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Covid 19 Casa Serena, la denuncia degli operatori stremati

Casa Serena, Fontecchio, la denuncia sulla situazione del personale rimasto in servizio: "In turno da più di una settimana, h24. Siamo stremati e iniziamo ad avvertire sintomi". I responsabili: "Serve nuovo personale"

FONTECCHIO – Casa Serena, 6 operatori e un’infermiera in turno da giorni, h24, senza riposo e in attesa dei risultati dei tamponi.

Emergenza a Casa Serena, la struttura che ospita circa 40 ospiti a Fontecchio. Sono oltre dieci i positivi tra personale e ospiti: la struttura si ritrova così a corto di personale e gli operatori sono allo stremo. La denuncia: “Personale a pezzi, si lavora da giorni, senza poter tornare a casa. Ed ora alcuni operatori iniziano ad avvertire anche i primi sintomi di malessere. Chi dice che non sia Covid?”.

Alla redazione del Capoluogo la denuncia sulla situazione del personale di Casa Serena. Almeno quello rimasto in servizio, dopo le prime positività emerse e la relativa quarantena obbligatoria di altri lavoratori per contatti con casi positivi.

Sono rimasti in 7 in servizio, no stop. Sei operatori sanitari e un’infermiera. “Dall’esterno arrivano mascherine FFP2 e beni di prima necessità agli operatori, che vengono lasciati a lavorare, nonostante siano stremati e vorrebbero solo tornare a casa. Utilizzano sempre la stessa tuta, ogni giorno. Prigionieri di una situazione che sta sfuggendo al controllo dei responsabili. Perché sono costretti a riposare sulle sedie o su letti d’emergenza bardati, trovati chissà dove? Intorno a loro vedono alcuni degli ospiti che vengono ricoverati in ospedale, per l’insorgenza di problemi, e loro si ritrovano bloccati, terrorizzati dai primi sintomi. È giusto lavorare in queste condizioni? Non escludiamo la presentazione di un esposto in Procura“. Riferisce l’autore della denuncia alla redazione del Capoluogo.

Casa Serena, le precisazioni dei responsabili

Il personale è in servizio da giorni, poiché la situazione è emergenziale: abbiamo registrato quattro dipendenti positivi, oltre a quelli che sono stati posti in quarantena cautelativa. Sono rimaste 6/7 persone che portano avanti l’attività. Comprendiamo la stanchezza, ma cosa dobbiamo fare? Abbandonare i nostri ospiti in questa situazione? Siamo in difficoltà. Non riusciamo a trovare anche solo una persona che possa dare il cambio ai nostri dipendenti. Stiamo facendo il possibile”.

A parlare al Capoluogo è Alfonso Piccinini, il gestore della struttura Casa Serena.

Lunedì, assicura Piccinini, il personale della struttura farà i tampini privatamente a Dante Labs. Una decisione presa anche in considerazione dei ritardi dei tamponi effettuati dal personale Asl, di cui si attendono ancora i risultati. “Speriamo che arrivino buone notizie e che qualcuno dei nostri dipendenti possa già tornare al lavoro, perché negativo al Covid 19”.

Sulla mancanza di Dpi Piccinini precisa: “Non mancano i dispositivi di protezione, manca la gente!“.

Sulla situazione affrontata dagli operatori si è espressa anche la responsabile della struttura di Casa Serena. “Noi non abbiamo alcun bisogno di dispositivi. Il dottor Piccinini e la Protezione Civile ci hanno rifornito di tutto quanto fosse necessario. Abbiamo guanti, tute e mascherine. Quello di cui abbiamo urgente bisogno è personale”.

personale covid 19 dpi casa serena

“Soprattutto – continua la responsabile della struttura – mancano i tracciamenti e i risultati dei tamponi. Il 118 ci ha spiegato che se dovessero arrivare i risultati dei primi tamponi effettuati dalla Asl1 ormai sarebbero inutili, perché sono passati tanti di quei giorni in cui ospiti e personale sono stati inevitabilmente a contatto, chi dice che un paziente negativo oggi non possa essere positivo?”.

Le voci su mancanza di Dpi e di cibo sono maldicenze. I nostri operatori hanno tutto il materiale per proteggersi nell’ambito dell’attività lavorativa e in struttura abbiamo una cuoca che provvede al fabbisogno di tutti, ospiti e personale. A noi serve solo nuovo personale e anche subito”.