Covid 19, “Teniamo aperte le scuole”: i genitori si dividono

Emergenza Covid 19 e scuole, i genitori si dividono: "Tenetele aperte. Unico baluardo per far avere ai ragazzi una vita normale".

“Teniamo aperte le scuole, sono posti sicuri”. I genitori aquilani si dividono e se da una parte c’è chi chiede la chiusura, altri non reputano necessario tenere i figli a casa.

Il Capoluogo ha raccolto anche la voce di quei genitori che non chiedono la chiusura delle scuole, anzi: “In questo momento – dicono – pensiamo davvero che sia, con le dovute attenzioni, l’unico luogo sicuro”.

A differenza della prima ondata di Covid 19, da settembre a oggi i contagi non hanno risparmiato i più piccoli e, a prescindere dalle chiusure imposte dal passaggio per l’Abruzzo da zona arancione a rossa, sono diversi i plessi chiusi nei giorni scorsi a causa di una serie di positività riscontrate tra docenti, alunni e operatori scolastici, come nel caso della primaria del Torrione. 

Covid 19 L’Aquila, chiuse le scuole del Torrione

 

“Le scuole possono rimanere aperte per una serie di motivazioni, innanzitutto sono state messe totalmente in sicurezza dal Governo e dal Cts che hanno messo a punto un protocollo talmente rigido proprio per affrontare gli eventuali contagi in classe”, è il pensiero di un gruppo di genitori sentiti dal Capoluogo.

“Se un bambino risulta positivo a scuola,  vengono messe in campo tutte le misure per evitare un focolaio. È un protocollo che vale per tutti e utilizzato da ogni scuola di ordine e grado. Non solo, a parte qualche eccezione all’interno della regione Abruzzo, nell’Aquilano, non ci sono focolai riconducibili alla scuola. Tutti i contatti vengono dall’esterno, a maggior ragione adesso che siamo in zona rossa”.

“Il Covid non lo prendono in classe ma è riconducibile a tutte le abitudini che si portano avanti all’esterno!“.

Per qualcuno, l’unico collegamento tra Covid 19 e contagi nelle scuole è legato ai trasporti: “Scuolabus e autobus cittadini sono stati sovraffollati dalla prima campanella, non hanno pensato a potenziare in nessun modo le corse“.

La questione trasporti è stata molto discussa a proposito degli assembramenti sui mezzi pubblici che hanno visto notevolmente aumentare il numero degli utenti con la riapertura delle scuole.

“Sarebbe bastato che le istituzioni competenti avessero sistemato la situazione aggiungendo per esempio i mezzi pubblici di quelle compagnie che in città lavorano con il turismo e che sono ferme da mesi. Avremmo fatto lavorare più persone e non ci sarebbero stati problemi”.

Scuole aperte: “Unico antidoto per sopravvivere al virus”

“Con la chiusura delle scuole – dice una mamma – si fa un danno gravissimo ai bambini e agli adolescenti. Parliamo non solo dell’alfabetizzazione nelle prime classi della primaria e di apprendimento e consolidamento delle conoscenze negli anni successivi”.

“Il problema reale non è la dispersione scolastica ma tutte le conseguenze negative psicologiche e sociali sui nostri ragazzi”, è il pensiero che il Capoluogo ha raccolto da un gruppo di docenti aquilani.

La dad crea disuguaglianza – chiarisce un genitore – soprattutto nell’Aquilano dove alla base ci sono problemi di connessione e non tutti riescono a collegarsi allo stesso modo”.

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“Vogliamo poi parlare del tessuto relazionale dei nostri figli? La scuola forma e nel momento in cui non c’è altro con palestre chiuse, catechismo, scout e tutte quelle attività extra, è rimasto l’unico luogo dove possono incontrarsi ‘realmente’ e non dietro uno schermo“.

“La scuola non è un parcheggio e chi lo dice sa di essere in malafede: dove sta tutta questa pericolosità? L’esempio della Campania è lampante: sono state chiuse le scuole a ottobre e i contagi non sono scesi”.