Gran Sasso, climb and fly dal Corno Piccolo: l’impresa spettacolare di Stefano Ragazzo foto

Arrampicarsi sulla parete est del Corno Piccolo per poi riscendere, volando, in parapendio: impresa mozzafiato quella portata a termine qualche settimana fa da Stefano Ragazzo, 29enne guida alpina delle Dolomiti. Il video

Arrampicarsi sulla parete est del Corno Piccolo per poi riscendere, volando, in parapendio: impresa mozzafiato quella portata a termine qualche settimana fa da Stefano Ragazzo, 29enne guida alpina delle Dolomiti.

Partenza all’alba, con il sole che sorge e illumina le cime del Gran Sasso. Poi il sentiero che si fa sempre più stretto, per arrivare ad arrampicarsi lungo le lisce placche della parete est del Corno Piccolo, lungo la classica via Di Federico – De Luca che sbuca diretta in cima al Corno. Una salita da brividi e una discesa tutta da godere nel video.

corno piccolo montagna - stefano ragazzo scala parete est corno piccolo

Questa attività sportiva si chiama “climb and fly”: di cosa si tratta lo spiega proprio Stefano Ragazzo al Capoluogo

“Il climb and fly è una disciplina legata al parapendio ed all’hike and fly, cioè raggiungere il punto di decollo con le proprie gambe e non con l’aiuto di impianti di risalita o in auto come è solito fare. Nel climb and fly inoltre, come suggerisce la parola, si prova a raggiungere il punto di decollo arrampicando su una parete di roccia: quindi le difficoltà sono legate sia a dover arrampicare con tutto il materiale necessario per il volo all’interno dello zaino e sia dal punto di decollo non sempre comodo e sicuro

stefano ragazzo

Classe 1991, Stefano Ragazzo è innamorato della montagna: a 25 anni decide di lasciare il suo lavoro da impiegato e fare della montagna la sua vita. Supera le selezioni per aspirante guida alpina e parte per la Patagonia. Da lì, batte palmo a palmo Monte Bianco e Dolomiti per approdare poi, nel novembre di quest’anno, sul Corno Piccolo.

Una azione studiata a lungo da Ragazzo che, per riuscire a realizzare questo tipo di salita, ha chiesto aiuto e informazioni alle guide alpine Domenico Totani e Silvia Loreggian.

“L’andare in montagna è stato per me una medicina” dice Ragazzo. “Credo che ognuno possa trovare il giusto equilibrio immerso nella bellezza della natura selvaggia, prestando sempre attenzione alla salvaguardia di questo patrimonio così che le generazioni future ne possano usufruire in egual maniera”