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Screening Covid 19 L’Aquila: drive in e 30 sedi dove fare i test

Screening Covid 19 L'Aquila, l'intervista al dottor Pierluigi Cosenza: "Importante farlo. Uno strumento fondamentale adesso per evitare nuovi focolai".

Screening di massa sulla popolazione anche a L’Aquila, drive in e 30 sedi per fare i test.

Si parte venerdì 4 dicembre e si finirà domenica 7. Ad oggi sono circa 88 i positivi asintomatici risultati dagli oltre 18 mila tamponi fatti nei comuni dell’Aquilano e frazioni afferenti.

Per quanto riguarda gli screening nel capoluogo verranno utilizzate come sedi non solo i drive in mobili ma anche diversi immobili. Si è parlato dell’Auditorium del Parco, la ex di Caritas di Roio, le palestre delle scuole superiori, che verranno utilizzate durante il fine settimana.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha sottolineato la necessità di coprire anche tutte le frazioni e di effettuare un tampone molecare di verifica al termine della quarantena, per coloro che dovessero risultare positivi al test rapido.

L’appello di istituzioni e sanità è che la partecipazione sia massima e diffusa. Dopo il post del professore Franco Marinangeli, primario di Terapia Intensiva al San Salvatore che invita la popolazione a fare il test, anche il dottore Pierluigi Cosenza, commissario straordinario dell’agenzia regionale sanitaria, membro del comitato tecnico scientifico regionale, coordinatore del comitato regionale per le emergenze e membro unità di crisi di Marsilio, è dello stesso avviso.

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“Stiamo andando avanti con uno screening che coinvolge una popolazione selezionata per questo è importante che ci sia la massima partecipazione. È normale che le cifre siano basse perchè sono esclusi i minori di 5 anni, tutti gli operatori sanitari che già fanno tamponi costanti e chi sta nelle strutture”, spiega Cosenza al Capoluogo.

“Ciò non toglie che anche se i numeri saranno bassi, trovare comunque persone asintomatiche che potrebbero comunque essere veicolo di contagio è importantissimo per arginare questa ondata e soprattutto evitare l’insorgere di nuovi focolai”.