SICURA, la Casa delle tecnologie emergenti a L’Aquila: 4 mln per sviluppo pmi

Approvato il finanziamento da 4 milioni di euro per la Casa delle tecnologie emergenti dell'Aquila, si chiamerà Sicura. Cosa farà e a cosa serve. I dettagli del progetto.

Approvato il finanziamento da 4 milioni di euro per la Casa delle tecnologie emergenti dell’Aquila, si chiamerà Sicura.

Mappare le esigenze delle pmi e sviluppare le tecnologie necessarie per dotarle di un valore aggiunto capace di far fare alle stesse imprese un salto di qualità, con impatto sull’economia, il lavoro e le infrastrutture tecnologiche. Questo l’obbiettivo del progetto SICURA, che inserisce L’Aquila tra le 6 città finanziate dal MISE per la Casa delle tecnologie emergenti. Le altre città sono Matera, Prato, Bari, Roma e Torino. “L’Aquila – ha sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi in conferenza stampa – è riuscita a inserirsi in questo contesto con grande competenza, superando realtà come Milano, Genova, Catania e Cagliari. Questo dà il senso della grande qualità del progetto”. Un progetto che si inserisci nel filone dell’innovazione nell’ambito delle tecnologie per la sicurezza, non solo delle infrastrutture. Avrà una sede in centro storico e la sede operativa presso il Tecnopolo. Il progetto è stato finanziato per 4 milioni di euro, di cui 3 milioni e 750mila dal Mise e 250 mila di compartecipazione tra i partner del progetto. Oltre al Comune dell’Aquila, partecipano l’UnivAq, il GSSI, ZTE, CUIEM e CNR.

SICURA intende sostenere lo sviluppo di nuovi modelli di business relativi al tema della sicurezza delle infrastrutture, dell’ambiente e delle città, mediante l’impiego di soluzioni basate su internet delle cose, intelligenza artificiale e con specifica attenzione al tema della cyber security. L’obiettivo generale delle attività di SICURA sarà la creazione di una efficace osmosi tra il sistema della conoscenza e ricerca ed il sistema economico in senso stretto, anche tramite un’azione di armonizzazione effettuata dall’Ente Locale che conduca a benefici finali di elevato impatto per tutto il territorio di riferimento.

SICURA, cosa farà la Casa delle tecnologie emergenti dell’Aquila.

In estrema sintesi, come spiegato dall’assessore Carla Mannetti, la Casa delle tecnologie emergenti dell’Aquila provvederà in una prima fase, attraverso GSSI e UnivAq, a mappare i bisogni delle pmi del territorio. Da lì, verranno sviluppati progetti in grado di implementare le infrastrutture tecnologiche e dare risposte alle esigenze individuate. Il GSSI farà quindi l’analisi dell’impatto del progetto sul territorio, al termine dei 4 anni previsti. Il Cuiem curerà l’aspetto della comunicazione, mentre il Cnr si occuperà della ricerca.

Il rettore UnivAq Edoardo Alesse ha salutato il finanziamento del progetto come una “vittoria anche per l’Ateneo, perché intercetta le sue vocazioni, ma riteniamo che rappresenti un progetto importante per tutta la comunità territoriale”.

“Anche oggi – ha poi sottolineato il direttore del consorzio universitario CUIEM, Gaetano Zarlenga – in piena emergenza sanitaria la tecnologia ci permette di dialogare e mettere a sistema le nostre competenze. Questo progetto rappresenta una grande sfida per rilanciare territori che hanno vissuto situazioni difficili come il terremoto e oggi si ritrovano a fronteggiare una crisi senza precedenti”.

Il rettore Eugenio Coccia ha poi spiegato il ruolo del GSSI, che si occuperà della mappatura iniziale e dell’analisi conclusiva dell’impatto del progetto sul territorio.

Intervenuti in conferenza stampa anche Emilio Campana per il CNR e Domenico Puntillo di ZTE, che si sono detti orgogliosi di partecipare a un progetto così importante, portando il valore aggiunto di rispettiva competenza. “Questo progetto – ha sottolineato Campana del CNR – ci consente di lavorare con gli enti locali nell’ambito del monitoraggio intelligente, attraverso la sorveglianza delle strutture già costruite e il supporto a progettazione e sviluppo per pmi specializzate in nuove tecnologie”.