Covid 19, Governo distratto e Asl nel caos

Emergenza Covid 19, sanità sempre più nel caos: dall'organizzazione delle Asl, alle Regioni. E il Governo che fa?

L’AQUILA – Emergenza e polemiche sanitarie. Asl nel caos ovunque, l’Abruzzo non fa eccezione. Siamo passati da medici e infermieri eroi – quelli con i segni delle mascherine sul volto dopo turni massacranti – a una seconda ondata fatta di tamponi in ritardo e tracciamenti scomparsi. Tamponi che viaggiano per giorni in giro per la regione per essere processati.

Dito puntato contro un’organizzazione, quella delle aziende sanitarie regionali, che sembra presentare più di qualche pecca. Non solo per le denunce quotidiane che arrivano da famiglie chiuse in casa da settimane, in attesa dei risultati dei tamponi o, peggio, di essere chiamati per sottoporsi al tampone. O per le denunce dei troppi rimasti in servizio anche per una settimana, prima di sapere di un’eventuale positività.

Colpa delle Regioni?

Nel conto delle responsabilità la lunga lista dei problemi sembra, in realtà, andare dritta verso un Governo centrale che, non solo non ha organizzato una risposta adeguata all’attesa seconda ondata, ma non ha messo in campo le risorse necessarie ad affrontare un’emergenza straordinaria, quale quella da Covid 19.

Se da un lato c’è la potenza di fuoco promessa dal Governo per risollevare l’economia italiana dopo il lockdown, dall’altro ci sono le scarse risorse destinate a una Sanità che, già da anni, era vittima di una depotenza di fuoco, taglio dopo taglio, chiusura dopo chiusura. La domanda che sorge spontanea, però, è la seguente: qual è stato il sostegno fornito a chi si è ritrovato ad amministrare le Asl, alle prese con la più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni?

Non si può imputare tutta la responsabilità agli amministratori locali.
Chi si trova ad amministrare un’Azienda sanitaria, infatti, non dispone di risorse extra: ciò vuol dire che le scelte intraprese sono legate a numeri e budget limitati. Va da sé che, in momenti emergenziali come quello che stiamo attraversando ormai da mesi, ci sia urgente bisogno di sforare questi budget, facendo ricorso a fondi extra che permettano l’assunzione di nuovi infermieri, così come quella di medici a tempo indeterminato, non con contratti di 6 mesi. 

Fondi extra, poi, sono indispensabili anche per precettare strutture mediche private – per tutte quelle prestazioni sanitarie per pazienti non Covid- o ancora per appaltare i call center, che potrebbero rivelarsi preziosi nella gestione del tracciamento dei casi. Risorse straordinarie, insomma, che tuttavia non sembrano essere arrivate.

È la legge a dire che, in caso di calamità, la gestione territoriale è in capo al governo regionale… ma questo governo locale come può fronteggiare una guerra senza un sostegno concreto da parte dello Stato? Bonus vacanze, Bonus monopattino, Bonus Pc, Bonus Mobili, tra incentivi e superbonus vari, i fondi destinati alla Sanità sembrano non essere stati sufficienti a rispondere ad una crisi profonda, iniziata in realtà dai tagli a un sistema impoverito ben prima dell’arrivo del Covid 19.

Armiamoci e partiamo, o armiamoci e partite? La Asl, spesso, si è ritrovata priva delle risorse necessarie anche solo per l’armatura.