Dpcm, nuova stretta sui bar: niente asporto dopo le 18

Nuovo Dpcm anti movida: vietato l'asporto dai bar dopo le 18. Slitta la riapertura degli impianti da sci nelle regioni che non hanno riaperto le scuole. Tutti i dettagli.

Nuovo Dpcm con norme anti Covid 19 dal 16 gennaio, le misure previste: vietato l’asporto dai bar dopo le 18, slitta la riapertura degli impianti da sci nelle regioni che non hanno riaperto le scuole.

Il Ministro Roberto Speranza andrà domani in Parlamento ad illustrare le nuove misure anti Covid 19 che entreranno in vigore con il prossimo Dpcm del 16 gennaio. Purtroppo la stretta di Natale è servita a contenere relativamente i contagi, ma non a farli diminuire, così il Governo sta pensando a nuove misure per limitare al massimo la circolazione del virus.

A far discutere, in particolare, è la nuova norma pensata per evitare assembramenti nella movida: divieto di asporto di cibi e bevande dai bar, dopo le 18. Una misura che viene letta come “ulteriore accanimento” nei confronti di esercenti di locali pubblici. La norma, comunque, varrebbe solo per i bar e non per i ristoranti.

Intanto gli esercenti sono sul piede di guerra e sui social nascono iniziative di protesta con la minaccia di ‘disobbedienza civile’ e l’apertura dei locali chiusi da troppo tempo. Lo rende noto il presidente dell’Epat Torino, Alessandro Mautino. “Il periodo ormai troppo lungo di drastiche limitazioni e chiusure dei pubblici esercizi sta affossando un intero settore togliendogli la possibilità di ripartire – spiega Claudio Ferraro, direttore dell’Epat Torino – non ci pare che ipotizzare limitazioni a quelle piccole finestre di attività sia corretto, plausibile e neanche utile; serve solo ad aggravare ancor di più l’economia dei pubblici esercizi. Se si ipotizzano violazioni, come assembramenti davanti ai locali, si facciano i controlli e si irroghino le sanzioni, ma non si colpisca un’intera categoria. Questo approccio “chiusi tutti se c’è qualcuno che non rispetta le regole” è sbagliato e neanche etico”.

Nuovo Dpcm, le altre misure.

Tra le altre misure al vaglio del governo, quella della zona rossa automatica nelle regioni che superano i 250 contagi a settimana ogni 100mila abitanti. Il divieto spostamento tra regioni rosse e arancioni già previsto, si valuta se toglierlo tra regioni gialle.

Palestre chiuse a gennaio, ma il ministro Spadafora incontrerà il Comitato Tecnico Scientifico per stabilire deroghe per lezioni individuali. Al vaglio l’ipotesi sulla riapertura dei musei nelle regioni gialle. Per quanto riguarda invece gli impianti da sci, il Governo pensa a un nuovo slittamento dopo il 18 gennaio, almeno nelle regioni che non hanno riaperto scuole.

Il Governo, inoltre, vorrebbe prorogare lo stato di emergenza, solo fino al 30 aprile per poi valutare una nuova estensione all’esito della campagna vaccini.

Nuovo Dpcm, incontro Governo enti locali. Marsilio: “No a fascia arancione nel weekend per tutti”.

Intanto ieri il governo ha incontrato Regioni, Province e Comuni. “Le modifiche che il Governo propone per restringere i criteri e rendere più ‘facile’ l’accesso alla zona arancione o rossa, – ha commentato a margine il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – prevedendo l’arrivo di una terza ondata già molto presente in gran parte dell’Europa, hanno un senso se si basano su criteri oggettivi e misurabili, e come tali comprensibili e intellegibili anche ai cittadini comuni. Tra questi criteri, non c’è dubbio che il tasso di occupazione dei posti letto sia quello meno manipolabile e di più chiara comprensione. Soprattutto, le restrizioni sono sostenibili e possono essere accettate da famiglie e imprese già duramente provate, se i ristori e gli indennizzi saranno parallelamente congrui, veloci, adeguati. Ci sono categorie ormai al limite della capacità di resistere. Senza nuovi e più consistenti iniezioni di contante non potranno reggere ulteriormente l’urto. Una nuova ‘stretta’ sul settore della somministrazione e ristorazione non può ad esempio essere sostenuta senza nuovi interventi, anche sul resto della filiera (fornitori, distributori…) e non solo sugli esercenti. Analogo discorso vale per il settore del turismo, in questo periodo in particolare per quello legato alla neve. La proposta del Governo di rinviare l’apertura a dopo il 18 gennaio significa per molte stazioni (e per il loro indotto) la definitiva rinuncia all’intera stagione. Nelle misure da confermare o rivedere con il prossimo DPCM, ho chiesto di non prorogare la misura di applicare la fascia arancione nei fine settimana per tutti, lasciando a ogni regione le misure relative alla rispettiva fascia di appartenenza”.