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Aq2022, le eccellenze candidano L’Aquila a capitale italiana della cultura

Una candidatura di eccellenze per L'Aquila, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2022. Il professor Sacco sul dossier: "L'Aquila, è il tuo momento. Puntiamo a proporre L'Aquila come modello per Qualità della Vita anche grazie alla cultura".

Nel segno della musica e delle arti visive, dell’indimenticabile Ezio Bosso, di un Centro di Welfare culturale e del riscatto delle aree interne. Si presenta così la candidatura dell’Aquila a Capitale Italiana della Cultura 2022: “L’Aquila è pronta per arrivare lontano, tutta la città sarà protagonista”.

Il Capoluogo vi porta a scoprire il percorso svolto fin qui, nei giorni della settimana decisiva per conoscere il verdetto sulla candidatura di L’Aquila al titolo di Capitale Italiana della Cultura. Un percorso raccontato dal professor Pierluigi Sacco, docente di Economia della Cultura all’Università Iulm di Milano, curatore del dossier che sarà presentato tra il 14 e il 15 gennaio a Roma, insieme a quello delle altre 9 finaliste in gara.

“La sfida vera e propria comincerà se riusciremo a vincere: ci aspetterà un grandissimo lavoro di organizzazione, produzione, raccolta fondi. Lavoreremo con sponsor locali e nazionali. Il programma non è una semplice rassegna di eventi, mostre, convegni. Questo si può fare anche senza aver ottenuto il titolo. L’obiettivo, invece, è coinvolgere i cittadini, chiamare a raccolta gli aquilani e quanti vorranno vivere e viversi L’Aquila. Riscoprire la socialità toccando la città in ogni suo angolo, riportando, grazie alla cultura, nuovo ossigeno al territorio“.

L’Aquila, una candidatura scandita dal Covid

“La differenza principale nel lavoro che porta alla preparazione della candidatura a Capitale Italiana della Cultura, rispetto al riconoscimento di Capitale Europea, è il tempo a disposizione per preparare un progetto che risponda ai necessari requisiti. Basti pensare che per il titolo di Capitale Europea della Cultura il bando esce 4 anni prima, rispetto all’assegnazione effettiva del riconoscimento e alla realizzazione concreta del progetto. Nel nostro caso specifico, il tempo a disposizione non è stato molto e L’Aquila ha affrontato gran parte di questo percorso di preparazione con l’allarme pandemico già in corso”.

Si è riusciti, comunque, a fare molto, prima che l’emergenza Covid 19 scoppiasse in tutta la sua violenza. “Prima che arrivassero le restrizioni, ad esempio, ci sono stati diversi incontri pubblici che ci hanno permesso di parlare e confrontarci con numerose realtà del territorio. Un lavoro che ha affiancato, logicamente, i contatti allacciati con tutte quelle realtà nazionali – quali enti, associazioni, personalità artistiche di rilievo e innovative – con le quali ideare e realizzare progetti sul e per il territorio. La stessa candidatura prevede che si stringano questo tipo di collaborazioni”.

L’Aquila, il fattore Musica e l’eredità di Ezio Bosso

Tra gli artisti che hanno preso parte alla candidatura un ruolo fondamentale è stato svolto da Ezio Bosso, poi prematuramente scomparso. “Se vinceremo il titolo, sarà dedicato a lui il progetto che avevamo ideato insieme. Si tratta di uno dei progetti simbolo nell’ambito dell’intero programma di candidatura. Ezio aveva una passione sconfinata per la musica e l’educazione musicale, passione che, di certo, non devo raccontare io. Vorrei raccontare, però, l’entusiasmo che ha dimostrato fin da subito: dal momento esatto in cui gli ho proposto di partecipare alla sfida dell’Aquila. Ciò che avevamo in mente – e che realizzeremo – è un progetto di formazione, sia per i giovani professionisti della musica sia di educazione all’ascolto per tutti i cittadini“.

Una mission perfettamente sulle corde di una città che, tra le altre cose, ospita uno stimato Conservatorio Musicale, “A. Casella”, e la sede dell’Orchestra Sinfonica Musicale Abruzzese. L’Aquila può vantare di essere una vera città musicale, come poche ce ne sono in Italia. Lo abbiamo potuto osservare dal numero di realtà musicali esistenti sul suo territorio e da tutti i professionisti che lavorano nel settore”.

L’Aquila, Capitale della Cultura 2022: una candidatura di eccellenze

Una candidatura costruita su singole specificità. Musica, appunto, arti visive, teatro, architettura, industria del gusto. “L’Aquila ha proposto un’offerta culturale a 360° e preparato un lavoro di programmazione che consenta di gettare le basi affinché la città possa continuare, sullo spunto di questo anno di progettazione, sulla strada di uno sviluppo sempre più innovativo. Non dimentichiamo che L’Aquila ospita già importantissime realtà che fanno dell’innovazione il proprio marchio di fabbrica: l’Università, il GSSI su tutte. Ecco perché la nostra proposta mira anche a sviluppare incontri tra cultura e nuove tecnologie, o pensare alla creazione di imprese culturali, che consentano ai giovani di trovare nuovi spazi professionali”.

L’Aquila Capitale della Cultura, la salute al centro

“Tra i punti più originali della candidatura – spiega ancora il professor Sacco – c’è il rapporto tra cultura, benessere psicologico e salute, fisica e mentale. L’idea, in pratica, è che una frequentazione culturale continua aumenta l’aspettativa di vita delle persone, sotto tutti i punti di vista. Per questo motivo abbiamo pensato a L’Aquila come a un Centro di Welfare culturale. Tutto ciò si lega anche alle abitudini degli aquilani che frequentano la montagna, che praticano attività fisica e passeggiano nei parchi verdi cittadini, a stretto contatto con la natura. La nostra proposta vede, quindi, L’Aquila come modello di Qualità della Vita che integri natura e cultura, per far star bene le persone”.

L’Aquila guida la riscossa delle Aree Interne

Un titolo che porterebbe L’Aquila a guidare la riscossa delle città medie e di quelle aree interne tanto sacrificate negli anni.

“Vincere il riconoscimento risponderebbe perfettamente all’ambizione dell’Aquila città di diventare un autentico centro di attrazione. La pandemia, tra i suoi effetti, sta portando anche a riaccendere la luce su luoghi come L’Aquila, dove recentemente è stato anche certificato, da una classifica dedicata, un rilevante miglioramento nella qualità della vita. L’Aquila Capitale della Cultura sarebbe anche L’Aquila Capitale del nuovo mondo che si sta riscoprendo, o addirittura scoprendo, per la prima volta. Perché in troppi, ancora oggi, non saprebbero neanche dove collocare su una carta geografica molti luoghi dell’aquilano, tra cui borghi e piccoli centri di grandissima bellezza e scrigni di storia”.

Allora, buona fortuna L’Aquila!