Covid 19 L’Aquila, il grido degli operatori del Pronto Soccorso: “Situazione grave e drammatica”

La lettera degli operatori sanitari del Pronto Soccorso dell'Aquila: "Situazione grave e drammatica. Tende fredde e poco illuminate, prive di servizi igienici, con pazienti covid che aspettano il posto letto anche per 24h"

L’AQUILA – Lettera degli operatori del Pronto Soccorso dell’ospedale San Salvatore: “Situazione grave e drammatica”.

Con l’intento di “mettere a disposizione dell’azienda e della popolazione tutta la nostra professionalità e non di fare una critica sterile”, gli operatori del Pronto Soccorso dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila hanno scritto una lettera al sindaco Pierluigi Biondi, al direttore generale della Asl 1, Roberto Testa, al direttore sanitario Sabrina Cicogna, al direttore sanitario del San Salvatore, Giovanna Micolucci, e al direttore del Pronto Soccorso, Luigi Valenti, per rappresentare la situazione “grave e drammatica” in cui sono costretti ad operare.

“Le postazioni a noi concesse per l’isolamento dei pazienti Covid 19 e sospetti Covid – si legge nella nota di cui IlCapoluogo.it è venuto in possesso – sono insufficienti e inadeguate. Le due tende poste nel piazzale antistante sono ormai inevitabilmente occupate da più pazienti Covid che spesso sostano anche oltre 24h in attesa di un posto letto”. Le stesse tende, inoltre, sono “fredde e poco illuminate, prive di servizi igienici, prive di prese per l’ossigeno se non quelle delle bombole che devono essere continuamente sostituite“. A complicare ulteriormente il lavoro dei sanitari “la presenza, costante da settimane, di un cantiere aperto per la modifica dei locali e degli spazi del Pronto Soccorso”.

Per questo gli operatori del Pronto Soccorso, “declinano qualsivoglia responsabilità civile e penale derivante da inadeguatezza e ritardi nel soccorso ai pazienti, possibilità di trasmissione del contagio da parte degli operatori sanitari inconsapevolmente contagiati a loro volta”.

Nella nota, però, vengono anche sottolineate alcune soluzioni che potrebbero migliorare la situazione, a partire dalla “divisione” del Pronto Soccorso in due aree, “una sporca e una pulita”, in modo da ridurre il rischio di contaminazione tra le due aree. “Naturalmente – aggiungono gli operatori sanitari firmatari della lettera – sarebbe auspicabile avere stabilmente tre medici e relativo personale almeno per i turni diurni”.