Dpcm Natale, stop a spostamenti tra regioni e veglioni banditi

Dpcm Natale, le regole per le festività al tempo della pandemia. Stop allo spostamento tra regioni tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, messa della Vigilia in anticipo.

Il Natale al tempo della pandemia: nel nuovo Dpcm tutte le misure da adottare durante le festività.

Nel Dpcm “dedicato” al Natale, discusso e approvato nella notte, divieto agli spostamenti tra regioni durante le festività.

Natale e Capodanno “blindati” dentro i confini comunali e, dal 21 dicembre al 6 gennaio, blocco degli spostamenti tra le Regioni e divieto di raggiungere le seconde case. Il decreto legge Covid conferma la stretta del governo sulle festività, per fare scudo a una possibile terza ondata.

Con l’aumento dei contagi da Covid 19 delle ultime settimane, come era evidente, ci sarà uno stop ai viaggi già da una settimana prima dell’inizio delle festività.

Il nuovo decreto, di due soli articoli, serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia. Permette a Conte di firmare un dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l’Epifania (tra le ipotesi c’è quella del 15 gennaio). Ma soprattutto, consente misure più rigide nelle festività a prescindere dal “colore” delle Regioni. E stabilisce che dal 21 dicembre non ci si potrà spostare tra Regioni e province autonome se non per lavoro, salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione.

È proprio sull’interpretazione di queste eccezioni – in particolare le “situazioni di necessità” – che si dibatterà ancora nelle prossime ore con le Regioni.

“Le misure – aveva spiegato il premier Giuseppe Conte ai capigruppo nell’ultima riunione – serviranno a disegnare una zona gialla rafforzata che servirà per evitare di ‘andare a sbattere’ contro una terza ondata”.

Dpcm e Natale, ecco le principali misure che entreranno in vigore

Resta la classificazioni delle Regioni in base al livello di rischio (giallo, arancione e rosso): oggi la decisione sull’Abruzzo, che potrebbe almeno per una settimana rimanere ancora rossa.

Limitati gli spostamenti internazionali e tra le Regioni, anche in quelle classificate a rischio basso (gialle), nei giorni 25, 26 e 1 gennaio stop agli spostamenti tra i Comuni

Divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno.

Lo stop varrà nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Dal 21 dicembre invece gli spostamenti tra Regioni gialle saranno consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, previsione che dovrebbe essere estesa anche ai domicili. Vietate le crociere nel periodo natalizio e confermata la chiusura degli impianti sciistici.

A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino

A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come gli altri giorni, si legge nella bozza del nuovo Dpcm. “Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo, nonché dalle ore 22 del 31 dicembre 2020 alle ore 7 del 1 gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute“.

Dpcm Natale, ricongiungimenti familiari

La deroga per i ricongiungimenti familiari – Oltre al Dpcm potrebbe esserci anche un apposito decreto legge. Uno strumento di rango superiore, più adatto – viene sottolineato – a dare copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali previste: in particolare, per le deroghe alla mobilità tra Regioni. Il premier starebbe valutando l’ipotesi che gli spostamenti possano avvenire non solo per i residenti, ma anche per i ricongiungimenti familiari.

Natale al tempo della pandemia: le regole per lo shopping

Mentre per gli spostamenti le indicazioni emerse prima della firma sono pressoché approvate, si attendono ancora indicazioni certe per quanto riguarda ristoranti e negozi. Per favorire lo shopping natalizio si pensa ad allungare gli orari dei negozi in zona gialla fino alle 21, purché però questo permetta di rispettare il coprifuoco che scatta alle 22, e di contingentare gli ingressi per fasce d’età.

Per le altre zone, invece, dovrebbero rimanere in vigore le regole dei colori, con i negozi chiusi nelle rosse. Per quanto riguarda invece i ristoranti nelle zone gialle dovrebbe rimanere la chiusura alle 18, fermo restando la possibilità di fare asporto e domicilio, con blocco totale però a Natale e Santo Stefano.

Tra le idee per un ricongiungimento in sicurezza, il tampone veloce prima delle cene e dei pranzi della Vigilia e di Natale.

La Coldiretti intanto, sul fronte delle spese, ha già stimato perdite per 1,4 miliardi a causa dei divieti e delle chiusure in vigore da settimane.

Dpcm e pranzi di Natale: in quanti possiamo stare a tavola?

Rispetto ai tradizionali cenoni, non essendo possibile imporre obblighi nei luoghi privati, non si esclude che ci si limiti a raccomandazioni del tipo non più di sei a tavola. Naturalmente i commensali consigliati sono i parenti stretti e i conviventi.

I ristoranti potrebbero restare sempre aperti a pranzo, anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno, nella zona gialla.

La Messa della Vigilia verrà anticipata probabilmente alle 21 e alle 22 verrà confermato il coprifuoco.

Ristoranti, Natale e Capodanno

I ristoranti resteranno aperti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania. La bozza del nuovo Dpcm non prevede infatti restrizioni ulteriori rispetto all’orario limitato dalle 5 alle 18 anche per i bar e altri locali di somministrazione cibi e bevande.

“Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”, si legge nel testo.

Chiusi i ristoranti degli alberghi a Capodanno: cena solo in camera

Cena di fine anno in camera per chi deciderà di passare il 31 notte in albergo.

Secondo la bozza del nuovo Dpcm, infatti, “resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; dalle ore 18 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera”.