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Covid 19, dalla Asl1 nuove disposizioni ai dipendenti: sanzioni per chi parla alla stampa

ASL 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila, parlare con la stampa o permettere qualsiasi fuga di notizie al di fuori degli ospedali sarà punito disciplinarmente. I sindacati: "L'Azienda mette il bavaglio ai lavoratori, dopo averci provato con la stampa".

L’AQUILA – Parlare con la stampa o permettere qualsiasi fuga di notizie al di fuori degli ospedali sarà punito disciplinarmente. Succede alla Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Firmata la nuova circolare. I sindacati all’attacco: “Il Manager Testa fa lo sceriffo”.

Una circolare che metterebbe un brusco stop al rapporto tra operatori sanitari e mezzi di informazione, in un delicatissimo momento emergenziale, per la pandemia da Covid 19. Dopo gli attacchi alla stampa, l’Azienda Sanitaria tenta di spegnere le polemiche sanitarie di questi giorni. Per i sindacati si tratta di: “Un bavaglio ai lavoratori. I dipendenti hanno diritto di manifestare il proprio pensare”.

Si leva da più parti il dissenso di fronte a questa nuova iniziativa della Asl1 Abruzzo. Questa la nota di denuncia diramata dal UIL FPL:

Giù le mani dai lavoratori che ogni giorno operano con dedizione e senso di responsabilità, nel pieno di una pandemia che sta mettendo in ginocchio la sanità. Il dottor Testa dovrebbe pensare a risolvere le tante problematiche degli ospedali della provincia e non a fare lo sceriffo”. Il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti e il responsabile della Sanità della Uil Fpl Gianfranco Giorgi criticano duramente la disposizione di servizio della direzione generale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, inviata ai direttori sanitari dei presidi ospedalieri, ai responsabili dei distretti sanitari, ai direttori dei dipartimenti e delle unità operative e per conoscenza a tutto il personale in servizio presso la Asl.

“Con la disposizione di servizio – aggiungono – La direzione stabilisce che i rapporti con i mezzi di informazione sono tenuti dal direttore generale, pertanto qualsiasi fuga di notizie o rilascio di dichiarazioni non autorizzate assume rilevanza disciplinare. Una comunicazione che ha le sembianze di un bavaglio messo a tutti i lavoratori, dopo quello che si è provato a mettere alla stampa, con la minaccia di querele per presunte fake news sui disservizi degli ospedali provinciali nel pieno dell’emergenza covid”.

“I dipendenti della Asl, come tutti i cittadini, hanno il diritto costituzionalmente garantito di manifestare liberamente il loro pensiero e questo diritto non può certamente essere obliterato da una disposizione del direttore generale”.

“Anziché fare la caccia alle streghe, il dottor Testa dovrebbe pensare a lavorare per la Asl e quindi per i cittadini, ad ampliare la disponibilità di posti letto, a reclutare nuovo personale vitale per fronteggiare una eventuale terza ondata pandemica e a realizzare tutti i lavori che ci sono ancora da fare negli ospedali della provincia”.

“Si sta generando un clima di terrore nel mondo della sanità e questo non è accettabile – sottolineano – Sarebbe il momento per Testa di fare un passo indietro e di lasciare spazio a chi potrà svolgere meglio il suo compito”.