Emiliano Marciani, Cabbia ricorda un caro amico

Nando Giammarini ricorda Emiliano Marciani a pochi giorni dalla sua scomparsa. Un cabbiese acquisito rimasto nel cuore dei suoi compaesani

Emiliano Marciani, Nando Giammarini ricorda un caro amico di terra reatina ma cabbiese acquisito.

Cabbia di Montereale non dimentica il compaesano acquisito, Emiliano Marciani originario di terra reatina di cui è stato un figlio rispettoso e laborioso, l’uomo dal volto limpido, lo sguardo bonario e di grande socialità che si è adoperato per il bene del paese ed è sempre prontamente intervenuto in aiuto di chi versava in condizioni di difficoltà.

Emiliano ci ha lasciati lo scorso 11 novembre.

Uomo molto noto, persona solare con la battuta sempre pronta. Sposato con una signora di Cabbia – Antonia di Paolantonio alla cui memoria rivolgo un pensiero e un saluto, deceduta lo scorso gennaio – si era talmente integrato nella nostra Comunità che ci aveva costruito casa e per lunghi anni oltre alle feste di Pasqua e Natale ci trascorreva le vacanze estive unitamente alla figlia Loriana, il genero Alessandro e l’amata nipotina Chiara. A tutti loro esprimo – a nome mio, della mia famiglia e di mio fratello gemello – le più sentite condoglianze.

La dipartita di una persona cara, essendo un evento luttuoso della vita, è un giorno denso di sentimenti ed emozioni contrastanti quali: dolore, tristezza, nostalgia che influiscono, e non poco, nello stato d’animo dei propri cari, dei suoi amici e di quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.

Un grande lavoratore, un meccanico di precisione dipendente della Lombardini a Rieti, cittadina in cui viveva con la famiglia, dove costruivano motori per motocoltivatori, e piccole macchine agricole. Uomo di grande umanità e di pronta battuta era noto per le sue uscite umoriste soprattutto in dialetto che lo rendevano unico e simpatico al contempo. Una volta tanti anni fa all’apertura di una stagione di caccia in montagna intorno alla nove i cani scovarono una lepre che passò a lui ma non la colpì poi a mio fratello, Nello, che la sbagliò anche lui e poi ad un nostro compagno di battuta, un medico.

In paese la sera intenti a conversare tranquillamente in piazza ed a commentare i fatti della giornata uno di noi, non ricordo esattamente chi fosse, gli disse: “Emilià come hai fatto a sbagliare la lepre…” Lui, tra lo stupore di tutti, nel suo fare caratteristico ed in dialetto rispose: “m’bè u medico l’ha corda…u professore l’ha corda”, il tutto si concluse con lo sfottò ed una risata generale. Altri ricordi, che fanno vivere in eterno le persone, si accavallano nella mente. Io ben rammento un’estate di tanti anni fa intorno agli anni 80 quando stavano costruendo casa ed avevamo necessità di effettuare delle operazioni di saldatura. Ciò era possibile solo al mattino presto poiché durante il giorno, essendo il paese pieno, tutti usavano la corrente elettrica e la tensione si abbassava per cui la saldatrice non riusciva a funzionare.

Egli per ben 8 mattine alle 04.00 venne puntualmente ad affatturare quella lavorazione che diversamente non sarebbe stata possibile. Uomo di grande socialità si era ben integrato nella nostra Comunità e tutti gli chiedevano pareri e consigli nei campi della meccanica di cui era un grande esperto.

Famoso un suo racconto di un giorno quando essendosi recato da un contadino per riparargli il trattore intervenne un fratello del proprietario che era da poco stato nominato frate.

Egli si limitò a salutare ed il fratello imbestialito alla sua vista esclamò: “do tinghi ji mandomà”… lui rispose candidamente, “a pregare”.

A quel punto l’ira funesta del contadino che rivolto al fratello disse: “Tenamo ji allo fieno se repara lu trattore che se pioe semo ruinati” e poi aggiunse con protervia: “te pozza sfiatà l’ostia”.

Emiliano raccontava questo episodio e via a una montagna di risate.

Insomma egli in vita è stata una grande persona che ha saputo dialogare con tutti, un uomo dotato di grande bontà, umiltà ed umanità che lo hanno reso la bella persona che tutti hanno conosciuto, amato, stimato.

Ricordandolo con affetto e commozione – come uomo di grande disponibilità verso il prossimo, riconosciutagli da tutti – lo saluto, con gli occhi pieni di lacrime e l’amicizia di sempre per cui vive eternamente nel mio cuore, dicendogli semplicemente : “ciao Emilià!!!”.