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Avezzano, 9 azioni di sistema per il mandato Di Pangrazio: obiettivo Grande Marsica

Avezzano amica dei giovani e dello sport, efficiente, vicina all'impresa. Approvato il programma di mandato del sindaco Di Pangrazio. "Basta steccati ideologici e partitici, ripartiamo insieme per riportare la Marsica al centro".

“Dopo la caduta della precedente Amministrazione, un lungo anno di commissariamento e la crisi determinata dalla pandemia, il nostro obiettivo deve essere uno soltanto: far ripartire Avezzano”. Nel giorno del 106esimo anniversario del terremoto di Avezzano, Di Pangrazio presenta il suo mandato: verso la missione Grande Marsica.

2020-2025: un quinquennio per risalire la china, dopo la fine anticipata dell’amministrazione De Angelis e più di un anno di commissariamento e alle prese con le conseguenze portate dal Covid 19, sul settore sanità e su un’economia già abbastanza precaria.

L’obiettivo Grande Marsica – ma senza L’Aquila e non privo di polemiche –  al centro di un mandato approvato, senza nessun voto contrario e con soli due astenuti. Iride Cosimati e Filomeno Babbo.

“La Marsica non sta sfuggendo alla devastazione umana e sociale ed alla crisi economica causata dall’epidemia da Covid19. L’area della Marsica, non diversamente dal resto del Paese, sta subendo e subirà nei prossimi mesi una dura recessione, a causa del dilagare della pandemia e dei conseguenti provvedimenti di contenimento decisi dal Governo. Il lockdown ha determinato conseguenze rilevanti sul sistema economico locale, già in evidente stagnazione. La somma dei due effetti, stagnazione più epidemia, ha avuto ed avrà conseguenze importanti e sistemiche: sulle scelte e possibilità di produzione, sugli investimenti, sui consumi delle famiglie e sul mercato del lavoro. Inoltre, la diffusione dell’epidemia a livello globale ha drasticamente ridotto i volumi di commercio internazionale e quindi la domanda estera rivolta al nostro apparato produttivo, fortemente orientato all’export, con conseguenze tangibili sulla manifattura elettronica“.

Questa l’illustrazione cruda del sindaco Giovanni Di Pangrazio nella seduta del Consiglio a castello Orsini, che ha sottolineato la situazione a cui si andrà incontro in questi mesi che seguono le chiusure, i lockdown generalizzati e una zona rossa che in Abruzzo è durata più del previsto. Festività natalizie incluse. Un impatto che, inevitabilmente, “condizionerà l’azione amministrativa”.

Tuttavia, “per affrontare la tempesta che verrà abbiamo messo in campo ogni risorsa disponibile di comprovata concretezza, documentata capacità, consolidata esperienza. E poi basta con gli anacronistici steccati ideologici e partitici! Anche le opposizioni devono collaborare ad un progetto di salvaguardia e rilancio della Città. Noi siamo pronti ad accogliere proposte migliorative del Programma nell’interesse di tutti i cittadini”.

Non solo epidemia, però. Questi i lavori che hanno caratterizzato l’attività amministrativa dal momento del suo insediamento. “È stato attivato un confronto con la Regione sulle risorse europee del “Recovery Fund” e sulla Programmazione comunitaria 2021/2027. Questa volta nessuno pensi di escludere la Marsica, come troppe volte successo in passato, dai fondi strutturali dello Stato, noi non lo permetteremo”.

Si vuole, inoltre, portare a termine il progetto, avviato nel 2021, di “Avezzano Città Territorio”, una città attrattiva, ecosostenibile, centro culturale, commerciale, sportivo ed industriale, naturale Capoluogo della Marsica.

Sarà, poi, fondamentale far ripartire l’Adunanza dei Sindaci della Marsica, “per farci sentire ai ‘piani alti’ della politica, per realizzare una comunità di destino condiviso e per affrontare le numerose criticità, a partire dalle croniche carenze sulle infrastrutture, sulla sanità, sulla filiera agroalimentare e sulla mancanza di forme di agevolazioni per chi desideri investire nei nostri nuclei industriali”. L’obiettivo finale è quello della costituzione di una Grande Marsica, in cui al centro Avezzano ricopra la funzione di Avezzano Città-territorio. Per questo si tenterà di trasformare l’Assemblea dei sindaci in un “vero e proprio strumento istituzionale di governance, senza arrivare alle rigidità praticamente inattuabili delle Unioni dei comuni”.

Di Pangrazio, 9 azioni sistema:

Un programma ricco, da realizzare innanzitutto attraverso le nove azioni di sistema sono:

1.Città territorio e snodo tra due mari, Tirreno ed Adriatico, funzionale alla piena valorizzazione del comprensorio marsicano, punto di incontro tra Roma Capitale e l’area adriatica, da inserire a pieno titolo nelle grandi direttrici europee di trasporto. La prioritaria realizzazione della ferrovia veloce ROMA/AVEZZANO/PESCARA e l’inserimento della Marsica nelle reti transeuropee di trasporto permetteranno di approfittare della nuova grande direttrice di traffico internazionale merci noto come Via della Seta (Belt and Road Initiative);

2.Città vicina all’impresa e al lavoro, per rafforzare le imprese esistenti, favorire l’attrazione e la gemmazione di nuove imprese, soprattutto quelle di ultima generazione, e creare nuova occupazione favorendo la nascita di imprese di giovani (start up). Fondamentale l’attrezzaggio ed il rilancio del Nucleo industriale;

3.Città sicura, per garantire il diritto al benessere ed alla serenità in tutta la Città, diritti oggi compromessi da troppi episodi di microcriminalità, bullismo ed immigrazione fuori controllo;

4.Città attrattiva e sostenibile, per promuovere la qualità urbana, promuovere stili di vita ecosostenibili, nuove forme di mobilità e tutelare l’ambiente;

5.Città dinamica, per promuovere la cultura e il turismo e creare finalmente il “brand Marsica”, insieme alle coerenti politiche di sviluppo condivise con i sindaci;

6.Città dei giovani e per i giovani, futuro della nostra società, con la creazione della Consulta giovani e la valorizzazione del plesso Fermi-Corradini anche al servizio dei giovani (coworking, spazi di partecipazione attiva, ecc.);

7.Città amica dello sport, per la decisa valorizzazione delle attività e delle discipline sportive, oltre che degli impianti in diversi casi abbandonati negli ultimi anni;

8.Città solidale e inclusiva, per il rafforzamento del welfare e per una maggior vicinanza ai bisogni delle persone ed alle categorie deboli;

9.Città efficiente, per orientare la macchina comunale verso le esigenze del cittadino e per ristrutturare profondamente le società partecipate (più servizi e meno tariffe) verso la moderna ipotesi della multiservizi.