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Rientro in classe, alla ricerca del batticuore perduto

I primi anni delle superiori nell’Aquila degli anni ‘80. Una vasca sotto i portici e la pizza scrocchiarella dei Trippitelli. L’autobus in via Castello. Uno sguardo furtivo incrociato, il rossore sulle guance. Le prime emozioni da teenagers.

Dopo 6 mesi di didattica a distanza, gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe in presenza. “Mio figlio ha 15 anni, ha trascorso quasi sei mesi con gli occhi sui monitor del cellulare e del Pc, passando dalle lezioni con la classe, ai giochi sulla Play Station”, racconta una mamma al Capoluogo.

È stata una guerra estenuante tentare di limitare le ore davanti ai monitor, per cercare di farlo uscire dalla cameretta e per creargli interessi diversi. Se già prima del Covid ci lamentavamo dell’isolamento dei ragazzi, drogati di tecnologia, adesso, dopo 6 mesi estraniati nel loro mondo, diventa ancora più difficile, se non addirittura traumatizzante riportarli ad una vita sociale.

Mio figlio ha 14 anni, frequenta il primo superiore. È andato in classe meno di un mese e, adesso, è in ansia all’idea di rientrare in classe” ha raccontato un’altra mamma alla redazione del Capoluogo.

Mia figlia è nervosa” le fa eco un’altra testimonianza di una madre preoccupata. Scorreranno litri di camomilla in quelle famiglie, che dovranno riaccompagnare i propri ragazzi in classe lunedì mattina.

Molti ragazzi, di età compresa tra i 13 ed i 16 anni, saranno profondamente condizionati nel loro sviluppo e nelle loro abitudini da questi mesi di isolamento sociale. Le relazioni tra coetanei, in questa fase dello sviluppo, sono fondamentali. Questi sono gli anni dei primi rossori, dei batticuore, delle prime straordinarie emozioni.

via sallustio romano

Via Sallustio. Romano, ju paninaru

 

Noi genitori, che abbiamo frequentato i primi anni delle superiori in un gioiello di città, tra il 1985 ed il 1990, ci ricordiamo bene di cosa abbiano significato per noi quelle emozioni straordinarie di uno sguardo furtivo al ragazzo, o alla ragazza, che ci piaceva. Salire sull’autobus e sentirti gli occhi addosso. Andare sotto i portici per vedere il ragazzo che ti piaceva.

Vivere la settimana a scuola, aspettando l’uscita del sabato pomeriggio sotto i portici, per riprendere le autobus alle 19:45 in via Castello. Oppure uscire prima da scuola e andare con tutti i compagni di classe, con l’autobus, a fare due vasche in centro, incontrando i ragazzi degli altri istituti.

Passeggiare e comprare un pezzo di pizza scrocchiarella da Trippitelli.

Un mondo fa… ma le emozioni ed i ricordi sono ancora indelebili.