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Abruzzo verso Regione rossa, scuole chiuse e lockdown

Durissime restrizioni in Abruzzo per frenare il contagio da Covid19: lockdown per l'intera regione e chiusura delle scuole.

Da zona arancione a lockdown in meno di una settimana: nuove dure restrizioni in Abruzzo a partire da martedì e fino al 3 dicembre, visto il propagarsi del contagio da Covid19.

Ieri la giornata più nera: oltre 900 contagi e raggiunta la soglia d’allarme per quanto riguarda i posti letto in terapia intensiva. La zona arancione non basta più: da qui, la necessità di una stretta ancora maggiore, con le nuove restrizioni decise nel vertice dell’Unità di Crisi che si è tenuto nel pomeriggio di oggi.

L’ordinanza ufficiale – che chiarirà tutte le misure assunte e le nuove disposizioni – sarà firmata nella giornata di domani, ma la stretta è ritenuta necessaria per contenere il contagio da Covid 19.

Ad anticipare la decisione della Regione, un post su Facebook del vice presidente Emanuele Imprudente: “A volte si deve fare anche ciò che non si vuole fare, perché è giusto ed opportuno. Nessuno può sfuggire alle responsabilità, questi non sono momenti per fare giochi politici e propagandistici ma sono momenti in cui prendere posizione e anticipare scelte. L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura scuole”.

Ma è proprio il nodo scuole a dover essere ancora sciolto. In assenza, infatti, della firma di Marsilio si stanno rincorrendo le ipotesi.

Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri sottolinea come nelle zone rosse gli alunni fino alla prima media vadano in presenza. E ancora:

Si chiude dove serve .
Bisogna saper pesare le parole nei momenti difficili sapendo che chi non si espone e sta bello zitto mantiene la sua poltroncina ma ahimè io sono di un’altra pasta e visto che in questo mondo impazzito non si lascia modo di confrontarsi e si rilasciano dichiarazioni a carte non ancora firmate allora è giusto chiarirci un punto per volta , 1 : il dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell’infanzia fino alla 1 media devono restare aperte e così deve essere se ci sono zone dell’ Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo si chiudano li”

L’assessore aquilano Guido Liris fa trapelare che l’intenzione del Cts è quella di chiudere tutte le scuole ma che la giornata di lunedì sarà cruciale, visto che ci saranno incontri e confronti.

“Sul tema di possibili ulteriori restrizioni in Abruzzo alcuna decisione è stata ancora assunta. È in corso un’attenta valutazione che sarà completata nella giornata di domani attraverso l’interlocuzione con sindaci, amministratori, categorie, associazioni e parti sociali. È possibile, però, che la Regione decida di operare una stretta decisa per contenere il contagio da coronavirus che oggi sta provocando grandi difficoltà a ospedali e sistema sanitario, integrando le disposizioni già previste dalle norme nazionali con altre di carattere locale. Nel dettaglio il Comitato tecnico scientifico regionale, a maggioranza, ritiene che oltre alle misure già previste dalla “fascia rossa”, si debba procedere anche a una chiusura totale dell’attività scolastica, per ogni ordine e grado. L’obiettivo della Regione è anticipare i tempi rispetto a scelte nazionali che oggi appaiono inevitabili, in modo tale da contribuire alla tutela della salute pubblica e provare a garantire una ripartenza quanto più ampia possibile, soprattutto in vista del periodo natalizio”

Di fatto, bisognerà aspettare la giornata di lunedì per avere il quadro totale e completo delle restrizioni, soprattutto per quanto riguarda la questione scuole

Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi aveva chiesto una zona rossa ma “con ristori alle imprese e sostegno alle famiglie”.

A subire con maggiore violenza le conseguenze di questa seconda ondata le aree interne, in particolar modo L’Aquila ed Avezzano, con i rispettivi ospedali allo stremo.

“I dati descrivono un aumento importante e continuo: il virus sta circolando su tutto il territorio regionale in modo significativo. Preoccupano, in particolare, l’Aquilano e il Teramano, ma gli ultimi indicatori ci dicono che anche il Pescarese sta risalendo”.  Così ieri il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force sul coronavirus.

C’è una forte pressione sugli ospedali, che cominciano ad avere problemi – prosegue – non problemi seri, ma siamo in una situazione di criticità: i numeri sono elevati in tutti i presidi. Proprio per questo rinnovo l’invito ai cittadini affinché si rechino in pronto soccorso solo per problemi importanti ed urgenti”.

Solo una settimana fa il passaggio dell’Abruzzo in zona arancione: ma i dati dei contagi e l’andamento della curva soprattutto in determinate aree della regione hanno portato alla necessità di prendere ulteriori misure.