Vignette Charlie Hebdo su sisma Amatrice, Tribunale Parigi archivia denuncia

Charlie Hebdo e le vignette sul sisma di Amatrice, il Tribunale di Parigi dichiara irricevibile la denuncia. Il Comune aveva intentato una causa per diffamazione aggravata.

La denuncia presentata dalla città di Amatrice contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo il terremoto del 2016, è stata giudicata “irricevibile” dal tribunale di Parigi.

Il processo che si è concluso con un’archiviazione è cominciato a Parigi lo scorso 9 ottobre.

L’allora sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, aveva denunciato Charlie Hebdo per diffamazione e offese dopo la pubblicazione il 31 agosto 2016, quindi a pochi giorni dal terribile terremoto che distrusse il paese provocando 299 morti, di due vignette firmate ‘Felix’ in cui si mostravano e quasi sbeffeggiavano alcune vittime.

Nella prima vignetta, “Sisma all’italiana”, si vedevano tre vittime del terremoto definite come “penne al pomodoro”, “penne gratinate” e “lasagne”, tutti feriti o sepolti dalle macerie.

Il Comune di Amatrice aveva presentato la denuncia. Il legale incaricato, Mario Cicchetti, aveva parlato di “un oltraggio macabro, insensato e inconcepibile”.

“La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira’ e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Secondo l’avvocato, infatti, per le vignette non poteva valere il “diritto di critica nella forma della satira”.

Da parte sua, il giornale che si è sempre difeso invocando la libertà di espressione e di satira, proprio per una vignetta, fu colpito duramente da un attentato jihadista del 2015, in cui morirono 12 persone, tra cui il direttore Charb. Alla base dell’attentato una vignetta pubblicata sul profilo Twitter del periodico, su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico

Infatti, il direttore di Charlie, Riss, aveva così commentato la denuncia: “La morte è sempre un tabù, qualche volta bisogna anche trasgredirlo. Per noi e’ un disegno di humour nero come ne abbiamo sempre fatti, niente di particolare”.

Le vignette provocarono grande indignazione non solo in Italia ma in Europa, dopo la querela partita da Amatrice, il settimanale satirico francese venne denunciato anche in Francia, nel novembre successivo, per “ingiuria e diffamazione”.

L’ambasciata di Francia a Roma aveva specificato che “il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta in nulla la posizione della Francia”. 

La disegnatrice di Charlie, Coco, aveva replicato con un disegno, il 2 settembre, in cui una donna schiacciata sotto le macerie si rivolge agli italiani: “non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, e’ la mafia“.

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