Carabinieri e 25 novembre, al fianco delle donne “prigioniere” del lockdown

25 novembre, Carabinieri e Fontana Luminosa si illuminano di arancione. "La pandemia ha reso le donne prigioniere. Episodi di violenza in aumento".

La Caserma dei Carabinieri e la Fontana Luminosa s’illuminano per 16 giorni di arancione contro la violenza sulle donne, con un’iniziativa promossa dal Soroptimist Club L’Aquila.

L’iniziativa celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’illuminazione arancione non è casuale, ma richiama allo slogan “Orange the World” ed è finalizzata alla promozione dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile, nell’impegno contro ogni forma di discriminazione e di violenza sulle donne.

Giornata contro la violenza sulle donne, riflettiamo

“Gli episodi di violenza ai danni delle donne, in particolare delle fasce deboli non conosce età o cultura, sono all’ordine del giorno e la nostra comunità non ne è immune”, ha detto il maggiore dei Carabinieri, Silvia Gobbini, durante la cerimonia di accensione.

“I Carabinieri sono e saranno costantemente vicini alle vittime di violenza, creando anche una rete di informazione, fondamentale. La violenza è conseguenza di una situazione di degrado quindi, la conoscenza dei diritti diventa fondamentale. L’Arma si sta integrando in questa rete multidisciplinare con le atre istituzioni in modo da poter combattere il fenomeno“.

“Il nostro invito è quello di rivolgersi al 112 per segnalare ogni tipo di violenza”, ha concluso il maggiore Gobbini.

“È importante che sia illuminata proprio la Caserma dei Carabinieri, simbolo e primo luogo di tutela per le donne maltrattate”, ha detto il presidente di Soroptimist L’Aquila, Francesca Pompa.

Il presidente ha sottolineato come, dall’inizio della pandemia a marzo, “Il fenomeno della violenza sulle donne abbia fatto registrare numeri impressionanti. Il primo lockdown è stato decisivo. Sono state registrate percentuali raccapriccianti per quanto riguarda le chiamate ai centri anti violenza”.

“Il lockdown ha fatto esplodere le tensioni dovute a tutti i fenomeni della precarietà del lavoro, situazioni  che si sono ripercosse gravemente sulle donne. Una violenza che non conosce età e si esprime su tutte le fasce soprattutto le persone anziane che non vengono mai considerate”, ha concluso.