Sisma L’Aquila, si chiudono i processi civili

Sisma 6 aprile, si chiudono le cause civili. Si tratta dei processi per i crolli della Casa dello Studente e nei confronti di Bernardo De Bernardinis per la morte della giovane Ilaria Rambaldi.

Si avviano a conclusione i processi civili successivi al sisma del 6 aprile 2009.

Si tratta in particolare di due dei più importanti filoni scaturiti dal sisma del 6 aprile: il processo per il crollo della Casa dello Studente e il secondo proposto nei confronti di Bernardo De Bernardinis, all’epoca vicecapo della Protezione civile, per le comunicazioni rassicuranti in concomitanza della riunione della Commissione Grandi Rischi.

La pandemia non ha impedito quindi il prosieguo delle udienze. Infatti, presso il Tribunale civile dell’Aquila, il giudice Monica Croci ha disposto la possibilità, come da protocollo, di celebrarle con il procedimento telematico.

Sia il procedimento per la Casa dello Studente che quello per Bernardo De Bernardinis sono stati proposti dagli avvocati di parte civile, Wania Della Vigna e Guido De Luca, del Foro di Teramo.

In entrambi i processi civili, i due legali hanno inserito le consulenze di parte dei periti indicati in sede penale dai Pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio che hanno seguito la maxi inchiesta sui 220 edifici crollati o gravemente lesionati: l’ingegnere Antonello Salvatori, l’architetto Margherita Aledda, il sismologo Luis Decanini e la super perizia della professoressa Gabriella Mulas.

Per quanto riguarda il crollo della Casa dello Studente che costò la vita a 8 ragazzi la notte del 6 aprile 2009, il processo è incentrato sull’istanza risarcitoria proposta dai congiunti dello studente universitario Davide Centofanti, nei confronti della Regione Abruzzo, proprietaria dell’edificio, e dell’Adsu custode dell’edificio.

Il Tribunale nel 2018 ha già emesso una sentenza che ha condannato la Regione Abruzzo e l’Adsu, entrambi ritenuti responsabili del crollo e di conseguenza della morte del giovane israeliano Hussein Hamade detto “Michelone”, con diritto al risarcimento per i più stretti congiunti. Ci sono collegate anche diverse cause per i ragazzi sopravvissuti sotto le macerie.

Processi sisma 6 aprile, la morte della giovane Ilaria Rambaldi

Per quanto riguarda l’altra vicenda giudiziaria legata al sisma del 6 aprile e che è arrivata praticamente a compimento nella fase istruttoria, fa riferimento alla morte della giovane studentessa Ilaria Rambaldi. Controparte Bernardo De Bernardinis e la Presidenza del Consiglio dei ministri.

I testimoni, tra cui la coinquilina della giovane, hanno ricostruito gli ultimi giorni della vita di Ilaria.

La ragazza a quanto pare si era sentita rassicurata a tal punto che non era andata via dall’edificio dove abitava in via Campo di Fossa e dove poi ha trovato la morte la notte del sisma.

Ilaria Rambaldi era una studentessa di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università dell’Aquila, originaria di Lanciano. Insieme a lei, nel crollo dell’edificio di via Campo di Fossa è morto anche il fidanzato Paolo Verzilli, studente di Ingegneria Edile presso lo stesso ateneo. Paolo, originario di Isola del Gran Sasso, non viveva a L’Aquila, era pendolare e quella sera si era trovato in città per fare compagnia alla fidanzata.

Premio ‘Ilaria Rambaldi', i vincitori

Ilaria Rambaldi

La coinquilina di Ilaria, Valeria Esposito, che dormiva nella stanza accanto, è stata estratta viva dalle macerie dopo 21 ore dal terremoto.

“Durante lo sciame sismico – ha raccontato Valeria durante una delle udienze – eravamo solite uscire; avevano preparato una borsa per scappare dove ad esempio io stessa avevo messo dentro la penna usb con tesi, facevamo un back-up quotidiano del computer. Ma dopo la riunione della Commissione Grandi Rischi abbiamo abbassato la guardia. C’era rimasta impressa la battuta del ‘bicchiere di vino’ del De Bernardinis“.