Borgo Sud, gli effetti del disamore nel libro di Donatella Di Pietrantonio

In Borgo Sud Donatella Di Pietrantonio riporta la sua Arminuta ormai adulta., raccontando le conseguenze del disamore e il rapporto emotivo con la sorella. L'intervista del Capoluogo.

“In Borgo Sud Adriana è come un vento, irrompe nella vita di sua sorella con la forza di una rivelazione. Sono state bambine riottose e complici, figlie di nessuna madre”.

Donatella Di Pietrantonio, la scrittrice abruzzese vincitrice del Campiello nel 2017, torna nelle librerie con “Borgo Sud”, un romanzo delicato, struggente, a tratti malinconico ma profondo, uno spin off dell’Arminuta.

“Borgo Sud” è un libro dalla potente carica emotiva, dove tornano i personaggi della storia di “colei che ritorna”, la bimba senza nome, l’io narrante che parla di sentimenti di abbandono e timore.

Tre anni fa, nel raccontare la storia dell’Arminuta, divenuto poi bestseller pubblicato in 27 Paesi e tradotto in 25 lingue, conquistò tutti raccontando di queste due sorelle così uguali e diverse allo stesso tempo, una diligente bambina desiderosa di sapere e di emanciparsi e l’altra più ribelle.

Oggi sono adulte e devono confrontarsi ancora con gli strappi della vita, le crepe annidate nei posti più impensabili, le voragini che rischiano di inghiottirci per sempre, ma allo stesso tempo, citando Leonard Cohen, “lasciano passare la luce”.

Ovviamente “Borgo Sud” parla anche d’Abruzzo: dalle campagne pescaresi dell’Arminuta questa volta la location è la riviera, quella zona di Pescara, rurale, abitata e fatta dai pescatori. C’è il mare, la sabbia, si sente quasi in “Borgo Sud” anche l’odore degli arrosticini.

Una terra che Donatella Di Pietrantonio, originaria di Arista e che vive a Penne dove lavora come dentista pediatrica, celebra in tutti i suoi romanzi, attraverso descrizioni di forte impatto, come accaduto in “Bella Mia“, romanzo che racconta il sisma del 6 aprile 2009, nella sua L’Aquila, la città dove ha vissuto da studentessa.

Sisma 2009, Di Pietrantonio: “Bella mia, poesia a L’Aquila tra le macerie”

La bimba dell’Arminuta, ancora senza nome, aveva lasciato la sua terra dopo anni adesso è costretta a tornarci, per ricongiungersi con la “pecora nera”, la testa calda, la scapestrata sorella Adriana che ancora una volta ne ha fatta una delle sue e la coinvolge in un viaggio a ritroso nel tempo e nelle emozioni.

Ci sarà anche un personaggio maschile determinante nella vita delle 2 sorelle, che interverrà in maniera strutturale nel loro legame.

C’è il matrimonio, il tradimento, c’è anche la sfera sessuale. Il libro, uscito lo scorso 3 novembre, è già un successo, nonostante tutte le restrizioni imposte dalla pandemia e il duro colpo che la situazione ha inferto al mondo intero della cultura.

La scrittrice dalla voce dolce e calma, che rispecchia lo stile della sua prosa, ha voluto raccontare anche al Capoluogo, l’evoluzione di quest’ultimo lavoro.

“Borgo Sud è una evoluzione; le mie 2 donne sono ormai adulte, ho raccontato come si attraversa la vita avendo alle spalle una storia come quella di queste due sorelle, quali sono le conseguenze delle scelte e nelle relazioni, di questo disamore che hanno patito nella famiglia di origine”, spiega Donatella Di Pietrantonio al Capoluogo.

“Ero decisa a far rivivere la vita di queste due donne dal momento che erano state separate durante l’infanzia e quegli anni insieme, quando si erano ritrovate erano stati così intensi e densi da farmi temere di dovermi fermare lì, con la prima narrazione”.

Ma il bisogno di riportarle sulla carta era prepotente: “Questi personaggi non mi davano pace e quindi a distanza di tempo ho ripreso a raccontare, spostandomi però con il punto di vista molto più avanti. Oggi, in Borgo Sud ci sono due donne adulte che si confrontano sulla vita”.

“Volevo far arrivare tutta la deprivazione affettiva che si soffre in certi contesti familiari definiti disfunzionali”. Il libro porta con sé una serie di domande: Che cosa diventano queste mancanze nella vita adulta? A quali scelte ci conducono? Come queste relazioni che non hanno funzionato si riflettono poi in quelle mature?”.

“Borgo sud è un luogo nuovo che non conoscevo ma volevo che la mia Adriana avesse un posto diverso per ampliare e cambiare orizzonti. Ho inserito personaggi nuovi, con cui rapportarsi. Volevo spostarla dall’Abruzzo interno dove è nata e cresciuta verso la costa e così ho fatto dei sopralluoghi e individuato questo quartiere che è, nello stesso tempo, un posto di mare ma anche un quartiere popolare, animato e colorato da una comunità di pescatori molto unita e solidale”.

In “Borgo Sud”, in un momento cruciale, torna anche il rapporto madre-figlia: “Ci sono gli spazi per dei riavvicinamenti, come accade spesso nelle relazioni, quando i ruoli si invertono e sono i genitori ad aver bisogno dell’aiuto dei figli. Quello allora può essere un momento, un’opportunità per ricomporre in qualche modo il rapporto”.

Anche nell’Arminuta c’è questo momento: la bambina e la madre biologica si ritrovano verso la fine della vita, resta molto il non detto, “non è che le persone cambino però ci si evolve e si può riuscire a dare un senso a quello che è mancato”.

In “Borgo Sud” è presente e incisivo il tema del disamore, anche quello passato. Dove può portare una situazione di questo genere?

“La mia Adriana è una donna impulsiva, che si lancia quasi nel mondo e nelle situazioni sera esitazioni, senza pensare o dar peso alle conseguenze. Questa è una delle risposte ai vuoti affettivi orginari”.

La scrittrice ha pubblicato il suo libro sicuramente non nel periodo migliore: “D’Accordo con l’editore non ho voluto fare calcoli. È un periodo di grande difficoltà per il mondo della cultura. Pensiamo al teatro, alla musica dal vivo, al cinema che hanno difficoltà anche maggiori. Non ho voluto pensare alla convenienza e mi aspetto che il libro arrivi comunque”.

Donatella Di Pietrantonio

“Ho vissuto questo tempo della pandemia attenendomi alle regole e continuo a farlo anche adesso che si tratta di promuovere il libro che spero piaccia. Nel frattempo sto recuperando spazi e possibilità, per scrivere, per guardare qualche film e dedicarmi anche al riposo con la mia gatta e il cane”.