Quantcast

Giunta L’Aquila, superare la crisi senza timidezze e giochi di ruolo

Giunta L'Aquila, crisi a fine corsa ma a Biondi non basteranno timide parole di circostanza.

L’AQUILA – Nulla osta al reintegro dei tre assessori della Lega nella Giunta comunale, ma serve una ferma presa di posizione di tutti i partiti e a tutti i livelli, in appoggio all’azione amministrativa, senza se e senza ma.

Dalla serata di giovedì, quando i vertici regionali dei partiti di maggioranza in Comune a L’Aquila si sono incontrati a Pescara per risolvere la crisi di Giunta, si respira un certo ottimismo per quanto riguarda il lungo strappo in seno al Consiglio comunale. Un ottimismo giustificato dal punto principale emerso a seguito della riunione: a L’Aquila non c’è e non c’è mai stata una crisi amministrativa legata all’operato degli assessori della Lega rimossi dal sindaco Pierluigi Biondi. La crisi è squisitamente politica e legata alle note esternazioni del capogruppo leghista, Francesco De Santis. Evidentemente non sono bastati gli “atti” in Consiglio, dove la Lega – pur senza assessori – per un periodo di quasi sei mesi si è mostrata compatta e collaborativa, fino all’ultimo strappo di pochi giorni fa, sottolineato sempre dal capogruppo De Santis, che ha espresso l’insofferenza del partito nel ruolo di “ratificatore” di decisioni altrui.

Da qui la riunione della settimana scorsa, che ha “certificato” sul tavolo politico quello che in realtà si sapeva già: nessun problema “personale” – come d’altra parte sottolineato da Biondi già dall’inizio della crisi – con gli assessori rimossi, che – qualora la situazione politica si stabilizzasse – potrebbero tranquillamente tornare al proprio posto, tutti e tre.

A risolvere il problema più strettamente politico ci aveva provato invece il coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, che aveva chiaramente espresso appoggio all’amministrazione Biondi. Ma non è bastato. E non basterà nemmeno il più classico dei programmi di fine mandato sottoscritto da tutti i partiti di maggioranza, come peraltro già accaduto nella precedente crisi. Per risolvere definitivamente la crisi bisognerà superare il classico schema del “poliziotto buono” e “poliziotto cattivo” portato avanti finora, con una presa di posizione chiara e netta a tutti i livelli, dal regionale al comunale. In sostanza, quello che dice D’Eramo sulla stampa, dovrà dirlo anche De Santis in Consiglio comunale.

Ed è qui che evidentemente la situazione si complica. Gli “esploratori” di tutti i partiti, infatti, in queste ore stanno cercando una soluzione che, in un modo o nell’altro, accontenti tutti. Difficile al momento immaginare quale sarà, ma è chiaro che Biondi non accetterà più atteggiamenti ambivalenti, né timide parole di circostanza per salvare capra e cavoli. Anche perché in gioco potrebbe non esserci solo il periodo di fine mandato, ma anche i 5 anni futuri.