Palestra a rischio sfratto: morosità da prima dell’emergenza Covid

Palestra chiusa e morosità affitti, la precisazione.

Le precisazioni all’articolo sulla palestra chiusa per Covid 19 e sul rischio sfratto.

Con riferimento all’oggetto, si formula la presente nell’interesse della Demar S.r.l. Unipersonale, proprietaria dell’immobile già locato alla A.S.D. California Fimess Club di Giuliani Michele, per rettificare quanto pubblicato nell’articolo in epigrafe. Difatti, a differenza di quanto sembrerebbe desumersi dal summenzionato articolo, l’intimazione di sfratto per morosità non ha inerito soltanto i canoni relativi al periodo di emergenza Covid-19, bensì anche una maturata morosità pregressa, sicché non può non rilevarsi la strumentalità della fornita ricostruzione dei fatti.

Fermo quanto sopra, volgendo uno sguardo al quadro generale, si coglie l’occasione per osservare che l’attuale situazione di emergenza pone notevoli problemi a tutte le categorie di lavoratori, ivi inclusi non soio i conduttori che gestiscono le attività, ma gli stessi locatori degli immobili, i quali continuano a rendere, nel rispetto del rapporto sinallagmatico tra le parti, la loro prestazione, benché le facoltà di godimento del bene da parte del conduttore risultino momentaneamente affievolite.

Nell’attuale quadro emergenziale, anche i locatori costituiscono una parte lesa quando vedono spesso ridursi, se non addirittura sospendere del tutto, il versamento dei canoni a loro dovuti in forza di contratto, senza che tale perdita economica venga compensata dal Governo, il quale ad oggi (al netto dell’applicazione dell’art. 28 del Decreto Rilancio, che comunque reca una disposizione a favore del conduttore) non ha previsto tutele concrete per risarcire i danni da questi patiti, si ricorda, per causa ad essi non imputabile. A ciò si aggiunga, infine, l’impossibilità di procedere, anche in caso di ottenimento dello sfratto nei confronti del conduttore moroso, alla esecuzione dello stesso fino alla data del 31 dicembre 2020, come disposto, in virtù di emendamento inserito in sede di conversione in legge, dal Decreto “Rilancio” (Dl. n. 34/2020 convertito in Legge n. 77/2020) all’articolo 17bis, che ha per l’appunto prorogato il termine inizialmente fissato al 31 agosto 2020.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di precisazione dell’avvocato Arianna Maria Di Pietro per conto della Demar srl Unipersonale.