso per raggiungere quattro precisi obiettivi: 1) Ripopolare la città e il territorio e riannodarne il tessuto sociale; 2) Promuovere un nuovo modello di sviluppo e benessere a base culturale; 3) Diventare il centro di competenze di riferimento a livello europeo sulla resilienza post- catastrofe a base culturale; 4) Formulare una strategia di sviluppo scalabile alle altre realtà simili delle aree interne italiane.

Curatore del dossier, il professore di Economia della Cultura alla Iulm di Milano, Pier Luigi Sacco, che in quell’occasione ha spiegato alla giuria: “Dall’Aquila vogliamo definire un percorso di cultura come momento di rifioritura. Ci candidiamo per essere un laboratorio: la città ha un’esperienza decennale nel rimettersi in piedi, questa è una capacità che potrebbe farla diventare laboratorio collettivo e vero e proprio modello per le Aree interne.

L’intervista al professor Sacco

L’Aquila capitale italiana della cultura: il simbolo

aq2022 capitale italiana della cultura

Questo è il logo della candidatura dell’Aquila. È stato donato dall’Accademia di belle arti dell’Aquila. Lo ha disegnato il fumettista Maicol & Mirco, docente dell’Accademia. È una declinazione della filosofia del Kintsugi che ispira il nostro progetto: è una crepa simbolica sul nostro patrimonio, sul suo elemento più prestigioso ed eloquente, la Basilica di Collemaggio, che però è allo stesso tempo un fulmine, una scarica di energia. È ancora una volta la ferita che diventa risorsa di rinascita. Il payoff è ‘la cultura lascia il segno’, nel suo doppio significato. Da un lato, la nostra volontà di tenere vivo dentro di noi il ricordo, il segno di ciò che è stato mantenendolo ben visibile, ma dall’altro la voglia di esserci e dare la nostra impronta allo scenario contemporaneo della creazione culturale e dello sviluppo locale fondato sulla cultura, lasciando un segno che rimanga e che sappia parlare al mondo. I segni ci hanno cambiato e la scommessa che oggi giochiamo è che siano riusciti a renderci migliori. Non siamo appena nati, ma rinati. Siamo l’alternativa alla retorica del ‘nuovo’. La cultura lascia il segno come la ferita, come una crepa, come un’esperienza che, nel vissuto di ciascuno di noi, è il nuovo punto di partenza, l’abilitazione, il rafforzamento, la rinascita.