Ponte Belvedere, approvato in Giunta il progetto di demolizione

Ponte Belvedere, giunta approva il progetto di demolizione. A quasi 12 anni dal sisma a breve una nuova veste per un luogo chiave, simbolo della città.

Ponte Belvedere, un altro passo in avanti per la demolizione e la ricostruzione.

La giunta comunale, riunita su piattaforma online , ha approvato il progetto di demolizione: si dovrà  proseguire con l’affidamento dei lavori.

“Non possiamo dare una data certa – spiega al Capoluogo il vice sindaco dell’Aquila Raffaele Daniele – l’emergenza Covid 19 ha sicuramente la precedenza. Cercheremo comunque di snellire quanto più possibile l’iter per cominciare i lavori di demolizione a brevissimo”.

Il ponte Belvedere è uno di quei luoghi chiave e simbolo della città dell’Aquila: con i suoi 54 anni mal portati a causa delle lesioni conseguenti al sisma del 6 aprile 2009, è interdetto al traffico proprio per problemi legati anche alla staticità e attende il suo destino da circa 12 anni.

Si è parlato di un progetto con la finalità anche di riqualificare tutta la zona, a due passi dal cuore storico. È stato per anni un nodo strategico di collegamento, ha unito le due sponde della città, è stato costruito per collegare le due colline.

Era il 27 maggio 1966 quando su Ponte Belvedere venivano effettuate le ultime prove di carico prima dell’apertura ufficiale al traffico della città.L’opera finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno e progettata da un gruppo di noti professionisti gli ingegneri Aldo Arcangeli, Enrico Lenti ed Emilio Tomassi, fu realizzata dall’impresa aquilana di Pasquale Martella.

“Il ponte fu realizzato in circa due anni. La sicurezza veniva prima di tutto, se servivano sei sacchi di cemento io ne utilizzavo otto per stare tranquillo!” aveva ricordato scherzosamente, sentito dal Capoluogo, proprio Pasquale Martella che ha poi assistito ai danni provocati dalla furia del sisma e che hanno portato all’abbattimento di un altro dei “palazzi” storici, il condominio di via XX settembre, di fronte l’ex Inam.

Ponte Belvedere, la grande incompiuta

Ponte Belvedere, si marcia verso la demolizione

A seguito della delibera di metà agosto con la quale la giunta aveva accettato la donazione dell’idea progettuale dell’archistar Volkwin Marg, erano stati pubblicati sull’albo pretorio due avvisi per manifestazione d’interesse: uno riguardava il progetto per la demolizione del ponte e un altro per la sua ricostruzione in base al progetto tedesco.
Nell’avviso di agosto veniva fissato a 110.000 euro l’importo base per la progettazione.

Quella del nuovo Ponte Belvedere è una progettazione che vede coinvolti tre team: lo studio del Professor Michele Mele, Breng Engineering di Roma e l’anima aquilana dell’Ati dell’ingegner Fausto Fracassi.

Nel team di lavoro sarà proprio l’ingegner Mele, leader mondiale nella progettazione di grandi ponti sospesi, a svolgere il ruolo di coordinatore dei tre studi.

“Siamo di fronte a un punto cruciale per il futuro della nostra comunità – avevano sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi e il vice sindaco Raffaele Daniele nella comunicazione alla stampa sul progetto del nuovo Ponte – Sarà realizzata un’opera attesa da anni, fondamentale sia per ripristinare la viabilità dell’area sia per ricucire, non solo in termini architettonici e urbanistici, con eleganza e sobrietà un collegamento importante tra il centro storico e il resto della città”.

Michele Mele, chi è l’ingegnere del Ponte Belvedere

Ponte Belvedere: che succede al civico 29

È salvo, per adesso, il condominio del civico 29, che si trova proprio sotto il ponte Belvedere ma che, molto probabilmente, andrà incontro a una demolizione.

Ponte Belvedere, salvo il Civico 29

Inizialmente gli appartamenti del civico 29, poco danneggiati dal sisma, furono ristrutturati, ma la presenza del ponte e la costante umidità li rendono invivibili. Tra l’altro la presenza dell’immobile rende complicata anche la realizzazione di un progetto che preveda l’abbattimento e la ricostruzione del ponte.

Durante un sopralluogo è stata portata alla luce anche una situazione di degrado nelle parti esterne del condominio dove al guano dei piccioni si aggiunge una scarsa manutenzione con rifiuti di vario genere. Alcuni appartamenti presentano anche vistose tracce di umidità.

Oltre alla manutenzione si rende necessaria quindi l’installazione dei dissuasori per i piccioni in varie zone del condominio.

Condominio Ponte Belvedere, guano rifiuti e amianto: rischio abitabilità