Dolci Aveja, il torrone aquilano artigianale secondo l’antica ricetta

Scopriamo insieme i segreti del torrone aquilano, firmato Dolci Aveja, il laboratorio di dolci immerso nel cuore dell'Aquila.

Sta per arrivare nelle nostre case, sulle nostre tavole e dentro le nostre pance mai sazie, soprattutto a Natale. Il torrone aquilano di Dolci Aveja, eccellenza dolciaria tutta abruzzese, profuma già di quel sapore artigianale, frutto di un’antica tradizione mai dimenticata.

Scopriamo insieme i segreti del torrone aquilano, firmato Dolci Aveja, il laboratorio di dolci immerso nel cuore dell’Aquila

Dai biscotti alla genziana, fino al torrone aquilano. La realtà di dolci e liquori ha portato avanti una scommessa, tradotta in un prodotto apprezzato in Italia e all’estero. Il torrone aquilano firmato Aveja nasce nel post-sisma, dal desiderio e dalla necessità di aquilanità. Più L’Aquila in mezzo a tanto dolore e alla voglia di rimettersi in piedi.

“Nel 2010 – spiega Teresa Spagnoli – dopo il terremoto, si è venuta a creare una grande richiesta di aquilanità. E il torrone aquilano racchiude in sé tutta l’aquilanità possibile. Fu addirittura la Protezione Civile a sollecitarci: volevano un torrone aquilano dal marchio Aveja. Inizialmente ci sentivamo quasi impreparati…ma con coraggio abbiamo raccolto la sfida. Così mio marito Mariano è andato fin su in Piemonte a sostenere dei corsi. Da quel momento abbiamo frequentato assiduamente un maestro torronaio per apprendere la pratica della preparazione del prodotto”.

Il Capoluogo entra nel Laboratorio di Dolci Aveja, in punta di piedi, per riscoprire, una volta in più, una tradizione che a L’Aquila ha messo le radici, fino ad arrivare a conquistare l’Italia e numerosi paesi stranieri. Diverso e speciale, rispetto ai torroni classici.

Dopo gli incontri, l’idea di cimentarsi nell’antica ricetta lasciata dalla nonna di Mariano, che tuttavia la famiglia di Mariano non aveva mai sperimentato. Così, portata la ricetta in Piemonte, si è fatto un tentativo: il primo di tanti successi. Il primo torrone nato dalle mani di Mariano. ‘Questa ricetta è bilanciata alla perfezione, tanto che il torrone è veramente ben fatto’, fu il commento del mastro torronaio.

L’esempio di come queste ricette nascano da prodotti tipici della nostra zona e da una vera e propria cultura che le nostre nonne avevano sviluppato con grande amore.

Non è un caso se il torrone ha scritto la tradizione dell’Aquila “ormai da più di cento anni”, ricorda Teresa Spagnoli ai microfoni del Capoluogo. Un prodotto artigianale, di primissima qualità e a km zero: nocciole del territorio, uova, miele…ingredienti di produzione rigorosamente aquilana.

Et voilà! Il torrone aquilano è pronto?

“Non proprio – spiega ancora Teresa – il procedimento per fare il torrone è laborioso e complesso. Ma sicuramente il principale punto di forza della nostra tradizione è proprio la qualità delle materie prime, tutte aquilane. Si parte dal montare l’albume, fino poi ad aggiungere gli ingredienti più pregiati, le nocciole e il cioccolato. Ci vogliono anche tre o quattro ore per poter arrivare poi ad un prodotto perfettamente liquido e bollente, che poi, raffreddandosi naturalmente negli stampi, diventa come per magia, della morbidezza giusta, giusto al taglio e scioglievole in bocca. Fino a quel gusto unico che caratterizza il torrone aquilano da sempre. Noi abbiamo provato a posizionarci sulla scia di chi lo ha creato, personalizzando il torrone Aveja nella scelta delle materie prime, per farne una unicità. Una produzione piccola e limitata, ma seguita passo passo, fino alla tostatura delle nocciole nel forno. Un processo artigianale minuzioso”.

Non solo a Natale. Tutto l’anno è tempo di torrone aquilano. “Paesi come Germania o Stati Uniti, Inghilterra, Francia, non rispettano la stagionalità di un prodotto come il torrone. Spediamo i nostri prodotti tutto l’anno. Molto apprezzato è stato anche il torrone bianco. Del resto è semplice farlo arrivare oltreconfine, basta andare sul nostro sito e ordinarlo.”

Torrone aquilano, la ricetta di Mariano Calvisi

“Nella torroniera, il macchinario utilizzato per amalgamare gli ingredienti dell’impasto, si mescolano albumi montati, miele e poi verrà aggiunto sciroppo di zucchero. Solo successivamente cioccolato e nocciole. Nella torroniera l’impasto gira e gira, mentre si cuoce, anche per più di due ore. Cerchiamo di fare tutto in maniera assolutamente artigianale. Tutto parte dalla qualità delle materie utilizzate e dalla modalità di trattamento”, spiega Mariano Calvisi.

Una ricerca continua ma “noi cerchiamo sempre di utilizzare il miglior cioccolato, le migliori nocciole. Sono gli ingredienti che poi fanno il prodotto. Chi assaggia se ne accorge. 

Seguiamo il procedimento che porta al torrone, aspettando che lo sciroppo di zucchero arrivi a una temperatura di circa 127 gradi. Quindi viene versato nella torroni, dove continua ad essere amalgamato l’impasto di albumi e miele. Una preparazione “che precede l’aggiunta di cioccolato nel prodotto, la vera anima del torrone aquilano. Si passa, poi, appunto, ad aggiungere il cioccolato e l’impasto si colora mentre il cioccolato si distribuisce omogeneamente in tutto l’impasto”. Finito? Non prima della cascata di nocciole. 

La torroniera continua a girare. Quando l’impasto è omogeneo al punto giusto, è pronto per essere versato nelle teglie.

 

 

 

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