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Rete di mobilità d’emergenza a L’Aquila, 20 km di pista ciclabile

20 km di piste ciclabili: nasce a L'Aquila la Rete di Mobilità d'emergenza. Un'alternativa agli spostamenti anche per mantenere le distanze ed evitare la diffusione del contagio.

Rete di mobilità d’emergenza a L’Aquila, 20 km di pista ciclabile in alternativa all’uso dell’automobile.

“Rete di mobilità d’emergenza”, è un progetto nato a L’Aquila, volutamente in piena pandemia, per incentivare all’uso delle due ruote, un’alternativa sicuramente più sicura ai mezzi pubblici per evitare la diffusione del contagio.

ciclovia l'aquila

Il progetto è stato presentato in video conferenza. Erano presenti il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’ingegnere Eleonora Laurini, che ha ideato il progetto e l’assessore comunale alla Mobilità, Carla Mannetti.

Le due ruote, con la pandemia, stanno avendo un loro momento “d’oro” anche in virtù del bonus bici del Governo. Non solo bici classiche ma anche monopattini elettrici e soprattutto bici a pedalata assistita.

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Anche L’Aquila sta al passo e recentemente il Comune ha rifinanziato il plafond con circa 100 mila euro per il contributo sull’acquisto delle e-bike, portando la soglia a 500 euro.

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“La rete sarà finanziata – ha spiegato l’assessore Mannetti – con le le risorse del decreto Ciclovie per circa 246 mila euro”.

Il decreto ciclovie è stato approvato su iniziativa del Ministero dei Trasporti. Sono 137 milioni di euro i fondi che il Governo ha stanziato per gli enti locali, finalizzati alla progettazione e realizzazione di ciclovie urbane.

I lavori, meteo e pandemia permettendo dovrebbero finire entro la primavera prossima. Una volta conclusa l’emergenza Covid 19 il Comune dell’Aquila ha inoltre intenzione di smantellare la rete e organizzate le piste ciclabili definitiva.

“Con questo progetto la città potrà adattarsi alle nuove abitudini conseguenti all’emergenza Covid – ha detto il sindaco – ad oggi sono circa 1000 le persone che hanno risposto al bando per l’acquisto delle e-bike. Ora ci servono le infrastrutture”.

“I 20 km di pista ciclabile – ha spiegato l’ingegnere Eleonora Laurini – saranno non proprio una pista a tutti gli effetti ma una sorta di corridoio per la mobilità alternativa che si snoderà lungo le direttrici urbane principali realizzato a partire da un documento di Bikenomist”.

ciclovia l'aquila

La Bikenomist è un’azienda con sede a milano che si occupa di mobilità su 2 ruote.

“Per il tracciato abbiamo tenuto conto dei punti in città dove il traffico spesso si congestiona, ovvero Colle Sapone, le statali 17 e 80 e via XX Settembre. In bici si potrà quindi andare a scuola o a lavoro”.

Il circuito andrà dal Terminal di Collemaggio fino a Coppito e verranno tracciate sull’asfalto delle linee gialle per ciascun senso di marcia. Su via XX Settembre inoltre ci sarà anche un percorso secondario che porterà fino a Colle Sapone passando dal centro storico.

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Un milione e mezzo di euro all’Abruzzo dal MIT per la mobilità ciclistica

Abruzzo sempre più a 2 ruote: è stato infatti pubblicato nella giornata di sabato 10 ottobre (Serie generale della Gazzetta Ufficiale n. 251), il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 12 agosto 2020, dal titolo, “Risorse destinate a ciclovie urbane”.

Si tratta in effetti di un decreto di riparto di oltre 137 milioni di euro, di cui 51 per l’anno 2020 e quasi 86 per il 2021, destinate alla progettazione e realizzazione di ciclostazioni e corsie ciclabili, a seguito delle misure adottate per limitare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Alla Regione Abruzzo sono riservati quasi un milione e mezzo di euro così suddivisi: L’Aquila 246.500 euro, Pescara 423.000 euro, Teramo 192.800 euro, Montesilvano 192.500 euro, Chieti 179.700 euro.

Il riparto è stato effettuato in base alle seguenti categorie: città metropolitane, comuni capoluogo di città metropolitana, comuni capoluogo di regione o di provincia, comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti. Pescara spunta una ulteriore premialità di 250 mila euro (quindi 670 mila) in quanto dotato di un PUMS, ancorché solo adottato.

Gli interventi da realizzare “dovranno essere coerenti con gli aspetti di programmazione regionale, con i Piani urbani per la mobilità sostenibile (Pums) e i Piani urbani della mobilità ciclistica denominati biciplan, qualora adottati, al fine di far fronte all’incremento elevato della medesima mobilità”. Ad oggi solo il Comune di Montesilvano ha un Biciplan, adottato