L’Aquila Capitale Italiana Cultura 2022: pronti a una rinascita intellettuale ed economica

La Fondazione Carispaq a sostegno della candidatura dell'Aquila a Capitale Italiana della Cultura 2022. Taglieri: "Indispensabile l'apporto di tutti, la Fondazione garantirà il suo contributo".

Capitale Italiana della Cultura 2022, anche la fondazione Carispaq sostiene L’Aquila.

Lunedì prossimo, 18 gennaio, sarà proclamata la Capitale Italiana della Cultura 2022 che vede in finale dieci città italiane tra cui L’Aquila. Un momento d’attesa, quello che stiamo vivendo, che coinvolge tutti. Un ruolo importante potrà svolgerlo proprio la Fondazione Carispaq, quale ente baricentrico per l’intera provincia aquilana. Su questo si propone una riflessione del Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri

La città sta vivendo, in questi anni di ricostruzione post sisma, una fase di rigenerazione fondamentale per il suo futuro. Un riconoscimento così importante rappresenterebbe un’occasione unica per consolidare l’immagine di tutto il territorio, mettendo in luce le sue le peculiarità e unicità. La candidatura dell’Aquila a Capitale della Cultura per il 2022 ha fatto emergere un grande potenziale di idee, processi e capacità.

A sostegno della candidatura, infatti, è stato preparato un programma innovativo ed articolato. Esso prevede linee di sviluppo locale che superano la dimensione del breve periodo e più in generale dell’anno relativo al riconoscimento, valorizzando le industrie culturali e creative con le filiere produttive ad esse correlate; gli effetti saranno di lungo termine e di stimolo alla rinascita intellettuale ed economica.

Questa importante occasione rappresenta un momento utile a favorire processi di riqualificazione urbana, a promuovere la cooperazione tra operatori culturali e turistici e la partecipazione attiva degli abitanti del suo territorio. La Fondazione Carispaq ha garantito fin dall’inizio il suo apporto al lavoro che il Comitato e l’Amministrazione Comunale, con grande dedizione e professionalità, hanno compiuto per arrivare alla candidatura della città tra le dieci finaliste per il 2022. Il nostro impegno continuerà a sostegno dell’iniziativa come partner fattivi nella realizzazione del programma di eventi che continua per l’intero anno e che si articola di proposte volte a mostrare in L’Aquila una Città forte nella sua identità e al contempo aperta al mondo, centro nodale e punto di incontro di un territorio vivo e vitale.

L’iniziativa è indubbiamente un’occasione per la città di rafforzare all’esterno l’immagine di sé, modificandosi funzionalmente e migliorando gli aspetti recettivi. Questo obiettivo, legato al riconoscimento di Capitale della Cultura, passa necessariamente attraverso il rafforzamento della coesione e della cooperazione e sottolinea l’orgoglio di essere parte di una comunità che, capace di presentarsi in modo nuovo nel contesto nazionale ed internazionale, offre una proposta culturale rinnovata ed articolata.

La Fondazione Carispaq che tipo di ruolo potrà avere per “L’Aquila Capitale della Cultura Italiana”?

La Cultura rappresenta per la Fondazione Carispaq un settore prioritario di intervento nella convinzione che rappresenti un volano di crescita socio – economica del territorio. Da oltre 25 anni investiamo nei beni e nelle attività culturali, promuovendo progetti di riqualificazione e restauro di monumenti identitari e sostenendo iniziative culturali che negli anni sono diventate l’anima e la caratteristica dei luoghi. Crediamo che per L’Aquila Capitale della Cultura sia indispensabile la collaborazione e l’apporto di tutti. La Fondazione garantirà il suo supporto, come è stato già fatto per altre importanti iniziative che hanno visto protagonista la provincia aquilana, mettendo a disposizione idee e progettualità. Accanto a progetti propri, pensiamo di strutturare anche un bando specifico che sostenga ulteriormente gli eventi culturali di L’Aquila Capitale italiana della Cultura.

La Fondazione interpreta il ruolo, non secondario, di “catalizzatore” di energie, intelligenze e creatività sull’intero territorio provinciale. Questo prende origine anche da progetti importanti tra cui quello, interrotto poi dal terremoto del 2009, che ha riguardato il lavoro preparatorio alla costituzione di un distretto culturale, con l’obiettivo della messa in rete di tutte le potenzialità culturali della provincia aquilana. Quell’obiettivo è ancora un traguardo importante che la Fondazione intende perseguire, attraverso progetti in grado di collegare e mettere in sinergia tutte le peculiarità del nostro territorio, che attivino e supportino processi virtuosi di valorizzazione e promozione della nostra provincia; per creare occasioni di sviluppo economico in un territorio che soffre spopolamento e crisi congiunturale, pur continuando a rappresentare una culla di bellezze di valore inestimabile

Secondo lei qual è il punto forte che potrebbe portare al successo L’Aquila?

L’Aquila ha indubbiamente molti elementi che la rendono adatta a rappresentare la candidatura. La città, pur ferita nel passato da tragedie e sofferenza, è stata capace di grandi riscatti. Profondamente colpita nella morfologia e nella socialità dal terremoto del 2009, è riuscita ad avviare un processo di rigenerazione urbana unico e peculiare, che non si è fermato con la pandemia in atto anzi, in risposta a essa, ha adattato velocemente alcune modalità, creando un vero e proprio modello. Questo modello pone al centro la cultura quale motore capace di intercettare e restituire il senso di identità cittadina, in una fondamentale prospettiva di rinnovamento. Nell’ultimo anno il riconoscimento importante da parte dell’Unesco, che ha voluto inserire nella lista di Patrimonio Immateriale dell’Umanità ben tre peculiarità del nostro territorio, quali la Perdonanza Celestiniana, la Transumanza e l’Alpinismo, ha evidenziato la posizione centrale della città su tre aree tematiche che coesistono in uno stesso territorio. Anche questo sostiene il nostro capoluogo quale buona Capitale della Cultura.

Il successo che ci aspettiamo servirà poi a trarre quanti più benefici possibili anche in termini di presenze turistiche, fruizione del territorio e potenziamento dei servizi e dell’offerta culturale del territorio, rafforzando soprattutto nella popolazione dell’intera Regione, l’orgoglio di essere parte di una stessa Comunità, saldamente legata alle proprie radici storiche ma aperta alla rinascita continua come solo la cultura sa evocare.