Vaccini antinfluenzali, medici in rivolta: non possiamo scegliere chi vaccinare e chi no

Mancano i vaccini antinfluenzali, i medici di famiglia protestano: "Non possiamo scegliere chi vaccinare e chi no, è una violenza morale".

L’AQUILA – Mancano i vaccini antinfluenzali, i medici di famiglia protestano: “Non possiamo scegliere chi vaccinare e chi no, è una violenza morale”.

Solo il 70% degli ultra 65enni in Abruzzo al momento ha la sicurezza di potersi vaccinare, un dato che stona con l’abbassamento della soglia anche tra le persone tra i 60 e i 64 anni previsto quest’anno a causa dell’emergenza Covid 19. Ma non solo la nuova fascia si ritrova a fronteggiare la scarsità dei vaccini, perfino gli ultra 65enni non hanno il vaccino assicurato. È quanto emerge da una nota inviata dal Dipartimento di Prevenzione ai medici di famiglia.

“Ci eravamo resi disponibili – spiega a IlCapoluogo.it il dottor Vito Albano, medico di famiglia e Segretario Provinciale della FIMMG – a vaccinare non solo gli ultra 65enni, ma anche le persone tra i 60 e 64 anni, mentre l’azienda si sarebbe occupata dei più giovani. In realtà abbiamo ricevuto un numero di vaccini insufficiente finora e ci è stato detto tramite mail che da oggi sarebbe iniziata l’ulteriore distribuzione, tenendo però presente che avremmo potuto coprire solo 70% degli ultra 65enni. Ci troviamo in difficoltà, per cui adesso un medico di famiglia sarà costretto a operare una selezione e dovrà dire al 30% dei suoi assistiti ultra 65enni che non potranno avere il vaccino. Per un medico è una violenza morale che comporta anche problemi di fiducia nel rapporto medico/paziente. Non è chiaro se chi rimane fuori sarà vaccinato dal Dipartimento di Prevenzione, ma sta di fatto che quest’anno ci ritroviamo in condizioni peggiori rispetto all’anno scorso, nonostante si sapesse dall’inizio che ci sarebbe stata una richiesta più alta e i medici di base abbiamo lanciato l’allarme già dalla scorsa primavera affinché i vaccini fossero presi in anticipo e in numero maggiore”.

Da qui le rimostranze di alcuni medici di base, che questa mattina hanno espresso il loro disagio rispetto a questa situazione presso gli uffici di Collemaggio.