A24, l’inchiesta: viadotti corrosi e a rischio collasso

Inchiesta viadotti, la Procura della Repubblica passa alla lente d'ingrandimento la A24. Riscontrati pericoli e difformità in nove punti.

A24, viadotti corrosi e a rischio collasso. C’è anche questo nella maxi inchiesta della Procura della Repubblica sui viadotti delle autostrade abruzzesi.

Secondo l’accusa al posto degli interventi previsti dalle norme sarebbero stati posti apparecchi aggiuntivi o correttivi del danno.

Per questa inchiesta rischiano di finire sotto processo Carlo Toto, (azionista di maggioranza Toto Holding e dunque di Strada dei Parchi) Gianfranco Rapposelli, (amministratore delegato Infraengineering) Igino Lai (direttore generale di esercizio di Strada dei Parchi) e Cesare Ramadori (amministratore delegato di Strada dei Parchi), accusati a vario titolo di inadempimento di contratti dei pubbliche forniture, frode nelle pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Tra i punti contestati gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza urgente delle autostrade A24 ed A25 invocati per esigenze di adeguamento sismico che nella realtà sarebbero risultati semplici interventi di prevenzione del fenomeno della scalinatura degli impalcati, finanziati con denaro pubblico, secondo l’accusa risultati appunto apparecchi per tamponare il danno dall’omessa manutenzione ordinaria e dunque a carico di Strada dei Parchi.

I segni di pericolosità sono stati segnalati in nove viadotti: rampa svincolo Tornimparte; viadotto Fornaca zona Lucoli; Ponte S.R. 615 Monteluco; viadotto Raio (Fosso Vetoio); viadotto che si affaccia sulla Statale 17 interessato lo scorso anno dalla caduta di frammenti di cemento; viadotto che si affaccia su San Sisto; viadotto Vigne Basse (Tornimparte) ed infine Costa del Mulino, ad Assergi.

Secondo i consulenti della Procura, nella rampa di Tornimparte sarebbe stata ranche riscontrata una corrosione essa delle armature delle sezioni critiche delle pile, il distacco del calcestruzzo, la fuoriuscita delle barre dell’armatura con riduzione della sezione resistente delle pile e la corrosione integrale barre di armatura in testa alle pile in corrispondenza degli appoggi delle travi di impalcato.

Come riporta Il Messaggero, si tratta di una serie di anomalie gravi, che secondo l’accusa avrebbero potuto portare alla fuoriuscita dei veicoli per una serie di più fattori come ad esempio la corrosione delle armature o barre di armature, la corrosione e rottura degli apparecchi di appoggio, del distacco di acciaio corroso.