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Covid 19, il grido dei sanitari: “La provincia dell’Aquila è da zona rossa”

In provincia dell'Aquila "pressione massima su terapie intensive e subintensive", l'appello dei sanitari: "Comportiamoci in maniera responsabile, maniacale, indipendentemente dal fatto che qualcuno dica che siamo verdi gialli o rossi".

L’AQUILA – L’allarme dei medici sull’emergenza Covid 19 in provincia. Il professor Marinangeli: “Pressione massima su terapie intensive e sub intensive”.

Se l’Abruzzo in generale è classificato è in zona gialla, anche se la zona arancione sembra farsi sempre più vicina, la provincia dell’Aquila, tra la Marsica e il capoluogo, è ormai “da zona rossa”. L’allarme arriva dal professor Franco Marinangeli, primario di Rianimazione all’ospedale San Salvatore.

“Il G8 – ha spiegato il primario a IlCapoluogo.it – ha 38 pazienti ed è praticamente pieno, 22 pazienti a Malattie infettive, 45 alla Medicina covid e una decina sono in area grigia, il tutto senza personale in numero adeguato”.

Insomma, se le province di Chieti e Pescara sono ancora da zona gialla, quella dell’Aquila soffre di “pressione massima su terapie intensive e subintensive”, sostanzialmente il preludio a una “zona rossa” di fatto. “Consiglio a tutti – scriveva infatti da qualche giorno il professo Marinangeli – di comportarci in maniera responsabile, maniacale, indipendentemente dal fatto che qualcuno dica che siamo verdi gialli o rossi. Chi decide nella realtà è la tenuta degli ospedali, e gli ospedali sono in seria, seria, difficoltà. È necessario che ognuno faccia il possibile per proteggersi evitando contatti inutili. Sosteniamo per quello che è possibile l’economia perché è fondamentale dimostrare di essere una vera comunità, ma dimostriamo anche a noi stessi che siamo in grado di farlo in maniera responsabile. Non dobbiamo diventare zona rossa, ma questo adesso dipende solo e soltanto da noi”.