Sos pc, l’odissea di un genitore alle prese con i problemi della dad

Pc e dad a distanza: l'odissea di un genitore aquilano con 3 figli a casa. Il bonus pc non arriva e nonostante l'Isee basso ha dovuto anticipare la spesa, "per garantire un futuro ai miei ragazzi".

L’esordio della dad e la necessità di pc e tablet per rimanere al passo con la scuola continuano a essere un’odissea per molti genitori.

Sono numerose le segnalazioni giunte in redazione perché i problemi sono molteplici: la connessione, innanzitutto, che non arriva dappertutto e che crea non poche difficoltà soprattutto nell’hintrland aquilano. E poi c’è il problema dei pc e tablet per tutti.

Sono spese che non tutte le famiglie, soprattutto se numerose, riescono a sostenere. Come il caso di un genitore aquilano che ha raccontato la sua odissea personale per riuscire a dotare i suoi 3 figli degli strumenti utili a seguire la dad.

La prima cosa fatta da questo genitore è stata quella di richiedere il bonus pc.

Bonus PC, 500 euro con Isee e 200 euro per tutte le famiglie: la guida

“Siamo una famiglia modesta che sta facendo studiare i figli con estremo sacrifico ma tanta buona volontà – spiega il genitore al Capoluogo -. Appena aperti i termini per il bonus pc ho fatto subito richiesta. Ho 3 figli a scuola, 2 alla primaria e uno alle superiori e un Isee familiare che si aggira intorno ai 5 mila euro l’anno. Voglio quindi che i miei figli possano studiare il più possibile in modo da avere le stesse possibilità di tutti”.

Possibilità che si sono scontrate non solo con una dad non a portata di tutti ma con una burocrazia, come al solito, molto lenta.

“Dal 9 novembre a oggi non sappiamo ancora quando e se arriverà questo bonus. Allora abbiamo pensato al piano B: ci siamo rivolti alla scuola superiore frequentata da mio figlio che ha già acquistato 200 pc che non può consegnare per un problema burocratico esterno alla scuola”.

Il dato di fatto è che  fino a qualche giorno fa il figlio che frequenta le superiori e che quindi ha la scuola chiusa da settimane per via del Covid 19, non può ancora seguire le lezioni con la dad.

“Stava rimanendo indietro e noi non sapevamo più come fare: allora siamo andati alla Tim, dove è possibile avere un pc in comodato d’uso pagando solo il canone del wifi. Il gestore però non può ottemperare alla nostra richiesta prima della metà di dicembre”.

“Morale della favola: ho comprato un pc per mio figlio. Abbiamo preso un computer buono e molto costoso che nel bilancio della nostra famiglia pesa ma cosa potevamo fare? Aspettare la scuola, la Tim o il bonus che non sappiamo quando e se arriverà? Nel frattempo, chi aiuta mio figlio a rimettersi in pari? Parliamo di necessità di chiudere le scuole: ma lo sanno che le famiglie non hanno in tanti casi gli strumenti per sostenere questi ragazzi?“.

“Andrà a finire che, almeno per Natale, forse avremo i pc per tutti i 3: ma che fatica è stata!”.

“Siamo in piena pandemia ma loro sono la forza lavoro del domani, hanno perso mesi di scuola e mio figlio in particolare è rimasto indietro perchè si, nel 2020, nell’era del digitale, non tutti si possono permettere dispositivi per tutta la famiglia e prima di poterlo comprare abbiamo dovuto risparmiare ogni mese”.

“Per carità, i sacrifici si fanno e anche volentieri se serve per farli studiare e migliorare però da parte dello stato e delle istituzioni ci deve essere un sostegno adeguato e soprattutto nei tempi giusti. Noi, che siamo le famiglie che stanno dietro a questi ragazzi non siamo stati presi in considerazione: il bicchiere d’acqua serve quando abbiamo sete, non dopo“.