L’Aquila Capitale italiana della cultura 2022: ultime ore di attesa

Ci siamo: nella mattina di oggi, 18 gennaio, si saprà quale sarà la città capitale italiana della cultura 2022. L'Aquila ci crede, L'Aquila è pronta. Le interviste, il dossier, le altre città finaliste nello speciale de Il Capoluogo

Ci siamo: oggi, 18 gennaio, si saprà quale sarà la città capitale italiana della cultura 2022. L’Aquila ci crede, L’Aquila è pronta.

La cultura lascia il segno: questa la frase che ha accompagnato in questi mesi la candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura per il 2022. Un percorso lungo che non poteva non partire dal terremoto, dalle cicatrici di quelle scosse che alle 3:32 di 12 anni fa hanno cambiato la nostra città: ma non l’hanno fermata.

Una crepa, simbolica, sulla Basilica di Collemaggio che simboleggia però anche un fulmine, una scarica vitale di energia come solo la cultura può essere: il simbolo della candidatura ad Aq2022 è entrato nel vissuto quotidiano degli aquilani che negli ultimi giorni, sui social network e in particolar modo su Facebook , sostengono la candidatura dell’Aquila aggiungendo quel fulmine come motivo alla propria immagine profilo.

Dieci le città finaliste che la scorsa settimana, nel corso delle audizioni a distanza, hanno promosso le loro candidature al Mibact: alla giuria presieduta dal prof. Baia Curioni il compito di valutare il progetto più idoneo che sarà reso noto stamattina alle ore 10.00 alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

A seguire, alle 12, la conferenza stampa dall’Auditorium del Parco del sindaco Pierluigi Biondi.

Una candidatura che parte dal basso, coinvolge la città, con i cittadini e tutto il circondario ad esserne protagonisti, per andare avanti e rilanciarsi, per lasciarsi alle spalle la narrazione di questi anni di distruzione e macerie. L’Aquila c’è, ha resistito e dove c’era polvere oggi c’è vita, dice il sindaco Pierluigi Biondi da Palazzo Margherita, storico edificio simbolo della municipalità aquilana:

“Margherita d’Austria, una mecenate, riceveva gli artisti in questo splendido palazzo: fu un momento topico per il territorio che visse rilancio e fermento culturale che ci ha accompagnato fino a oggi.

La candidatura nasce con l’intento di affrancare la nostra città da una narrazione di distruzione, di strapparla dal tema del terremoto, attribuendole un nuovo vigore. Raccontarla, dunque, come luogo che si ripopola e rinasce. Dove c’era polvere oggi c’è vita. Tre basiliche, tre università, istituzioni formative e culturali riconosciute dal ministero, il Cratere, la cittadinanza, accompagnano il percorso.

Il terremoto e l’epidemia non hanno fermato la sua vitalità. Perché dove si fa cultura si vive meglio, si trovano i motivi della convivenza civile e pacifica”.

L’Aquila capitale italiana della cultura 2022: il dossier

La candidatura dell’Aquila a capitale italiana della cultura 2022 è stata annunciata dal sindaco Biondi il 23 novembre 2019, al momento della sottoscrizione della Carta dell’Aquila, il manifesto delle città medie delle aree interne. Da allora si è lavorato a lungo e intensamente, coinvolgendo il territorio circostante, le categorie produttive, il mondo universitario e della ricerca, culturale, sociale e associativo.

“Non è la candidatura dell’Aquila intra moenia – ha specificato il primo cittadino nel corso dell’audizione al mibact dello scorso 14 gennaio – il riconoscimento sarebbe rivolto all’intero territorio, andando a recuperare la tradizione della storica nascita dell’Aquila, cioè la sua fondazione voluta dai famosi 99 Castelli”

Per dare origine ad un nuovo ciclo di sviluppo, il dossier per L’Aquila Capitale italiana della cultura traccia il percorso per raggiungere quattro precisi obiettivi: 1) Ripopolare la città e il territorio e riannodarne il tessuto sociale; 2) Promuovere un nuovo modello di sviluppo e benessere a base culturale; 3) Diventare il centro di competenze di riferimento a livello europeo sulla resilienza post- catastrofe a base culturale; 4) Formulare una strategia di sviluppo scalabile alle altre realtà simili delle aree interne italiane.

Curatore del dossier, il professore di Economia della Cultura alla Iulm di Milano, Pier Luigi Sacco, che in quell’occasione ha spiegato alla giuria: “Dall’Aquila vogliamo definire un percorso di cultura come momento di rifioritura. Ci candidiamo per essere un laboratorio: la città ha un’esperienza decennale nel rimettersi in piedi, questa è una capacità che potrebbe farla diventare laboratorio collettivo e vero e proprio modello per le Aree interne.

L’intervista al professor Sacco

Aq2022, le eccellenze candidano L’Aquila a capitale italiana della cultura

L’Aquila capitale italiana della cultura: il simbolo

aq2022 capitale italiana della cultura

Questo è il logo della candidatura dell’Aquila. È stato donato dall’Accademia di belle arti dell’Aquila. Lo ha disegnato il fumettista Maicol & Mirco, docente dell’Accademia.
È una declinazione della filosofia del Kintsugi che ispira il nostro progetto: è una crepa simbolica sul nostro patrimonio, sul suo elemento più prestigioso ed eloquente, la Basilica di Collemaggio, che però è allo stesso tempo un fulmine, una scarica di energia. È ancora una volta la ferita che diventa risorsa di rinascita. Il payoff è ‘la cultura lascia il segno’, nel suo doppio significato. Da un lato, la nostra volontà di tenere vivo dentro di noi il ricordo, il segno di ciò che è stato mantenendolo ben visibile, ma dall’altro la voglia di esserci e dare la nostra impronta allo scenario contemporaneo della creazione culturale e dello sviluppo locale fondato sulla cultura, lasciando un segno che rimanga e che sappia parlare al mondo.
I segni ci hanno cambiato e la scommessa che oggi giochiamo è che siano riusciti a renderci migliori. Non siamo appena nati, ma rinati. Siamo l’alternativa alla retorica del ‘nuovo’. La cultura lascia il segno come la ferita, come una crepa, come un’esperienza che, nel vissuto di ciascuno di noi, è il nuovo punto di partenza, l’abilitazione, il rafforzamento, la rinascita.

L’Aquila capitale italiana della cultura 2022: le dieci città finaliste

Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana, Procida, Taranto e la Grecìa Salentina, Trapani, Verbania e Volterra. Sono queste le dieci città finaliste che si contendono il titolo di capitale italiana della cultura 2022. A presentarsi erano state in 28: le altre 18 sono Arezzo, Pisa, Fano, Isernia, Arpino (Fr), Castellammare di Stabia (Na), Padula (Sa), Molfetta (Ba), San Severo (Fg), Trani, Venosa (Pz), Tropea (Vv), Modica (Rg), Palma di Montechiaro (Ag), Scicli (Rg) e Carbonia.

La città prescelta per il 2022 succederà a Parma, capitale italiana della cultura 2020 e 2021: la scadenza è stata prorogata per via della pandemia

Qui di seguito le sintesi dei dossier di candidatura.

Ancona. La cultura tra l’altro
Ancona nasce e si sviluppa in funzione dell’Altro, come porto, luogo di incrocio, di conoscenza e scoperta. A una cultura che oggi è chiamata ad occuparsi della coesione, della differenza, della civiltà, la città offre un terreno fertile di scambio e di produzione di nuovi contenuti e nuove mappe attraverso progetti che guardano all’accessibilità, alla sostenibilità, alla tutela, ai giovani e al dialogo tra le discipline della conoscenza.

Bari 2022 – La cultura vien dal mare
La ricchezza semantica e culturale, così come i valori del mito di San Nicola, sono alla base della candidatura di BARI2022. Il rapporto di identificazione tra San Nicola e Bari è millenario, è profondo, ha segnato il destino urbanistico e architettonico della città, il suo rapporto con il mare, con le culture dei paesi dell’area adriatico-mediterranea, ne ha determinato la riconoscibilità internazionale, esercitando sui baresi una forte influenza simbolica, antropologica, sociale, culturale, artistica, ancorché religiosa. Per questo abbiamo scelto di declinare l’universo nicolaiano in sei archetipi che ci aiuteranno a raccontare il cuore e la storia di questa città: il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo, il femminile.

Cerveteri 2022. Alle origini del futuro
Cerveteri può diventare un centro di sperimentazione di modelli innovativi di governance della cultura a livello locale. Il dossier è il piano strategico su cui intendiamo lavorare nei prossimi anni, partendo dalle nostre radici etrusche, che rappresentano un glorioso passato e che sono al contempo alle origini del futuro. Un futuro che adeguerà gli standard della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale ai valori della sostenibilità, dell’accessibilità e della partecipazione civica.

L’Aquila, AQ2022, La cultura lascia il segno
Per dare origine ad un nuovo ciclo di sviluppo, il dossier per L’Aquila Capitale italiana della cultura traccia il percorso per raggiungere quattro precisi obbiettivi: 1) Ripopolare la città e il territorio e riannodarne il tessuto sociale; 2) Promuovere un nuovo modello di sviluppo e benessere a base culturale; 3) Diventare il centro di competenze di riferimento a livello europeo sulla resilienza post- catastrofe a base culturale; 4) Formulare una strategia di sviluppo scalabile alle altre realtà simili delle aree interne italiane.

Pieve di Soligo (Treviso), Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana
“Non si tratta di conservare il passato ma di realizzarne i sogni”. Il nostro passato sono i nostri padri, le loro idee e i loro sogni, e il nostro paesaggio, con le sue peculiarità e con la nostra azione che nel tempo lo ha cambiato, plasmato e spesso anche deturpato. Il nostro dossier invita a “paesagire”, a mettere in atto azioni di paesaggio in grado di tradurre i nostri sogni, ovvero le linee guida del Piano Strategico, in progetti attivatori, moltiplicatori e creatori di reti diffuse culturali basate sulla connessione materiale e immateriale del territorio, delle sue socialità e delle sue economie.

Procida, La cultura non Isola
Procida si candida a Capitale Italiana della Cultura perché la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo.
Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali.
Il percorso che ha portato alla creazione e consegna del dossier di candidatura è una significativa esperienza di innovazione sociale, per la centralità di un modello di vita urbana attiva, orientata alla cultura e ai desideri della comunità. Procida è l’isola che non isola, laboratorio culturale di felicità sociale.

Taranto, Taranto e Grecia Salentina. La cultura cambia il clima
Può un deserto far germogliare una pianta e questa dare frutti ad una comunità? Come può cambiare il clima di una terra lacerata dalla monocultura industriale e dalle ingiurie agli ecosistemi, alle coscienze e persino ai sogni delle future generazioni, e attraverso la cultura e la voglia di partecipazione sospingere la rinascita socio-economica e ambientale? Tante Taranto, dal mare a luoghi unici dell’arte contemporanea, attraverso ventotto secoli di storie ed esperienze sensoriali, per un laboratorio nazionale di cultura resiliente e sostenibile. Dove c’era un deserto.

Trapani, Capitale italiana delle culture euro mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione
“Trapani è approdo, culla di contaminazioni, popoli, lingue, miti. È un abbraccio fra terra e mare, crocevia, mistero. Trapani è un tripudio: di natura, cultura, gusto, colori. Trapani è terra di vento, un alito antico che da millenni porta il mondo in questa localitè e ad essa si unisce. La candidatura è un impegno corale alla definizione di una nuova identità culturale per la città e per il suo territorio, che concretamente si espliciterà in una piattaforma che consenta agli attori in campo di valorizzare le proprie specificità. Una proposta culturale complessiva e armonica. Un ricco calendario di progetti, iniziative ed eventi per trasformare Trapani in una fabbrica della creatività e in un luogo di produzione culturale”.

Verbania Lago Maggiore – La cultura riflette
Il progetto culturale alla base della candidatura intende mettere a sistema le eccellenze culturali del territorio facendo emergere il loro legame inscindibile con l’eccezionalità ambientale e paesaggistica del lago. Il fil rouge è l’elemento “acqua” che, oltre a connotare esteticamente e visivamente la città, ne ha influenzato lo sviluppo sia economico che identitario.

Volterra. Rigenerazione umana
Volterra si candida a Capitale italiana della cultura 2022 con un dossier dal titolo Rigenerazione umana. Il tema, scelto prima della diffusione del virus Covid-19, si rivela oggi più che mai di straordinaria attualità e utile a costruire una nuova comunità a partire dalle sfide che la pandemia ci impone.