L’Aquila, addio alla professoressa Anna Ventura

È scomparsa la professoressa Anna Ventura, storica docente del liceo classico "Cotugno" e dell'istituto "Rendina", poetessa raffinata e critica letteraria.

È scomparsa la professoressa Anna Ventura.

La professoressa Anna Ventura, storica docente al liceo classico “Cotugno” dell’Aquila e all’istituto “Rendina” lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura e della poesia.

I suoi ex allievi del “Cotugno” e del “Rendina” la ricordano come una donna di grande sensibilità, un’insegnante di spessore, cultura e capacità, molto riservata ma sempre pronta nel privato a parlare con gli alunni per incoraggiare, sostenere, correggere comportamenti dovuti alla naturale intemperanza dell’adolescenza. Un’insegnante completa, a tutto tondo, che aveva come scopo di fare della scuola una vera “maestra di vita” oltre che di cultura. 

Nata a Roma, da genitori abruzzesi e laureata in lettere classiche a Firenze, la professoressa Ventura agli studi di filologia classica, mai abbandonati, ha successivamente affiancato un’attività di critica letteraria e di scrittura creativa.

Ha pubblicato raccolte di poesie, volumi di racconti, due romanzi, libri di saggistica. Ha collabortoa a riviste specializzate, a quotidiani, a pubblicazioni on line. Ha curato tre antologie di poeti contemporanei e la sezione “La poesia in Abruzzo” nel volume Vertenza Sud di Daniele Giancane.

È stata insignita del premio per la cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ha tradotto il De Reditu di Claudio Rutilio Namaziano e alcuni inni di Ilario di Poitiers per il volume Poeti latini tradotti da scrittori italiani, a cura di Vincenzo Guarracino, ha diretto inoltre la collana di poesia “Flores”per la Tabula Fati di Chieti.

Suoi diari, inseriti nella Lista d’Onore del Premio bandito dall’Archivio nel 1996 e in quello del 2009, sono depositati presso l’Archivio Nazionale del Diario di Pieve Santo Stefano di Arezzo.

Alcune sue opere sono state tradotte in francese, inglese, tedesco, portoghese e rumeno,  sono state edite sia in Italia che all’estero su antologie e riviste.

I funerali si terranno domani, 14 gennaio, alle ore 15,00 nella Basilica di San Bernardino.

Ai figli, alla famiglia tutta, le condoglianze da parte della redazione del Capoluogo.

Oggi piace ricordarla così, con una delle sue liriche.

L’autenticità

L’autenticità è un fiore

che sa di essere un fiore,
un gatto che sa
di essere gatto,
una donna che sa
di essere donna: perciò,
se possibile,
conserva il suo mistero.

Scomparsa della professoressa Anna Ventura, il ricordo di Goffredo Palmerini

“Purtroppo dobbiamo darvi una tristissima notizia, oggi nostra Madre Anna Ventura è salita sulle Cime più Alte. I funerali si terranno domani, 14 gennaio, alle ore 15,00 nella Basilica di San Bernardino.”

“Con questo annuncio sul profilo Facebook Cesare Ianni, tre ore fa, ha dato annuncio della morte della mamma Anna Ventura, insigne scrittrice poeta e critica letteraria, già docente di lettere al Liceo Classico Domenico Cotugno e all’Istituto Commerciale Luigi Rendina.

Sono affettuosamente vicino a Cesare e Stefano toccati dal dolore per la perdita dell’amatissima mamma, di una mamma speciale come Anna.

Ero grande amico di Fausto, il loro papà, giornalista fecondo, saggista e critico d’arte che si era occupato intensamente della realtà culturale italiana particolarmente per le arti figurative. Ero poi diventato anche amico di Anna, che ho sempre ammirato per la finezza, l’eleganza, la signorilità e la grande cultura umanistica. Le sono grato anche per l’attenzione che Lei ha riservato ai miei scritti, ai miei libri, molti dei quali ha recensito e alcuni ha presentato, a L’Aquila e Pescara.

Sono ancor più grato ad Anna Ventura per aver voluto che scrivessi la prefazione al libro testimonianza “Tra domenica e lunedì”, il suo diario del terremoto dal 6 aprile al 21 novembre 2009, una delle sue ultime opere, anche per i sopraggiunti problemi alla vista. Anna lo volle anche di fronte alla mia riluttanza, alla dichiarazione d’inadeguatezza al compito, trattandosi di una scrittrice prestigiosa sulle cui opere ben altre competenze si erano cimentate.

Ma la spuntò chiedendomelo con grande garbata fermezza. Ne sono ora lieto perché è stato per me un grande onore e un privilegio, reso più intenso dal suo apprezzamento. Le sono anche grato per le sue opere di cui mi ha fatto gradito omaggio.

Dopo il terremoto del 2009 il suo trasferimento nella casa di Montesilvano, affacciata sul mare, dove ha passato con piacere molti anni di serenità, di letture e passeggiate sul lungomare, fino al recente ritorno a L’Aquila, nella bella casa in Via Persichetti. La ricordo, Anna, prima che il terremoto cambiasse le nostre vite, sempre attenta alla vita culturale della nostra città, presente con quella sua significativa distinzione e il portamento elegante, coniugato sempre alla gentilezza ed al sorriso solare. E’ stata una figura rilevante per la cultura aquilana e abruzzese, soprattutto per la cultura italiana, come autrice e come critica letteraria.

L’Aquila perde una figura di punta della cultura umanistica, verso la quale la Città deve essere grata”.