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Marsilio Vs Report: “Cercavano un colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica”

Marco Marsilio dopo la puntata di Report sull'emergenza Covid a L'Aquila: "Tesi precostituite per dare in pasto all'opinione pubblica un presunto colpevole". L'intervista a IlCapoluogo.it.

Marco Marsilio dopo la puntata di Report sull’emergenza Covid a L’Aquila: “Tesi precostituite per dare in pasto all’opinione pubblica un presunto colpevole”.

Report è arrivato a L’Aquila con una tesi precostituita per dare in pasto all’opinione pubblica un presunto colpevole. Ogni tanto bisognerebbe avere l’umiltà di andare nei posti, ascoltare e cercare di capire, evitando il sensazionalismo a tutto i costi, anche quando non ha ragion d’essere”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a IlCapoluogo.it, dopo la puntata di Report dedicata all’emergenza Covid 19 nella provincia dell’Aquila.

Secondo questa “tesi precostituita”, ricorda il presidente Marsilio, “il contagio si sarebbe diffuso perché non facciamo tamponi e a L’Aquila non c’è un laboratorio abbastanza grande, come se qualcuno non ce lo avesse voluto mettere. Ho spiegato che non è così, intanto per ragioni oggettive: a L’Aquila non esiste un laboratorio di livello sicurezza 3 che permetterebbe di mettere in campo attività di una certa capacità, come a Pescara o Teramo, con l’Istituto Zooprofilattico. Si è fatto quello che si poteva fare coi limiti delle strutture disponibili, cioè con un livello di sicurezza inferiore e una tipologia di macchinario limitato per quanto riguarda il numero campioni; macchinari che comunque abbiamo comprato, abbiamo anche cercato di acquistarne altri, ma c’è un’oggettiva difficoltà sul mercato. Non è che siamo stati tutti a dormire o che non abbiamo fatto nulla tra la prima e la seconda ondata, come vorrebbe fare apparire Report”.

Per quanto riguarda la “scenetta della telefonata al famoso John, ho risposto così perché pensavo proprio a quei macchinari che abbiamo acquistato in America, ma – come nel caso di Avezzano – poi non ci hanno fornito. Non è strano, a marzo avevamo avuto lo stesso problema con le mascherine; quando tutto il mondo chiede stesso prodotto, le industrie non ce la fanno a soddisfare la domanda, come nel caso dei vaccini antinfluenzali. Inutile crocifiggere le persone e scatenare l’odio sociale contro qualcuno, siamo tutti inadeguati di fronte a un evento di questa dimensione. D’altra parte c’è una condizione oggettiva di difficoltà che non appartiene solo alla sanità aquilana: è in difficoltà Berlino, sono finite le terapie intensive in Svizzera, solitamente considerata un modello nella sanità. Nel paragone con servizi fatti in altre regioni con credo che l’Abruzzo non abbia sfigurato”.

“Un certo giornalismo – conclude il presidente Marsilio – vive sul dare in pasto all’opinione pubblica qualche colpevole da sbranare, anche quando non c’è; se ho reagito anche con un po’ di carattere, in maniera ‘sanguigna’, come dice Ranucci, è per questa ragione. Va bene chiamarci a rispondere delle nostre responsabilità, ma non si può passare sopra a ogni risposta, perché c’è una tesi precostituita da portare avanti a tutti i costi”.