Qualità della vita, i punti di forza dell’Aquila: sicurezza e sistema salute

Qualità della vita, i punti di forza e le criticità per L'Aquila. L'analisi della classifica di ItaliaOggi.

Classifica sulla qualità della vita, i punti di forza e le criticità per L’Aquila.

L’Aquila passa dalla 48ª alla 22ª posizione della classifica di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. Con il suo 22° posto, L’Aquila guida la classifica dei capoluoghi di provincia d’Abruzzo, seguita da Chieti, che dal 63° posto del 2019 sale al 56°. A seguire, Teramo, che scende dal 54° al 57° posto. Chiude la classifica abruzzese Pescara, che dal 74° posto del 2019 si ritrova all’81°. Ma quali sono i punti di forza e le criticità che hanno determinato la classifica?

Qualità della vita a L’Aquila, i punti di forza.

Dei nove indicatori presenti in classifica, sono 4 quelli che hanno fatto fare il salto di qualità a L’Aquila, a partire dall’indicatore relativo a reati e sicurezza. Su quattro fasce (Buona, accettabile, scarsa, insufficiente), L’Aquila si posiziona nella prima, confermando la 25ª posizione dell’anno scorso. Salto in avanti per quanto riguarda la sicurezza sociale, con una 12ª posizione rispetto alla 56ª dell’anno scorso. Buone notizie anche dal sistema salute, con L’Aquila in fascia 1 (Buona) che sale dalla 11ª alla 10ª posizione. In fascia 2 (accettabile), ma comunque in ascesa anche per quanto riguarda il settore Istruzione e formazione (dalla posizione 61 alla 51).

“Il nostro territorio – ha commentato a riguardo il sindaco Pierluigi Biondi – è individuato come tra i migliori in Italia per qualità della vita. Tanti gli indicatori presi in considerazione: ambiente, affari e lavoro, sicurezza sociale, reati e sicurezza, istruzione e formazione, popolazione, tempo libero, reddito e ricchezza e salute. È una conquista di tutti gli aquilani e di tutte le istituzioni impegnate al servizio del territorio”.

Purtroppo però non tutti gli ambiti indagati dalla classifica hanno dato risultati positivi.

Qualità della vita a L’Aquila, le criticità.

Se sicurezza, istruzione e sistema salute hanno fatto guadagnare punti alla classifica dell’Aquila sulla qualità della vita, da registrare anche qualche criticità. Il dato più preoccupante è quello relativo all’ambiente, per il quale L’Aquila si ritrova in terza fascia, ad una sola posizione dalla quarta, con uno scivolone dalle 33ª alla 77ª posizione. In discesa anche l’ambito affari e lavoro (terza fascia, dalla 65ª alla 67ª posizione), popolazione (terza fascia, dalla posizione 63 alla 78) e reddito e ricchezza (terza fascia, da 64 a 68). Terza fascia, in 60ª posizione, per il tempo libero, un nuovo indicatore per cui non è possibile fare raffronti con l’anno scorso.

Indagine Italia Oggi, il sindaco Biondi: “Risultato che premia il lavoro svolto, nonostante la pandemia”

“La provincia dell’Aquila, nel 2020, anno segnato dalla pandemia da Covid 19, passa, per qualità della vita, dal 48esimo al 22esimo posto su base nazionale e guadagna posizioni anche in altri significativi ambiti. Un risultato che, nonostante il momento di difficoltà, premia il lavoro delle istituzioni sul territorio”. 

È quanto ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, alla luce dei risultati dell’indagine svolta dal quotidiano ItaliaOggi e dall’Università di Roma La Sapienza analizzando gli indicatori ambiente, affari e lavoro, sicurezza sociale, reati e sicurezza, istruzione e formazione, popolazione, tempo libero, reddito e ricchezza e salute.

“Risultati importanti, – ha aggiunto Biondi – considerato anche il fatto che il nostro territorio, oltre a fronteggiare l’emergenza legata alla pandemia da Covid, è tuttora impegnato nel processo di ricostruzione post sisma. Registrare un miglioramento della qualità della vita e degli indicatori legati al reddito e all’istruzione, in questa fase così complessa e delicata, dunque, significa constatare il raggiungimento di un obiettivo, primario e prioritario per l’amministrazione, al quale lavoriamo alacremente, ogni giorno, attraverso progettualità strategiche, interventi mirati e scelte condivise”.

“Il tutto dialogando anche con gli altri attori istituzionali del territorio, così da ridurre il gap tra aree diverse e poter guardare al futuro da una posizione che, su base nazionale, premia indubbiamente la nostra provincia rispetto a fattori determinanti che finora, dobbiamo ricordare, sono stati appannaggio delle aree del nord del Paese”.