Screening Covid 19, parte L’Aquila: le previsioni sulla provincia ai raggi x

Covid 19, screening a tappeto: oggi parte L'Aquila, domani Avezzano. A caccia degli asintomatici. Dati e analisi sui Comuni già testati. "Per l'utilità della campagna dovrebbe partecipare il 60-70% della popolazione".

Screening a tappeto in provincia dell’Aquila, su base volontaria. A L’Aquila si parte oggi. “Farlo è una prova di civiltà”, ha sottolineato il dottor Marinangeli. Intanto, negli altri comuni, non tutti partecipano: la prima settimana (non ancora piena) di test svolti nell’aquilano fa registrare 97 casi positivi su 21524 tamponi antigenici effettuati.

Uno screening per la prevenzione contro un’epidemia che ha messo in ginocchio il mondo. La campagna in provincia dell’Aquila sotto la lente d’ingrandimento dell’esperto, Riccardo Persio.

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C’è un primo dato che salta all’occhio, stando alle rilevazioni aggiornate a lunedì 30 novembre.

“Tra i Comuni già testati – spiega Riccardo Persio, dottorando all’Università di Enna“Kore” – i primi dieci per tasso di partecipazione della popolazione allo screening fanno parte del comprensorio aquilano, cioè ricadono nel sistema di lavoro dell’Aquila. A parte Bisegna e Pescocostanzo, ci sono: Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio, Navelli, Barisciano, Tione degli Abruzzi, Barisciano, Goriano, Scoppito e Montereale“. Gli unici paesi che hanno superato quota 40% nel tasso di partecipazione alla campagna.

Il dato relativo alla partecipazione è rilevante, in quanto si parla di utilità dello screening di massa anche in base alla percentuale della popolazione che si sottopone ai tamponi rapidi.

Una percentuale che dovrebbe toccare almeno il 60%. Perché?

“Tendenzialmente se si indaga tra il 60 e il 70% della popolazione si riesce a coprire la quasi totalità dei nuclei familiari presenti. Quindi, statisticamente la si considera una buona approssimazione sul totale della popolazione”.

Dai numeri dei primi Comuni, invece, possiamo dire che finora sia stato raggiunto il 40% della popolazione.

Come interpretiamo questo dato?

Spiega ancora Persio: “Il 40% ci permette di intercettare un buon numero di persone asintomatiche, scongiurando molti possibili pericoli di contagio. Se si scende, invece, al di sotto di questa soglia, allora la campagna di screening va incontro a molte difficoltà oggettive. Ci sono da considerare, tuttavia, diversi aspetti. Ad esempio in alcuni comuni lo screening è ancora in corso, mentre molti in provincia non hanno ancora cominciato, inclusi i centri maggiori”.

Screening, L’Aquila e Avezzano – i centri maggiori della provincia – sono ai blocchi di partenza. Oggi lo start a L’Aquila, domani si partirà anche ad Avezzano. 

Nella Marsica si sono registrati, fino ad ora, i numeri più bassi di partecipazione dei cittadini. Anche in questo caso, precisiamo che non tutti i Comuni marsicani hanno avviato già la campagna di screening, quindi si tratta pur sempre di dati parziali.

Ortucchio è il Comune con la percentuale di partecipazione più alta, avendo superato il 30%. Per i grossi centri non si parla di grandi numeri, tutto il contrario. Magliano de’ Marsi circa il 25%, 17/18% è stata la percentuale registrata a Celano, con una positività riscontrata bassissima. Una campagna, purtroppo, non molto partecipata”.

“I Comuni con il maggior numero risultante di positivi sono Trasacco e Luco dei Marsi. Territori che hanno avuto, tra l’altro, una partecipazione molto bassa allo screening. Se avessero partecipato più persone avremmo sicuramente avuto numeri più alti in queste aree”.

Screening provincia dell’Aquila, la fotografia

La campagna in atto su tutto il territorio provinciale “è uno screening utile per dare una fotografia di quel momento, ma va precisato che è l’immagine di quell’esatto momento e basta. Non comprende, ad esempio, le persone che hanno il virus in incubazione durante quei giorni in cui effettuano l’antigenico. Chi è negativo lo è in quel preciso momento, ma bisogna sempre mantenere altissima l’attenzione. In secondo luogo, sarebbe utile – statisticamente parlando – ripetere il test su un campione (individuato su ogni totale delle persone già analizzate), per riuscire a monitorare la situazione e la diffusione dell’epidemia anche nei prossimi mesi. Spendendo meno e riducendo sforzi, fatiche e risorse, sarebbe possibile, così, procedere ad un’analisi della provincia analizzando 10mila persone e non 40mila ad esempio”.

Screening, le previsione per L’Aquila

“Ci sono da considerare alcune variabili e sono diversi i fattori che non possono essere determinati. Ciò spiega perché è complicato fare delle previsioni precise. Consideriamo, in primis, che non si può sapere quanto la popolazione potrà essere incentivata a sottoporsi al test antigenico rapido”.

“Per fare delle proiezioni sulla partecipazione allo screening può aiutare andare a vedere la partecipazione alle elezioni a L’Aquila capoluogo”. Perché?

“In genere la popolazione aquilana presenta dati più alti, rispetto agli altri Comuni della provincia, di affluenza alle urne. Cosa c’entra questo? Nelle previsioni statistiche è un dato che va considerato, poiché può offrire una chiave di lettura pre-screening. Si colgono, infatti, due dati: da un lato la popolazione della città – e delle città in generale – è più giovane, dall’altro lato recepisce in maniera maggiore gli appelli delle istituzioni. Fattori probabilmente correlati l’un l’altro. Ciò mi porta a ipotizzare che la partecipazione a L’Aquila sarà maggiore rispetto ai Comuni che, ad oggi, hanno già effettuato la campagna di screening. Discorso simile per la città di Avezzano“.

Sul fronte dei possibili positivi, invece, cosa dicono i numeri?

“Sui test effettuati fino ad ora il tasso di positività è stato fortunatamente basso, anche se andrà confermato con i tamponi molecolari. Per L’Aquila, così come per Avezzano, mi aspetto numeri più alti. A L’Aquila penso saremo intorno al 2%, ad Avezzano dall’1,4 all’1,7%: cioè il triplo e il quadruplo rispetto ai dati avuti finora”.