Ricostruzione, l’ex sindaco Cialente prosciolto dall’accusa di induzione indebita

L'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, prosciolto dall'accusa di induzione indebita nell'ambito della ricostruzione post sisma.

Sisma L’Aquila, Cialente prosciolto da induzione indebita. Ex sindaco accusato pressioni funzionario comunale su pagamenti.

L’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il funzionario comunale Fabrizio De Carolis sono stati prosciolti, con sentenza di non luogo a procedere, dal Gup del Tribunale dell’Aquila, Baldovino De Sensi, dall’accusa di induzione indebita.

La vicenda era relativa a presunte pressioni che il primo cittadino, in sella dal 2007 al 2017, avrebbe esercitato sul funzionario comunale De Carolis, difeso dall’avvocato Francesco Camerini, al fine di far ottenere alla impresa Palomar srl, il pagamento del terzo e quarto Sal maturato nella commessa sulla ricostruzione post terremoto 2009 del condominio Cappelli all’Aquila.

I fatti si sarebbero svolti il 20 febbraio nel 2015: secondo l’accusa, oggi decaduta definitivamente, Cialente avrebbe effettuato la forzatura anche in seguito alla segnalazione dell’ex presidente della Camera dei deputati, Luciano Violante. La difesa, esercitata dall’avvocato Carlo Benedetti, del foro dell’Aquila, ha invece dimostrato che i sal sono stati pagati senza forzatura alcuna e che la telefonata di Cialente non ha avuto quindi alcuna infuenza nei confonti del funzionario.

Si chiude oggi l’ultimo processo dell’era Cialente, il Sindaco della ricostruzione della Città dell’Aquila, l’uomo nelle cui mani sono passati circa 7 miliardi di euro. Con questa ultima sentenza si è ribadita, se mai ce ne fosse stato bisogno, il valore dell’uomo e del politico e della sua condotta politica e personale specchiatissima ed autorevole”, spiega l’avvocato Benedetti.