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San Martino, ogni mosto diventa vino: la 'prova' con le castagne - Il Capoluogo
Tradizioni

San Martino, ogni mosto diventa vino: la ‘prova’ con le castagne

11 novembre, buona festa di San Martino a tutti! Ma senza assembramenti...

11 novembre, festa di San Martino. Il menu tradizionale a base di castagne arrosto e vino novello.

A San Martino, si sa, ogni mosto diventa vino. Ma la tradizione vuole che ogni anno l’antico proverbio venga “validato” attraverso un rigoroso test, da effettuare con le castagne arrosto. In Abruzzo, infatti, la festa ha un significato strettamente legato alle tradizioni agricole: un capodanno rurale celebrativo, a suon di vino novello e castagnate, dei contratti agricoli, da sottoscrivere a vendemmia conclusa, con le olive in frantoio e con la messa a riposo dei campi.

In piena emergenza Covid 19, la tradizione è costretta a rinnovarsi all’interno degli stretti nuclei famigliari, ma in provincia dell’Aquila, a Scanno, nel giorno di San Martino i giovani erano soliti dare fuoco alle “Glorie”, tingendosi il volto con il carbone e improvvisando canti e balli, inneggiando alla propria contrada intorno ai “palanconi”, alte cataste di legna e sterpaglie costruite nelle alture a cui viene dato fuoco. Una volta bruciato, il palancone viene offerto alla sposa novella che offre vino e dolci a tutti. I falò sono così luminosi e così alti (anche 20 metri) che si vedono anche a distanza. Sempre a Scanno si possono mangiare, a San Martino, le pizze con i quattrini: proprio perché San Martino è il santo dell’abbondanza, si mangia questa tipica focaccia a base di farina gialla, miele, noci e fichi secchi e che nasconde una monetina al suo interno.

Ancor più folkroristica la festa a San Valentino in Abruzzo Citeriore, in provincia di Pescara, dove la tradizione è legata all’infedeltà. San Martino sarebbe infatti il protettore dei mariti traditi in base ad una leggenda che vuole la sorella di San Martino sottrarsi allo sguardo del proprio marito e del fratello religioso e commettere adulterio. Nel piccolo borgo in provincia di Pescara, la tradizione si esprime attraverso una processione in cui tutti indossano delle corna e portano anche la “Reliquia”, una sorta di simbolo fallico coperto da un velo, accompagnato per le vie del paese dall’ultimo degli sposati dell’anno precedente. Durante il corteo, poi, la “reliquia” viene scoperta e passata in consegna allo sposo più recente.

Insomma, qualunque sia la vostra tradizione, buon San Martino a tutti! Ma senza assembramenti.

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